Via Manin è fra le strade più conosciute del centro di Udine: va da piazza I Maggio a piazza della Libertà correndo ai piedi del colle del Castello. Passata Porta Manin si arriva in piazza Patriarcato, con il Palazzo Patriarcale e gli affreschi del Tiepolo, e poi in via Treppo.
Dal fossato alla via dei palazzi
Sul lato ovest la città era difesa da un fossato che girava attorno al colle passando dove corrono le attuali via Portanuova, via Mercatovecchio e via Manin; il tratto di via Manin fu poi spostato dov'è via Cavour. La strada si chiamava Bòrc San Bartolomio, per la cappella di San Bartolomeo che i Gubertini costruirono nel 1451 all'angolo con via Prefettura e che fu chiusa nel 1810; il nome attuale ricorda Daniele Manin, presidente della Repubblica di Venezia nel 1848. Nel 1261 si parla di una Domus Comunis, la casa del Comune, forse all'inizio della via.
In apertura della via, contro la scalinata della Loggia di San Giovanni, c'è il Palazzo Caimo Dragoni: nel 1493 il medico Valerio Filittini ebbe il permesso di costruirci, e dopo il terremoto del 1511, che aveva danneggiato il Castello, la famiglia lo affittò ai luogotenenti della Patria del Friuli, che ci restarono almeno una decina d'anni. Nel 1586 passò al giurista Flaminio de Rubeis, che ci teneva un salotto letterario importante; poi ospitò il generale napoleonico Marmont, la Società dell'Unione e, dal 1926, il Credito Italiano. Poco più avanti, la vecchia casa Valentinis, comprata da Giovanni Contarini, fu rifatta nel 1910 come Palazzo d'oro, detto così per le decorazioni dorate e i fitti intrecci del fregio.
Il castelliere sotto Palazzo Mantica
La proprietà dei Filittini finì a Giuseppe Manin con una permuta il 13 settembre 1538, e nel 1560 la figlia Faustina la portò in dote a Pietro Mantica, che costruì il palazzo rinascimentale; nella seconda metà del Settecento un altro Pietro Mantica aggiunse un'ala a L che arriva fino alla porta. Nel 1967 Teresa Caratti cedette la parte rinascimentale alla Società Filologica Friulana, nata nel 1919 per studiare e difendere la lingua friulana: la sua biblioteca, dedicata a G. I. Ascoli, ha circa 20.000 volumi ed è il punto di riferimento per chi studia la lingua e la cultura del Friuli. Sulla facciata su via Manin, sotto una finestra a cinque luci, un tondo mostra la Madonna che dà una mela a Gesù Bambino, in una ghirlanda di sette cherubini.
Durante il restauro di Palazzo Mantica, cominciato nel 2005 e finito nel 2012, nel 2009 sono venuti fuori i resti di un castelliere, con ceramiche già del Bronzo medio: è il villaggio più antico del Friuli, e il suo primo nucleo stava probabilmente verso Porta Manin.

Porta Manin, la più antica di Udine
Porta Manin, chiamata anche Torre di San Bartolomeo o Porta Cividale perché guarda a est, fu costruita fra il 1273 e il 1299 nella terza cerchia di mura della città: fra le porte di Udine arrivate fino a noi è la più vecchia. La parte bassa è quella originale, i piani superiori sono stati restaurati più tardi e i passaggi laterali sono stati aperti fra il 1934 e il 1941. Sulla facciata esterna, fra gli stemmi dei nobili, è dipinta l'aquila nera su fondo giallo del Sacro Romano Impero.
Dal 1609 i Mantica usavano una stanza della torre, e Andrea Mantica la pagava 2 pernici; fra il 1830 e il 1840 la stanza servì da sinagoga alla comunità ebraica guidata da Felice Cagli.
Piazza Patriarcato e il Palazzo Patriarcale
La piazza prese il nome del Patriarcato all'inizio del XVII secolo, quando qui fu portata la residenza del patriarca di Aquileia. La chiesa di Sant'Antonio Abate, voluta nel 1354 dal patriarca Nicolò di Lussemburgo, era in origine gotica; la facciata la fece Giorgio Massari fra il 1731 e il 1734, e dentro ci sono le tombe degli ultimi quattro patriarchi di Aquileia, Francesco Barbaro, Ermolao Barbaro, Daniele Dolfin e Dionisio Dolfin. Sul lato della piazza c'è Palazzo Antonini-Belgrado, costruito a fine Seicento sopra il fossato della terza cerchia e comprato nel 1891 dalla Provincia: le sale le dipinse Giulio Quaglio fra il 1697 e il 1698.
Il Palazzo Patriarcale, o Arcivescovile, è cresciuto in più tempi: la Sala Azzurra voluta da Marino Grimani, con grottesche attribuite a Giovanni da Udine; la Sala del Trono con i 117 ritratti, del 1593, sotto il patriarca Francesco Barbaro; e il riordino su progetto di Domenico Rossi per il patriarca Dionisio Dolfin, che nel 1711 vi aprì la Biblioteca Delfiniana, la prima biblioteca pubblica di Udine. Dal 1726 al 1729 Giambattista Tiepolo dipinse sul soffitto dello scalone la Caduta degli angeli ribelli, e nella Galleria degli Ospiti il Sacrificio di Isacco e Rachele che nasconde gli idoli. Il palazzo ospita il Museo Diocesano di Arte Sacra e le Gallerie del Tiepolo, inaugurati nel 1995 dall'arcivescovo Alfredo Battisti: più di 700 opere, quasi tutte venute dalle parrocchie della diocesi di Udine.
In via Treppo, Palazzo della Porta
In via Treppo, Palazzo della Porta è una tipica casa nobile udinese del XVII secolo: la casa andò a Tommaso della Porta nel 1590, e il palazzo prese la forma definitiva fra il 1655 e il 1685. In facciata c'è un portone ad arco bugnato, con sopra una serliana al piano nobile, ripetuta più piccola al piano di sopra; dentro ci sono tele del pittore carnico Antonio Faci e gli affreschi di Giulio Quaglio sul soffitto e sulle pareti di una saletta, nella loggia e nella cappella. Nel 1932 fu venduto all'ingegner Paolo Masieri, che lavorò anche con l'architetto Frank Lloyd Wright, e negli anni Cinquanta e Sessanta lo comprò l'arcidiocesi per gli uffici della Curia.
Più avanti, il vecchio Seminario fu prigione e dal 1849 sede della Pretura e di parte del Tribunale, e ospita il Conservatorio Jacopo Tomadini. Sulla via, accanto alla Curia, c'è la Libreria Paoline, arrivata qui da via Vittorio Veneto.
Domande frequenti
Qual è la porta più antica di Udine?
Porta Manin, o Torre di San Bartolomeo, costruita fra il 1273 e il 1299 nella terza cerchia di mura, in fondo a via Manin verso piazza I Maggio.
Dove si vedono gli affreschi del Tiepolo in piazza Patriarcato?
Nel Palazzo Patriarcale, sede del Museo Diocesano e Gallerie del Tiepolo: la Caduta degli angeli ribelli sullo scalone, del 1726-1729, e la Galleria degli Ospiti.
Che cosa è stato trovato sotto Palazzo Mantica?
Durante il restauro, nel 2009, sono venuti fuori i resti di un castelliere dell'età del bronzo, il più antico villaggio del Friuli.
Chi ha affrescato Palazzo della Porta in via Treppo?
Giulio Quaglio, in una saletta, nella loggia e nella cappella; ci sono anche tele di Antonio Faci.