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Tricesimo, alla trentesima pietra miliare da Aquileia: il portale di Bernardino da Bissone, il castello dei Valentinis, la Madonna Missionaria e gli affreschi di Thanner a San Pelagio

Tricesimo, a trenta miglia da Aquileia: il duomo col portale di Bernardino da Bissone e il Palma il Giovane, il castello dei Valentinis e San Pelagio.

Tricesimo è un comune del Friuli a 12 km da Udine, che deve il nome alla trentesima pietra miliare da Aquileia. Nel centro sta il duomo di Santa Maria della Purificazione; sul colle il castello dei Valentinis con il santuario della Madonna Missionaria.

Ad Tricensimum, la mansio romana

La prima testimonianza documentaria è l'Itinerarium Antonini, del III secolo d.C., dove compare la dicitura Ad Tricensimum, indicata come la prima mansio a trenta miglia da Aquileia; il nome viene dalla locuzione latina «ad tricesimum lapidem». Una lapide trovata vicino al colle di Adorgnano ricorda che la mansio fu cinta di mura, e i nomi di luogo che vengono dai poderi romani, come Laipacco, Luseriacco e Fraelacco, dicono quanto i coloni si fossero radicati. Ad epoca longobarda risalgono le tombe trovate in località Casanova e nelle pertinenze di San Pelagio, con reperti dei secoli VI e VII.

Il borgo era un gruppo compatto di case chiuso da un muro con torri, e il duomo stava fuori; le difese non bastarono, e nel marzo 1289 le truppe del conte di Gorizia lo devastarono. Nel 1420 Tricesimo passò sotto Venezia, con un capitano che risiedeva in castello; subì le invasioni turche del 1477 e del 1499, e nel 1511 fu coinvolto nella rivolta contadina e colpito dal terremoto del 26 marzo. I vecchi del paese chiamavano il colle di San Pietro colle della Spia, per il ricordo di un antichissimo posto di segnalazione che con fuochi di notte e fumate di giorno faceva giungere notizie da Aquileia a Zuglio.

Il duomo e il portale di Bernardino da Bissone

Il duomo di Santa Maria della Purificazione è in centro, davanti al municipio e alla piazza, e sul lato sud ha un portale rinascimentale molto raffinato. A Tricesimo esisteva una chiesetta già nell'VIII secolo; una chiesa successiva fu distrutta nel 1289 da un rogo appiccato dai soldati del conte Alberto di Gorizia. La pieve gotica a tre navate fu demolita intorno al 1770 e sostituita dall'attuale duomo, costruito su progetto di Domenico Schiavi di Tolmezzo e consacrato il 6 luglio 1789.

Quel portale, di Bernardino da Bissone, stava in origine sulla facciata della chiesa gotica: quando nel Settecento si costruì la chiesa nuova, più grande, sembrò troppo piccolo e lo si spostò sul fianco sud, come dice una lapide del 1779. Sopra c'è la Madonna col Bambino, considerata il suo capolavoro, ricomposta dopo il crollo del campanile nel terremoto del 1976; sono di Bernardino anche le due statue dell'Annunciazione nelle nicchie della facciata. All'interno ci sono la Presentazione di Gesù al tempio di Jacopo Palma il Giovane, dipinta nel 1600-1610, la pala di Sebastiano Bombelli con il Crocifisso e le anime del Purgatorio e un battistero in pietra del 1587; nel campanile una campana è datata 1443.

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Il castello e la Madonna Missionaria

Il castello, a Fraelacco, sta in cima a una collina morenica, forse sopra un fortino romano che sorvegliava la via da Aquileia al Norico. Le prime notizie certe sono del XIII secolo: secondo un documento del 1253 era abitato dalla nobilissima famiglia di Tricesimo, di origine gemonese. Assediato tre volte fra il 1305 e il 1310 dai soldati dei conti di Gorizia, nel 1332 il patriarca Pagano della Torre ordinò di fortificarlo nuovamente. Passò poi ai Prampero, ai Partistagno e ai Castellerio, nel 1521 ai Montegnacco e nel 1627 ai conti Valentinis, che ne diventarono capitani; nel 1647 Nicolò Valentinis fece riedificare il castello pericolante, trasformandolo nell'attuale villa.

Attorno al castello giravano tre cinte di mura, che furono abbattute per ordine di Napoleone quando passò di qui diretto in Austria; resta una cinta muraria esterna medievale con feritoie e merli guelfi, sei torri agli angoli e al centro il palazzo quadrato, con le travi originarie del Cinquecento e i caminetti monumentali. Accanto al palazzo la cappella gentilizia cinquecentesca ha nell'abside un affresco di Pomponio Amalteo, e nella cripta scene bibliche. Nel 1948 il castello fu acquistato dalla curia di Udine per il ritiro e gli esercizi spirituali, e nel 1955, sui resti della parte settentrionale del fortilizio, fu eretto il santuario della Madonna Missionaria, progettato dall'architetto Pietro Zanini, con un altare dedicato ai friulani che hanno dovuto lasciare l'Italia in cerca di lavoro.

San Pelagio, San Pietro in Zucco e le chiese delle frazioni

La chiesa di San Pelagio è all'estremo est del comune, sulla strada fra Adorgnano e Vergnacco. Citata dalla seconda metà del XIV secolo, è probabilmente più antica, come fanno supporre i reperti dei secoli VI-VIII trovati all'interno. Il presbiterio è decorato da uno dei più interessanti cicli di affreschi del maestro Gian Paolo Thanner, che lavorò a San Pelagio fino a tutto il 1535, come si legge ai piedi della Crocifissione: la natività, la pietà, la teoria dei santi e, sull'arco trionfale, l'annunciazione e scene della passione.

La chiesa di San Pietro in Zucco, sull'omonimo colle a nord del centro, è documentata dal 1255: il nome viene dal friulano çuc, cima. A Monastetto la chiesa di San Michele Arcangelo ha affreschi di Gian Paolo Thanner di circa il 1525, a Laipacco la chiesa di San Giuseppe uno dei suoi cicli più importanti, e a Leonacco San Martino ha affreschi di Lorenzo da Marano. Nel centro vale la pena percorrere il Borgo Sant'Antonio, il tratto che collega piazza Verdi con piazza Garibaldi: è uno dei pochi esempi conservati delle vie porticali, con le abitazioni che si affacciano sul percorso e portoni che si aprono su cortili interni.

Domande frequenti

Perché si chiama Tricesimo?

Il nome viene dalla locuzione latina «ad tricesimum lapidem», la trentesima pietra miliare da Aquileia: nell'Itinerarium Antonini Ad Tricensimum è la prima mansio a trenta miglia da Aquileia.

Che cosa si vede nel duomo di Tricesimo?

Il duomo di Santa Maria della Purificazione ha sul fianco sud il portale rinascimentale di Bernardino da Bissone con la Madonna col Bambino, e dentro la Presentazione di Gesù al tempio di Palma il Giovane.

Si può visitare il castello di Tricesimo?

Il castello di Tricesimo, adibito a luogo di ritiro per esercizi spirituali, si vede dall'esterno; nel 1955, sui resti della parte settentrionale del fortilizio, fu eretto il santuario della Madonna Missionaria.

Dove sono gli affreschi di Gian Paolo Thanner a Tricesimo?

Gli affreschi di Gian Paolo Thanner sono nel presbiterio della chiesa di San Pelagio, finiti nel 1535, e nelle chiese di San Michele a Monastetto e di San Giuseppe a Laipacco.