Ovaro, Davâr in friulano, è un comune della Carnia in provincia di Udine, il paese più importante della Val Degano, chiamata anche Canale di Gorto. Ha il complesso paleocristiano di San Martino, la pieve di Gorto, la Casa delle cento finestre di Mione e il versante ovest dello Zoncolan.
Dal Canale di Gorto ai tredici comuni
Il paese sta a 525 metri, in una conca al sole fra il Col Gentile a ovest e l'Arvenis a est. Qualche ritrovamento isolato dice che qui c'era gente già nella preistoria, e ad Agrons è venuta fuori un'iscrizione in caratteri nord etruschi del VI-V secolo a.C.; un'altra, in lingua venetica, trovata nel 1989 a Cjanaia, mostra quanto fosse importante la valle come via di passaggio. Da popolazioni celtiche verrebbe il nome della valle, Guart, cioè Gorto, che vorrebbe dire luogo chiuso o riparato. Quando i Romani vinsero i Galli Carni, Ovaro passò a Roma con tutta la Carnia.
Al tempo dei patriarchi di Aquileia diventarono potenti i de Luincis: Ermanno da Luincis fu giustiziato nel 1351 per l'assassinio del patriarca Bertrando di San Genesio, e i soldati del patriarca distrussero probabilmente i castelli di Luincis e di Agrons. Nella zona di Ovaro c'erano tredici comuni, uno per ogni villaggio, guidati dalla vicìnia, l'assemblea dei capifamiglia; e siccome gli uomini partivano per i commerci stagionali, spesso a decidere erano le donne. Il comune di adesso nacque nel 1871 unendo Mione, con Cella e le frazioni sulla destra del Degano, e Ovaro, con le frazioni sulla sinistra: lo stemma mette insieme il campanile della pieve di Gorto e una rapa con il ponte di San Martino. Nella Grande Guerra 97 donne di Ovaro fecero le portatrici carniche, e il 2 maggio 1945 i cosacchi in ritirata uccisero per rappresaglia 22 civili, fra cui il parroco, don Pietro Cortiula.
San Martino, il battistero del V secolo
Vicino alla chiesa di San Martino gli scavi cominciati nel 1992-1993 hanno riportato alla luce un complesso paleocristiano del V secolo. Sotto il pavimento della chiesa è apparsa una vasca battesimale a sei lati, come quelle dell'area di Aquileia, in mezzo a un edificio a più lati, così che durante il rito si potesse girare in processione attorno al fonte. Al battistero era unita una grande basilica, con una lunga sala rettangolare e il banco del presbiterio per i preti; i muri erano intonacati di bianco, e i pezzi di vetro verde e blu dicono che le finestre erano tante.
Chiesa e battistero coprivano insieme circa 450 metri quadrati: è uno dei complessi battesimali di campagna più grandi trovati in Italia, un avamposto della chiesa di Aquileia per convertire le genti delle Alpi. I resti poggiano su muri e pavimenti di una villa tardoromana del IV-V secolo, e attorno ci sono tombe dell'alto Medioevo. Nell'alto Medioevo la chiesa fu abbandonata, e i battesimi passarono a Santa Maria di Gorto, più in alto e più protetta. A fine ottobre 2018, quando il Degano straripò con la tempesta Vaia, l'area archeologica e la chiesa finirono sotto il fango, e sono state liberate e restaurate.

La pieve di Gorto e le dieci Vergini
Quasi davanti a Ovaro, su un'altura fra Cella e Agrons, c'è la pieve di Santa Maria di Gorto, nominata per la prima volta nel 1119, nell'atto con cui nacque l'abbazia di Moggio. Nel Medioevo era l'unica parrocchia della valle, e da lei dipendevano Ovaro, Comeglians, Prato Carnico, Rigolato, Forni Avoltri, Sappada, Ravascletto e Cercivento. Il campanile, staccato e girato in un'altra direzione, era probabilmente una torre del castello di Agrons. Mezza distrutta da un incendio nel 1430, fu ricostruita dal 1431 su progetto del capomastro Stefano di Simone di Mena, e dopo il terremoto del 1700 i fratelli Nicolò e Giovanni Battista Zamolo di Portis di Venzone la sistemarono e la ingrandirono dal 1722.
Della chiesa romanica è rimasto il ciclo di affreschi della parabola delle Vergini sagge e stolte, del XII-XIII secolo, riapparso nel presbiterio dopo il terremoto del 1976: la pieve dipendeva dall'abbazia di Moggio, e i pittori potrebbero aver preso spunto dalla pittura salisburghese. Nella pieve ci sono anche la pala del 1567 di Giuseppe Furnio, allievo di Pomponio Amalteo, e l'organo del 1788 di Giovanni Battista de Corte; l'altare maggiore, ordinato nel 1762, ha le statue di marmo dei santi Giovanni e Paolo. Dal 1973 in una stanza laterale c'è il Museo della Pieve di Gorto, e l'archivio conserva 140 pergamene medievali.
La Casa delle cento finestre e le frazioni
A Mione, affacciato sulla valle, il palazzo Micoli Toscano è conosciuto come la Casa delle cento finestre: per la precisione sono 107. Lo finì nel 1836 l'architetto Giovanni Battista Bassi per i fratelli Giovanni Angiolo e Giovanni Francesco Micoli Toscano, che volevano la casa più grande della Carnia. I Toscano erano arrivati in Carnia a partire dalla metà del '300, attratti dai grandi boschi e in fuga dalla peste, e si erano arricchiti con il commercio del legname. Il palazzo è costruito come una villa veneta, con un grande giardino davanti, la forma di un cubo e il tetto verde di pianelle smaltate; nell'agosto 1926 ci dormì una notte il principe Umberto di Savoia.
A Ovasta Casa De Corte è un tipico esempio di casa carnica del XVII secolo; ad Agrons la chiesa di Santa Fosca la fondarono nel 1682 i fratelli Matteo e Antonio Rovis, che commerciavano nel villaggio istriano di Gimino. A Baûs, fra Ovaro e Comeglians, c'è un vecchio mulino che funziona ancora: si può vedere macinare il mais, e a Cludinico si visita la vecchia miniera di carbone.
Il versante di Ovaro dello Zoncolan
Il Monte Zoncolan, 1.750 metri, sta fra Ovaro, Ravascletto e Sutrio. Il versante ovest, da Ovaro, è lungo 10 km, con una pendenza media dell'11,9% e punte del 22%: la salita vera parte da Liariis, a 8,5 km dalla cima, e fra il terzo e il sesto chilometro non si scende mai sotto il 15%. Il Giro d'Italia ci salì la prima volta nel 2007, con la vittoria di Gilberto Simoni, che fece il tempo record di 39'03"; tornò nel 2010 con Ivan Basso, nel 2011 con Igor Antón, nel 2014 con Michael Rogers e nel 2018 con Chris Froome.
Domande frequenti
Che cosa c'è a San Martino di Ovaro?
I resti di un complesso paleocristiano del V secolo, una basilica e un battistero con la vasca a sei lati su circa 450 metri quadrati, fra i più grandi complessi battesimali di campagna in Italia.
Che cosa si vede nella pieve di Gorto?
Gli affreschi del XII-XIII secolo con la parabola delle Vergini sagge e stolte, la pala del 1567 di Giuseppe Furnio, l'organo del 1788 e il Museo della Pieve.
Quante finestre ha la Casa delle cento finestre?
107: il palazzo Micoli Toscano di Mione, finito nel 1836.
Quanto è lunga la salita dello Zoncolan da Ovaro?
10 km, con una pendenza media dell'11,9% e punte del 22%; il tratto più duro comincia a Liariis.