Gorizia è una città del Friuli Venezia Giulia sul confine fra Italia e Slovenia, dove si incontrano le valli dell'Isonzo e del Vipacco. In cima al colle c'è il castello dei conti di Gorizia; in città ci sono palazzi nobili, la sinagoga e tanti giardini.
Dalla villa Goriza alla contea
Il nome viene dallo slavo gorica, «collina», «piccolo monte». Compare per la prima volta nel 1001, nell'atto firmato a Ravenna da Ottone III di Sassonia che regalava al patriarca di Aquileia il castello di Salcano e la villa di Goriza; nel 1015 un altro documento parla di metà del villaggio «che in lingua slava è detto Goriza». Nel periodo di massimo potere, fra la seconda metà del XIII secolo e i primi decenni del XIV, la contea si allargò su gran parte del nord-est, e per un po' comandò anche su Treviso e Padova. Sotto Enrico II, fra il 1304 e il 1323, Gorizia, che ormai aveva l'aspetto di una vera città, ne ebbe anche il titolo.
La domenica delle Palme del 1500, il 12 aprile, l'ultimo conte, Leonardo, morì a Lienz senza eredi, e la contea andò a Massimiliano I d'Asburgo. Fra l'aprile 1508 e l'agosto 1509 i veneziani occuparono la città bassa, ma il castello non lo presero mai. Da allora Gorizia restò agli Asburgo fino al 1918; dal 1751 è sede di un arcivescovo. Dopo la seconda guerra mondiale il confine tagliò una zona quasi centrale, e dalla parte slovena restarono molti edifici e servizi della città.
Il castello e Borgo Castello
Il castello di Gorizia sta nel punto più alto di un colle ripido, in quella che i documenti medievali chiamano la «terra superiore», dove la Contea amministrava e rendeva giustizia. Nella prima guerra mondiale fu mezzo distrutto e negli anni Trenta fu ricostruito con la sua pianta a cinque lati: il grande restauro, finito nel 1937, non rifece il palazzo rinascimentale intonacato di bianco, ma l'aspetto che il castello aveva forse nel Trecento, con la pietra a vista; il leone di San Marco all'ingresso è di quel restauro. Il cuore del castello è la Corte dei Lanzi, con le fondamenta della grande torre centrale abbattuta nel Cinquecento perché troppo esposta ai cannoni; intorno ci sono il Palazzetto dei Conti, del Duecento, e il Palazzo degli Stati Provinciali, del XV secolo.
Dentro, la sala dei Cavalieri conserva una bella raccolta di armi usate nella Contea di Gorizia dall'XI al XVI secolo; il Salone degli Stati Provinciali ha un ballatoio di legno e uno straordinario soffitto a cassettoni, e nella Sala della musica ci sono copie di strumenti medievali. Al secondo piano del Palazzetto dei Conti ci sono la cappella di San Bartolomeo e il Granaio del Museo del medioevo goriziano, con i plastici della contea e la ricostruzione dell'assedio del patriarca Bertrando del 1340.
Nel borgo c'è la chiesetta gotica di Santo Spirito, costruita fra il 1398 e il 1414 per i Rabatta, famiglia nobile di origine toscana. Le case Formentini, Dornberg e Tasso ospitano i Musei Provinciali: il Museo della Grande Guerra, che comincia con l'immagine di due soldati di eserciti nemici uniti dalla morte in battaglia, e il Museo della moda e delle arti applicate, con abiti, accessori e stoffe dal Settecento al Novecento. Su Casa Tasso c'è l'iscrizione di Simone Tasso, prefetto delle poste imperiali, che nel Cinquecento comprò un terreno in Borgo Castello per costruirsi la casa.

Palazzi, chiese e sinagoga
In piazza della Vittoria c'è la chiesa di Sant'Ignazio, barocca, costruita fra il 1654 e il 1723-1724 e consacrata solo nel 1767: la facciata mescola gusto austriaco e gusto italiano. Il duomo, dedicato ai santi aquileiesi Ilario e Taziano e diventato cattedrale nel 1752, era all'inizio una piccola chiesa del XIII-XIV secolo. La chiesa di San Rocco è della fine del XV secolo e se ne parla già nel 1497: finita la peste del 1623, la gente del borgo decise di ingrandirla e abbellirla, e nell'abside c'è la pala di Palma il Giovane con San Rocco fra i santi Sebastiano e Agostino. Nella zona del vecchio ghetto la sinagoga, del 1756, prese il posto di un oratorio provvisorio del 1699.
Palazzo Coronini Cronberg fu costruito fra il 1593 e il 1598 per Carlo Zengraf, segretario degli Stati Provinciali; passato agli Strassoldo, che nel 1643 fecero la cappella di Sant'Anna, fu comprato il 7 ottobre 1820 dal conte Michele Coronini Cronberg. Nell'ottobre 1836 ci andò ad abitare, in esilio, l'ultimo re di Francia, Carlo X di Borbone, che un mese dopo prese il colera e morì. Dal 1990 il palazzo è la sede della Fondazione Palazzo Coronini Cronberg, voluta nel suo testamento dall'ultimo conte, Guglielmo Coronini Cronberg, ed è un museo aperto a tutti. In città si possono visitare anche Palazzo Attems Petzenstein, con la pinacoteca, e Palazzo Lantieri; il teatro Giuseppe Verdi fu ricostruito nel 1782 dopo l'incendio del 1779.
La Transalpina e la Nizza austriaca
Per piazza della Transalpina, divisa fra Gorizia e Nova Gorica, dopo il trattato di Parigi passava il muro di Gorizia; al suo posto c'è un mosaico rotondo, e il confine è segnato da una fila di mattonelle di pietra. Dalla parte slovena c'è la stazione della ferrovia Transalpina, inaugurata dall'arciduca Francesco Ferdinando nel 1906. La recinzione è stata tolta nel 2004, e dal 21 dicembre 2007, con la Slovenia nell'area Schengen, Gorizia e Nova Gorica non hanno più confini fra loro; nel 2025, insieme a Chemnitz, sono state capitali europee della cultura.
Gorizia, chiamata un tempo la Nizza austriaca, è piena di verde: i giardini pubblici, nati nel 1863, con la fontana del Gyulai e il monumento a Pietro Zorutti, il Parco della Rimembranza sotto il castello, dedicato ai caduti della prima guerra mondiale, e lungo l'Isonzo il parco di Piuma-Isonzo, con una parte sul fiume e una sulle colline boscose, e quello della Campagnuzza, un bosco di golena.
La cucina e gli eventi
A Gorizia la cucina mescola quella mitteleuropea, quella friulana e quella triestina: cotechino con i crauti, gulasch e frittate con le erbe, con le patate in tecia; il dolce tipico è la gubana, e i vini arrivano soprattutto da Oslavia e dal Collio. La rosa di Gorizia, un radicchio del posto a forma di rosa, è prodotto tradizionale friulano e giuliano e presidio Slow Food. Fra le manifestazioni ci sono il Premio Sergio Amidei per la migliore sceneggiatura, il festival della storia èStoria, il Festival mondiale del folklore e, a fine settembre, Gusti di frontiera, il festival delle cucine del mondo.
Domande frequenti
Che cosa si vede nel castello di Gorizia?
Ricostruito nel 1937 com'era nel Trecento, ha la Corte dei Lanzi, il Palazzetto dei Conti, il Salone degli Stati Provinciali con il soffitto a cassettoni e il Museo del medioevo goriziano.
Dove passa il confine a Gorizia?
In piazza della Transalpina, divisa fra Gorizia e Nova Gorica: lo segna una fila di mattonelle di pietra, e dal 2007 si passa liberamente.
Chi abitò Palazzo Coronini Cronberg?
Fu costruito a fine Cinquecento per Carlo Zengraf, passò agli Strassoldo e dal 1820 ai Coronini; nel 1836 ci morì Carlo X di Borbone, ultimo re di Francia.
Quali sono i piatti tipici di Gorizia?
Cotechino con i crauti, gulasch, frittate con le erbe e patate in tecia; il dolce è la gubana, e il radicchio tipico è la rosa di Gorizia.