Codroipo, Codroip in friulano, è un comune della provincia di Udine nella pianura friulana, sulla riva est del Tagliamento, dove nascono le risorgive del Medio Friuli. Il nome viene dal latino Quadruvium, incrocio di strade; nel territorio ci sono Villa Manin, il Cristo Nero e due musei.
Da Quadruvium a Codroipo
Nella zona c'erano castellieri già nell'età del bronzo, e il paese crebbe davvero con i Romani, fra il I e il II secolo a.C. Quando nel 181 a.C. nacque Aquileia, questo punto diventò importante: il nome antico, Quadruvium, poi Quadrupio, verrebbe dalle quattro vie che si incontravano dove si incrociavano due grandi strade romane, la Postumia e la cosiddetta «Iulia Augusta». In età romana Codroipo era un pagus del municipio di Aquileia, finché Attila non la distrusse nel 452. Con la donazione di Ottone III del 28 aprile 1001 gran parte del Friuli, Codroipo compresa, passò al patriarca di Aquileia.
Nel 1420, dopo scontri e saccheggi, Codroipo si arrese ai veneziani per salvare la gente e le case, e nel 1468 la gastaldia fu data in affitto ai Cossio, con il diritto di scavare una roggia dal Tagliamento al castello e di costruire mulini. Nel 1797, vinta la battaglia del Tagliamento, Napoleone si stabilì a Villa Manin e ci restò fino alla firma del trattato di Campoformio. Con la ferrovia Mestre-Udine, aperta nel 1860, Codroipo diventò la prima stazione a est del Tagliamento.
Nella Grande Guerra Codroipo fu un nodo logistico di primo piano per via del vicino Ponte della Delizia sul Tagliamento; dopo Caporetto, il 27 ottobre 1917, nella Battaglia di Codroipo la Brigata Sassari e altri reparti combatterono contro forze austro-tedesche molto più numerose, cercando di far passare il ponte a quanti più uomini e mezzi possibile. Il 4 novembre 1918 a liberarla furono i soldati americani del 332nd Infantry Regiment. Negli anni Venti del Novecento si diffuse la coltivazione del tabacco, e nel 1938 si costruì una cooperativa per seccarlo e lavorarlo. Nella frazione di Rivolto c'è l'aeroporto militare del 2º Stormo, di cui fanno parte le Frecce Tricolori, la Pattuglia Acrobatica Nazionale.
Il duomo di Santa Maria Maggiore e il Cristo Nero
Dove adesso sorge il duomo, nel cuore della vecchia cortina, stava quasi certamente la prima chiesa cristiana, forse del V secolo: era la pieve, «caput totius Plebis Quadruvij». Si sa che nel 1412 la chiesa fu bruciata, e dopo il terremoto del 1511 fu riconsacrata nel 1520. Già nel 1729 i codroipesi decisero di costruirne una nuova al posto della vecchia, che fu abbattuta; la prima pietra fu posata nel 1731 e il patriarca Daniele Delfino la consacrò il 6 giugno 1752. L'altare maggiore, regalato dal conte Lodovico Manin, ha le statue di San Pietro e di San Leonardo da Porto Maurizio dello scultore Angelo Marinali, comprate a Venezia nel 1821. I conti Rota pagarono nel 1845 la decorazione del coro al pittore bellunese Giovanni De Min, e fra il 1846 e il 1850 il conte Francesco Rota fece alzare e finire il campanile. Nel 1944 l'esplosione di un treno di munizioni in stazione e un bombardamento del febbraio 1945 fecero crollare una parte del tetto; nel 2013 un grande restauro ha riportato alla luce il vecchio pavimento di pietra d'Istria e marmo rosso di Verona.
Il Cristo Nero, chiamato così per il colore scuro che lo copre, è un crocifisso di legno a forma di tronco d'albero, con sopra il pellicano, che veniva dalla Scuola dei Picai di Venezia, la confraternita della chiesa di San Fantin che accompagnava i condannati a morte fino al patibolo in Piazza San Marco. Dopo le requisizioni napoleoniche del 1806, il caso volle che il cappellano della confraternita fosse don Leandro Tiritelli, fratello dell'arciprete di Codroipo, che ottenne di regalarlo alla chiesa del paese: il 1° dicembre 1808 arrivò passando per Portogruaro, e il 31 marzo 1809, Domenica delle Palme, fu sistemato nella sua arca. A Venezia gli stavano accanto le statue di bronzo di Alessandro Vittoria, di cui a Codroipo ci sono copie in legno; l'altare, disegnato da Andrea Scala, fu terminato in stucco nel 1851.

Il Museo archeologico nelle ex carceri
Il Museo archeologico sta nelle vecchie prigioni dell'Ottocento, costruite negli anni Trenta di quel secolo quando si dovettero spostare i detenuti rinchiusi nel campanile della chiesa vicina: nel 2003 sono diventate un museo, che conserva il più possibile l'aspetto di un carcere austriaco, con le sbarre alle finestre, la cucina del carceriere e un orto di erbe aromatiche e alberi da frutto. Dal 1989, quando nacque la Società Friulana di Archeologia, si scava molto, e i reperti vengono restaurati e pubblicati.
I materiali più antichi sono della tarda età del bronzo, dai castellieri di Rividischia e della Gradiscje: pentole, tazze, colini, un fornello e grandi vasi per le provviste, e attrezzi di metallo come falcetti, coltelli e punte di lancia. Da piazzetta Marconi vengono tantissime ceramiche dell'età di Augusto, e la necropoli romana di Iutizzo ha dato 69 tombe, dal I secolo a.C. alla metà del IV secolo d.C., con fibule, un cinturone decorato, una bottiglia di vetro per il vino, uno specchio e gioielli. L'Alto Medioevo è raccontato dai resti di un cimitero longobardo, forse nel centro del paese: il museo espone due scheletri ben conservati, e anche le ceramiche rinascimentali di una fornace che lavorava a Codroipo nel XVI secolo.
Le 44 carrozze di Villa Kechler
Nel 1998 il Comune comprò la collezione di carrozze del foggiano Antonio Lauda e la barchessa ovest ottocentesca di Villa Kechler, nella frazione di San Martino, e nel 2006 le carrozze furono sistemate nella nuova sede su tre piani, con una torretta al centro. Lauda passò quarant'anni a mettere insieme questa raccolta, unica in Italia, cercando carrozze in tutta Europa e restaurandole con materiali dell'epoca. Il Museo civico delle carrozze d'epoca espone 44 vetture dell'Ottocento e del Novecento, tutte ancora in grado di viaggiare, con cavalli a grandezza naturale di gesso e cartapesta, finimenti, fruste e accessori da viaggio: dallo spider di campagna agli omnibus inglesi alla diligenza ottocentesca, con pezzi appartenuti ai Tomasi di Lampedusa e allo zar Pietro il Grande. Accanto ci sono i giocattoli d'epoca regalati da Gabriella Cardazzo e le opere d'arte contemporanea donate dallo scrittore Elio Bartolini.
Villa Manin, le risorgive e la Fiera di San Simone
A circa due chilometri verso est, a Passariano, c'è Villa Manin, la residenza dell'ultimo doge di Venezia: nel 1655 Lodovico Manin comprò i terreni per costruirla, e l'architetto Domenico Rossi disegnò la Piazza Quadra e poi la Piazza Tonda, prendendo spunto dal colonnato di San Pietro del Bernini; dietro si stende un enorme parco alla francese, sul modello di Versailles. La villa ospita mostre d'arte, fisse e temporanee, e tanti concerti ed eventi.
A sud del paese c'è il Parco delle Risorgive, nato nel 1983: circa quarantacinque ettari di acque che sgorgano dal terreno e di rogge che danno vita al fiume Stella, con le olle, il giunco nero, l'ontano nero e il salice argenteo, e poi volpi, lepri e caprioli. Accanto al parco corre la Via dei Molini, con un mulino ad acqua che funziona e si può visitare; il Mulino di Bosa e il Mulino di Bert, del XV secolo, stanno lungo le risorgive.
In ottobre torna la Fiera di San Simone, nata dal vecchio mercato contadino d'autunno e fino agli anni Settanta la più grande fiera del bestiame della regione; finisce con il mercato grande e con il Premi San Simon, il premio per i romanzi in friulano. A Codroipo ha sede il Consorzio del formaggio Montasio, e il dolce del paese è un biscotto giallo con mandorle, nocciole, pinoli e uvette, a forma di incrocio, per ricordare il Quadruvium.
Domande frequenti
Perché si chiama Codroipo?
Dal latino Quadruvium, poi Quadrupio: le quattro vie che nascevano dall'incrocio di due grandi strade romane, la Postumia e la «Iulia Augusta».
Che cos'è il Cristo Nero di Codroipo?
Un crocifisso di legno dal colore scuro, bronzeo, che veniva dalla Scuola dei Picai di Venezia e arrivò nel duomo di Codroipo il 1° dicembre 1808.
Dove si vedono le carrozze d'epoca a Codroipo?
Nel Museo civico delle carrozze d'epoca, nella barchessa di Villa Kechler a San Martino: 44 vetture dell'Ottocento e del Novecento, tutte funzionanti, della raccolta di Antonio Lauda.
Che cosa c'è nel Museo archeologico di Codroipo?
Nelle vecchie prigioni ottocentesche ci sono i reperti dei castellieri dell'età del bronzo, le ceramiche romane di piazzetta Marconi, le 69 tombe di Iutizzo e due scheletri longobardi.