Tarvisio è il comune più a est e più grande della ex provincia di Udine: sta a 754 metri in Val Canale, dove si toccano Italia, Austria e Slovenia. Ha il santuario del Monte Lussari, la miniera di Cave del Predil e i Laghi di Fusine.
La storia di confine, da Bamberga al 1943
Il nome verrebbe dai Taurisci, un popolo celtico, e il paese esisteva già in epoca romana. Dal 1007 Tarvisio passò al vescovato di Bamberga, e dal XII secolo diventò un centro di commerci importante, sulla strada fra la Carinzia e Venezia. Nel 1456 il vescovo di Bamberga le concesse di tenere una fiera annuale, che si fa ancora. Dal XV secolo prosperò la lavorazione del ferro; negli stessi anni, nel 1478 e nel 1492, il paese fu saccheggiato dai Turchi. Più tardi Tarvisio finì dentro la Guerra di Gradisca (1615-18).
Nel 1758 Bamberga cedette Tarvisio all'Impero austriaco. In epoca napoleonica il paese, insieme alla vicina Malborghetto-Valbruna, vide battaglie fra austriaci e francesi nel marzo 1797, nel maggio 1809 e nell'ottobre 1813. Diventò italiano nel 1919, dopo la prima guerra mondiale, e dagli anni Venti del Novecento arrivò molta gente dal Friuli e dal resto d'Italia. Prima la maggior parte degli abitanti parlava tedesco o sloveno; nel 1939, con le Opzioni fra Italia e Germania, moltissimi, non solo di lingua tedesca ma anche slovena, presero la cittadinanza tedesca e si trasferirono in Carinzia.
Nella seconda guerra mondiale la Resistenza italiana contro i tedeschi cominciò proprio a Tarvisio, nella notte fra l'8 e il 9 settembre 1943. Nella caserma Italia c'erano 300 uomini della Guardia alla Frontiera, e il colonnello Giovanni Jon rifiutò l'ultimatum tedesco e organizzò la difesa. Nell'assalto al centralino fu ferita la centralinista tarvisiana Luigia Picech, che teneva aperta la linea con la caserma: fu la prima donna decorata con la Medaglia d'Argento della Resistenza. Dopo più di 6 ore di combattimento Jon ordinò di smettere di sparare, e due giorni dopo i 95 sopravvissuti furono caricati sui carri bestiame per i lager tedeschi.
La chiesa dei Santi Pietro e Paolo e il centro
Al centro del paese, in Piazza dell'Unità, c'è la parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo, in stile carinziano. Fu fondata nel 1399 sopra una cappella dell'XI secolo e finita nel 1445. Alla fine del Quattrocento, al tempo delle incursioni turche, fu fortificata con torri, mura e fossati: la cinta aveva un fossato su due lati e tante torri, di cui due sono ancora in piedi. La torre ottagonale, del Comune dal 1857, fu molto rimaneggiata alla fine dell'Ottocento e ogni tanto ospita delle mostre. Nella torre rotonda sono sepolti i soldati italiani caduti nel Tarvisiano nella seconda guerra mondiale.
Fra il 1959 e il 1962 la chiesa fu allungata verso la piazza, e durante i lavori saltarono fuori e furono restaurati diversi affreschi, fra cui un grande San Cristoforo del XVI secolo, che adesso sta in facciata. Dentro una vetrata mostra l'imperatore Enrico II il Santo; fra gli affreschi ci sono Carlo V a cavallo, con la data 1532, e scene del Giudizio Universale e della vita della Madonna. Dietro la chiesa ci sono la Colonna della Santa Trinità, un monumento barocco, e alcune lapidi romane.
In centro c'è anche il Palazzo della Forestale, del Cinquecento, un tempo casa del «Maestro delle foreste» della signoria di Federaun, vicino a palazzi dell'Ottocento come Palazzetto Spaliviero. A Tarvisio Bassa c'è la chiesa seicentesca della Beata Vergine di Loreto, e a Tarvisio Centrale quella di San Michele Arcangelo, costruita fra il 1934 e il 1939.
Camporosso, lo spartiacque e il Monte Lussari
Tarvisio sta oltre lo spartiacque delle Alpi, dopo la sella di Camporosso, e le sue acque vanno verso il Danubio e il Mar Nero: lo Slizza, che scende da Cave del Predil e attraversa il paese, si getta nel Gail ad Arnoldstein. La frazione di Camporosso sta proprio sul confine fra le acque dell'Adriatico, con il Fella, e quelle del Mar Nero. Il nome sloveno, Žabnice, vuol dire più o meno «il posto delle rane», e l'italiano Camporane lo traduceva, finché non fu cambiato in Camporosso. Camporosso è stato comune fino al 1928, quando fu unito a Tarvisio insieme a Fusine in Valromana.
Camporosso era una stazione di dogana e di posta sulla via Iulia Augusta, fra Aquileia e Virunum; con ogni probabilità era la Statio Bilachiniensis di cui parla un'iscrizione trovata qui nel 1910. Dai reperti romani, quasi tutti nell'Antiquarium del paese, si capisce che a Camporosso c'era anche un tempio di Mitra; fra i pezzi c'è la stele di Avilia Lada. La parrocchiale di Sant'Egidio Abate è del 1444, poi ingrandita con un'abside gotica sostenuta da contrafforti e con un affresco di scuola tedesca sul soffitto. La piccola chiesa di Santa Dorotea, dell'anno 1000, sta su uno sperone di roccia.
A sud di Camporosso si alza il Monte Santo di Lussari, 1.790 metri. La prima cappella fu costruita nel 1360 dove, dice la tradizione, fu trovata una statuetta della Madonna col Bambino; la chiesa attuale è del periodo fra il 1500 e il 1600, fu colpita da un fulmine nel 1807 e bombardata nel 1915, e ogni volta fu ricostruita. La chiamano anche la chiesa «dei tre popoli», perché ci salgono in pellegrinaggio austriaci, italiani e sloveni. Da Camporosso, a 805 metri, una telecabina lunga 3.070 metri porta a quota 1.760, sotto il borgo; a piedi si sale per il Sentiero del Pellegrino, con circa 900 metri di dislivello. Dalla cima parte il sentiero per la Cima del Cacciatore, 2.071 metri.

Cave del Predil, la miniera di Raibl e i forti
Cave del Predil, a 900 metri, deve nome e vita alle miniere di piombo e zinco del monte Re, rimaste aperte fino al 1991. La miniera compare nei documenti nel 1320, quando il duca Federico il Bello la concesse a un gruppo di minatori del posto; nel 1456 il vescovo di Bamberga diede il diritto di scavare a Osvaldo Raibl. Nel 1835, dopo diversi tagli alle paghe, i minatori scioperarono: dovettero intervenire i soldati, e alla fine 120 lavoratori furono licenziati. Con la centrale idroelettrica del 1890 Raibl fu fra i primi villaggi ad avere la luce elettrica nelle case.
La galleria di Bretto, lunga 4.844 metri, fu aperta nel 1905 per far scolare l'acqua dai livelli più profondi. L'8 gennaio 1910 una parete cedette, l'acqua invase la miniera e l'ospedale del paese sprofondò: morirono sette persone. Nel 1917 nella galleria di Bretto fu posata una ferrovia che faceva passare 600 soldati al giorno.
Le gallerie corrono per 120 km su 19 livelli. Dopo la chiusura del 30 giugno 1991 la miniera è diventata il Parco internazionale geominerario di Raibl, e nelle visite guidate se ne percorre un tratto su un trenino elettrico. Del 1948 è il monumento Ai Minatori di Raibl, con la statua di bronzo Il minatore di Piero Brolis, all'inizio della strada per la miniera. In paese c'è anche il Museo storico militare delle Alpi Giulie, dedicato alle guerre napoleoniche, alla prima guerra mondiale e al vallo littorio della seconda.
Poco oltre il paese c'è il Lago del Predil, a 959 metri: lungo 1,5 chilometri, largo 500 metri e profondo circa 30, è il secondo lago naturale della regione per grandezza dopo quello di Cavazzo, e ci si va in canoa e in kayak. Il forte del Lago Predil fu costruito fra il 1885 e il 1887 per difendere la strada di Tarvisio; gli italiani cominciarono a bombardarlo alla fine di maggio 1915, e ne restano pochi ruderi. La Batteria di Sella Predil, costruita dal genio austro-ungarico fra il 1895 e il 1897, è invece ben conservata e in parte si può visitare; aveva tre cannoni da 120 mm che sparavano a 7 chilometri.
Il Passo del Predil, che porta in Slovenia, lo conoscevano già i Romani dal III secolo a.C., ed è uno dei passaggi da cui forse entrarono in Italia i Longobardi di Alboino nel 568; nelle guerre napoleoniche ci si combatté nel 1796, nel 1805 e nel 1809. Sotto il passo gli austriaci avevano cominciato nel 1808 un forte di tronchi su fondamenta di pietra, che nel maggio 1809 difese il capitano Johann Hermann. Nel 1850, lungo la strada, fu eretto in suo onore e dei suoi compagni un monumento con un leone morente sdraiato su un fascio di bastoni. I forti sono tappe del Sentiero della Pace.
Fusine, Coccau e la Foresta di Tarvisio
I Laghi di Fusine, il Superiore e l'Inferiore, sono nati dai ghiacciai e stanno in una conca di calcare sotto il Mangart. Il Superiore è a 929 metri, profondo al massimo 10 metri, e misura 9 ettari; l'Inferiore, a 924 metri, arriva a 25 metri di profondità e misura 13,5 ettari. Sottoterra il lago Superiore dà acqua all'Inferiore, che a sua volta alimenta il torrente che esce da tutti e due. La valle corre accanto al confine sloveno ed è protetta dal 1971 come Parco naturale dei Laghi di Fusine. Il giro dei due laghi è quasi tutto in piano e lo possono fare tutti.
D'inverno la zona dei laghi è fra le più fredde della regione. All'Alpe Tamer, sotto il Mangart, il 6 gennaio 1985 si sarebbero toccati, secondo misure non ufficiali, i -34 °C, e i laghi restano ghiacciati da inizio dicembre fino a marzo.
La chiesa di San Leonardo, parrocchiale di Fusine in Valromana, è del XV secolo; a sorvegliare i valichi c'è anche la vecchia chiesa fortificata di San Nicolò a Coccau, del Medioevo. A due passi da Tarvisio lo Slizza ha scavato l'Orrido dello Slizza, una gola che si percorre su passerelle di legno sospese sull'acqua, passando per una grotta e una galleria scavata a mano nell'Ottocento. In cima alla salita, a Boscoverde, c'è il Monumento al granatiere austriaco, dello scultore Josef Valentin Kassin, del 1909, per i soldati asburgici morti nelle guerre napoleoniche.
Tutto intorno si stende la Foresta di Tarvisio, che con i suoi 24.000 ettari è la più grande foresta demaniale d'Italia. Nel 1007 l'imperatore Enrico II la diede al vescovo di Bamberga; nel 1759 passò all'imperatrice Maria Teresa d'Austria, e nel 1919 allo Stato italiano; dal 1932 la gestì il corpo forestale dello Stato. È fatta soprattutto di abete rosso, il cui legno di risonanza si usa per costruire strumenti musicali; in Val Saisera il Forest Sound Track, chiamato anche «Sentiero degli abeti di risonanza», è un anello di 11 chilometri fra abeti giganteschi. Nella foresta vivono soprattutto cervi, daini e caprioli, e gli stambecchi, riportati qui alla fine degli anni '70, sono diventati più di trecento.
Le piste del Lussari, le lingue e i Krampus
Sul fianco del Lussari la pista Di Prampero, lunga 3.920 metri con 940 metri di dislivello, scende fino in fondo alla valle davanti a Camporosso ed è illuminata per sciare di sera. Ha ospitato gare di Coppa Europa e la Coppa del Mondo di sci femminile, la prima volta nel 2007; nel 2003 Tarvisio organizzò la XXI Universiade invernale, rifacendo il Trampolino Fratelli Nogara. Alla Scuola internazionale di Sleddog e Mushing, sulla Piana di Fusine, si conoscono i cani da slitta e si corre con loro sulla neve. Dal 1879 al 2000 da Camporosso passava la ferrovia Udine-Tarvisio, e il suo tracciato è diventato la Ciclovia Alpe Adria. Fra gli alpinisti della sezione CAI «Monte Lussari» c'è Nives Meroi, che con il marito Romano Benet ha salito tutti i 14 ottomila senza ossigeno.
A Tarvisio si parlano quattro lingue, italiano, tedesco, sloveno e friulano, cosa rara in Europa. A Camporosso quasi metà degli abitanti parla sloveno, mentre a Cave del Predil si parla solo italiano. In cucina si incontrano Friuli, Carinzia e Slovenia: oltre al frico ci sono il toc' in braida, la brovada, il prosciutto cotto con il cren e i cevapcici. Anche le usanze guardano alla Carinzia e alla Slovenia, e la festa più sentita è San Nicolò: il 5 dicembre il santo gira per tutte le frazioni del Tarvisiano con i Krampus, diavoli che ne annunciano l'arrivo per le strade fra urla e campanacci.
Domande frequenti
Dove si trova Tarvisio?
In Val Canale, nell'angolo nord-est del Friuli Venezia Giulia, a 754 metri: è il comune più a est della ex provincia di Udine e confina con Austria e Slovenia, che si incontrano con l'Italia sul Monte Forno.
Perché le acque di Tarvisio vanno nel Mar Nero?
Perché il paese sta oltre lo spartiacque delle Alpi, dopo la sella di Camporosso: lo Slizza, che lo attraversa, si getta nel Gail ad Arnoldstein, e da lì le acque vanno verso il Danubio e il Mar Nero.
Si può visitare la miniera di Cave del Predil?
Sì: chiusa nel 1991, è diventata il Parco internazionale geominerario di Raibl, e le visite guidate percorrono un tratto delle gallerie su un trenino elettrico.
Che cos'è il santuario del Monte Lussari?
Un santuario a 1.790 metri, nato con una cappella del 1360 dove, secondo la tradizione, fu trovata una statuetta della Madonna col Bambino: ci salgono in pellegrinaggio austriaci, italiani e sloveni.