Bordano, in provincia di Udine, sta a 224 metri sulla riva destra del Tagliamento, chiuso fra il Brancot e il San Simeone. Lo conoscono tutti come il paese delle farfalle, per la Casa delle Farfalle e per i murales, e la sua frazione Interneppo guarda sul lago di Cavazzo.
Il paese fra il Brancot e il San Simeone
In friulano si dice Bordan. Le due montagne che lo stringono formano una piccola valle aperta: a sud il Brancot, 1.015 metri, che in paese chiamano anche Monte di Ruvinto, Monte Tricorno o Monte di Palantarins, a nord il San Simeone, 1.505 metri. Il comune comprende anche Interneppo, Tarnép in friulano, poco più di 2 chilometri e mezzo più in là, a 245 metri. In paese c'è ancora qualche artigiano che lavora il legno. Nel borgo di Prussia una fontana porta scolpita una frase in tedesco, in ricordo di chi, soprattutto a fine Ottocento, andava a lavorare in Germania.
Si pensa che Bordano sia cresciuto vicino a un antico guado romano sul Tagliamento, lungo la via Iulia Augusta. Il nome Bordanum appare per la prima volta in un codice della Chiesa di Grado di circa l'anno 1000: potrebbe venire da un funzionario romano, Bordanus, oppure dalla parola germanica «bord», asse di legno. Nel Medioevo cambiò più signori, fra cui i Colloredo Mels, finché nel 1506 passò alla Comunità di Venzone. Con la dominazione napoleonica diventò comune, con Bordano capoluogo e Interneppo frazione, ma il municipio restò a Interneppo fino al 1866, quando si spostò a Bordano. Fino al 1914 la chiesa dipendeva dalla Pieve di Cavazzo, poi passò alla Forania di Gemona.
Nel luglio 1944 una rappresaglia nazifascista distrusse quasi tutto il paese, e la gente fu cacciata per lasciare le case ai cosacchi. Poi venne il terremoto del 1976: per molto tempo si credette che l'epicentro fosse sotto il San Simeone, e Bordano e Interneppo furono rasi al suolo. Della chiesa di Sant'Antonio Abate, il patrono, restò in piedi solo il campanile: la chiesa nuova è stata rifatta da zero, in stile moderno, e gli affreschi di quella vecchia si sono persi. Lo stemma e il gonfalone, un drappo diviso in bianco e azzurro, sono del 1983.
La Casa delle Farfalle e il MUFFA
Già nell'Ottocento gli entomologi salivano sul San Simeone per studiarne gli insetti. Dopo il terremoto il paese ha scelto le farfalle come segno della sua rinascita, e nel 2003 ha aperto la Casa delle Farfalle, voluta con forza dal sindaco di allora, Enore Picco, con l'aiuto della Regione. In Italia non ce n'è una più grande: mille metri quadrati divisi in tre serre, una per continente, con la giungla africana, le foreste pluviali dell'Asia e l'Amazzonia, dentro un complesso di 2.000 metri quadrati coperti.
Nelle serre volano più di cento specie, e si può seguire tutta la vita di una farfalla, dall'uovo al bruco, dalla crisalide all'adulto, e imparare a riconoscere quelle di giorno da quelle di notte. Con le farfalle vivono altri animali, come la mantide orchidea, l'insetto stecco blu, il pitone palla, il camaleonte leopardo, il drago barbuto e il lorichetto arcobaleno.
Nel percorso didattico ci sono due mostre: «Farfalle. 4 vite, 1000 storie», per entrare nel mondo delle farfalle, e «Gioielli a 6 zampe», una collezione di insetti scelti per la loro bellezza. Dal 2020 c'è anche il MUFFA, il Museo delle FarFalle e delle FAlene, che conserva ed espone lepidotteri per gli studiosi e per il pubblico. Fuori dalla Casa, il percorso PolliNation racconta gli insetti impollinatori e i fiori.
I murales di Bordano e Interneppo
Nel 1996 il Comune, d'accordo con la gente e spinto dal sindaco Enore Picco, lanciò un progetto tutto dedicato alle farfalle. Pittori arrivati da tutta Italia e dall'Europa hanno dipinto i muri delle case, e i murales sono più di 300: ci sono sulle abitazioni, ma anche sul municipio, sulla scuola, sui capannoni della piccola zona artigianale e sulle fontane. La maggior parte è a Bordano, qualcuno anche a Interneppo.
Si è continuato a dipingere fino al 2000, poi sono cominciati i restauri, fatti anche dai proprietari delle case. Per anni un concorso ha scelto i dipinti più belli, e accanto ai murales è nato un concorso di illustrazione per libri per bambini, con il premio nazionale per la miglior fiaba illustrata.
A ovest del paese, sulla strada per Interneppo, si trova il Murale Mitologico Dedicato al Ciclismo Italiano, dipinto per la Provincia di Udine, con una convenzione del 2001, da Giuseppe Brombin e Floreano «Jan» Franzil. Ci sono i ritratti dei grandi del ciclismo italiano, Bottecchia, Binda, Girardengo, Coppi, Adorni, Magni, Guerra, Bartali, Nencini, Gimondi, Moser e Pantani, presentati dal giornalista Antonio Lot con il microfono in mano.
Sentiero entomologico e salita al San Simeone
Nel 1996-97 il Comune ha tracciato un sentiero entomologico sui fianchi del San Simeone, con un libretto sulla vita delle farfalle di questa parte del Friuli. Lungo il percorso ci sono dieci cartelli: raccontano gli insetti del posto, con più di 100 specie di farfalle diurne e circa 550 notturne, e soprattutto come si trasforma una farfalla. L'anello sale da Bordano alla borgata di Sele Grande e alla località Viêres, passa sopra il lago, attraversa Interneppo e torna per la strada romana e il sentiero di Cretùs, dove si trova una curiosa ancona votiva.

Salendo sul San Simeone, oltre Viêres, si arriva al belvedere del Pulpit, sopra le case di Bordano. A circa due terzi della salita un'ancona in muratura ospita una statua di pietra di San Simeone, copiata da quella di legno più antica dell'ancona di San Simionin, un po' più sotto. Chi sale sul monte la prima volta, vuole la tradizione, deve lasciare una piccola croce di legno ai piedi della nicchia. La strada si arrampica con tanti tornanti e nove gallerie fino al primo pianoro, Val di Sot, a 1.165 metri, da dove partono parapendio e deltaplani.
Poco più su, a 1.220 metri, c'è la chiesetta trecentesca di San Simeone, ricostruita com'era dai volontari di Bordano e Interneppo dopo i terremoti del 1976. È piccola, circa 40 metri quadrati, con un'aula rettangolare, l'abside rotonda, finestrelle tonde sui fianchi e una piccola cella per la campana sopra la porta. Poche chiese della Carnia sono così in alto, e la prima domenica di settembre ci sale tanta gente per la festa del santo. Lì vicino si apre il pianoro della Valdisore, a 1.210 metri, con case e baite, doline, una faggeta e il Plan da Fontane, l'unica sorgente della zona. Il sentiero CAI 839 porta in vetta, a 1.505 metri, da dove si vedono quasi tutte le Alpi Carniche, il letto del Tagliamento con l'arrivo del Fella, Stazione per la Carnia, Portis, Venzone e il monte Plauris.
Il forte del Monte Festa e il novembre 1917
Il Forte di Monte Festa, costruito fra il 1909 e il 1914 per la Piazzaforte «Alto Tagliamento-Fella», sta a 1065 metri: fra i forti italiani del primo Novecento in Friuli Venezia Giulia è il più alto, e con le sue due batterie di medio calibro era anche il più potente. Si trova nel comune di Cavazzo Carnico, davanti ad Amaro, e per raggiungerlo si scavò da Bordano una mulattiera militare di 10 chilometri, allargata a strada verso il 1940. Il forte aveva il telefono con Bordano, tre eliografi e una teleferica che scendeva ad Amaro.
Il 30 ottobre 1917 i cannoni del forte cominciarono a sparare sugli austriaci. Meno di 200 uomini, al comando del capitano Riccardo Winderling, tennero fermo il nemico per quasi una settimana. La mattina del 6 novembre una pattuglia austriaca si presentò con la bandiera bianca a chiedere la resa, e Winderling rispose: «ho l'onore di rispondere negativamente». Finite le munizioni, i difensori fecero saltare i cannoni e provarono a fuggire verso sud, ma furono presi quasi tutti; solo Winderling e pochi altri riuscirono a scappare.
Salendo da Interneppo si incontrano due ancone votive di pietra bianca, l'ancone dal Tùcjer, del 1900, e l'ancone di Vigj di Jan, del 1904. Con il sentiero CAI 838 o con la vecchia strada militare si arriva alla sella a quota 980, con le rovine delle caserme per truppa e ufficiali e delle scuderie. Più in alto ci sono due caverne che servivano da montacarichi e da deposito delle munizioni, le postazioni della batteria esterna per quattro cannoni da 149 mm, la batteria corazzata e i resti della teleferica. Il tetto del forte è stato in parte rifatto durante la Guerra Fredda.
Interneppo, la strada romana e il lago di Cavazzo
Interneppo è probabilmente ancora più antica di Bordano. Anche qui la chiesa di San Martino è stata ricostruita nuova, su progetto dell'architetto Pevere, e inaugurata nel novembre 1990; di fianco resta il vecchio campanile ottocentesco di blocchi di tufo, restaurato dopo il terremoto. Sulla fontana della piazza è inciso un verso in friulano di Ugo Rossi (1915-1981), il poeta di Interneppo a cui è dedicata la biblioteca comunale.
Fra Interneppo e Bordano una mulattiera dal fondo di sassi e in certi punti di lastre di pietra sale a zig-zag e gira attorno a tutto il colle Cuel da Crous. Secondo lo studioso C.G. Mor è ciò che resta della strada romana che si staccava dalla Iulia Augusta a Ospedaletto e arrivava in Carnia passando per la sella di Interneppo. Mor la descrisse nelle Memorie Storiche Forogiuliesi del 1964: una grande pietra affiorante larga m. 2,30, con un solco lasciato dai carri lungo m. 0,70 e, a m. 0,90, la traccia del solco parallelo.
Sotto Interneppo si stende il lago di Cavazzo, detto anche dei Tre Comuni perché è diviso fra Cavazzo Carnico, Bordano e Trasaghis: nato dai ghiacciai, lungo 2250 metri, è il lago naturale più grande del Friuli. Il giro del lago misura circa 8,5 chilometri, con ponticelli di legno, due stagni artificiali, noleggio di barche, scuola di vela e windsurf e un prato dove atterrano parapendio e deltaplani. All'inizio degli anni '70 il lago ospitò il Progetto Atlantide: 12 persone vissero per circa un mese sott'acqua, a 17 metri di profondità.
Sulla riva est c'è il parco botanico di Interneppo, nato dalla passione di Sabino Leskovic, attento studioso del territorio; il bosco è soprattutto orno-ostrieto, cioè orniello e carpino nero. Il Centro Visite dell'Ecomuseo Val del Lago, del 2002, ha mostre fisse sui nidi degli uccelli, sui sassi del Tagliamento e sulla pesca tradizionale nel lago. All'ingresso del parco, il 6 maggio 2009, è stato inaugurato il Monumento all'Isolatore Sismico, un sismografo di pietra con un anello di mosaico della Scuola Mosaicisti del Friuli, che appartiene al Comune di Bordano e alla Comunità Gemonese, del Canal del Ferro e Val Canale. Ricorda gli isolatori sismici del viadotto di Somplago, sull'autostrada A23: cominciato nel 1974, fu fra i primi ponti a usarli, e li mise alla prova proprio lo sciame sismico del 1976.
Domande frequenti
Perché Bordano si chiama il paese delle farfalle?
Perché sui suoi monti vivono moltissime specie di farfalle: dopo il terremoto del 1976 il paese le ha scelte come simbolo, con più di 300 murales e la Casa delle Farfalle.
Che cosa c'è nella Casa delle Farfalle di Bordano?
Aperta nel 2003, ha tre serre con la giungla africana, le foreste pluviali asiatiche e l'Amazzonia, più di 100 specie di farfalle, il museo MUFFA e il percorso PolliNation.
Dove si trova il forte del Monte Festa?
A 1065 metri, nel comune di Cavazzo Carnico, raggiungibile da Bordano con una strada militare di 10 chilometri: nel novembre 1917 resistette quasi una settimana.
Che cosa si vede sul monte San Simeone?
L'ancona di San Simionin, il pianoro di Val di Sot da cui partono parapendio e deltaplani, la chiesetta trecentesca di San Simeone a 1.220 metri e, dalla vetta a 1.505 metri, le Alpi Carniche.