A metà strada fra la stazione e piazza Unità d'Italia, il Canal Grande si infila dal mare per qualche centinaio di metri fra i palazzi del Borgo Teresiano. Fu scavato per le barche delle merci, e le sue rive raccontano la Trieste dei mercanti venuti da lontano.
Dalle saline al canale
Il canale fu realizzato fra il 1754 e il 1756 dal veneziano Matteo Pirona, allargando il collettore principale delle saline, che venivano interrate per far crescere la città fuori dalle mura. Era l'epoca del porto franco, voluto da Carlo VI nel 1719, e dell'espansione decisa da Maria Teresa: il nuovo quartiere, con le vie tracciate a scacchiera, prese il nome da lei.
L'imboccatura si apre sul bacino di San Giorgio del Porto Vecchio. In origine il canale andava più avanti di così: la sua parte finale fu interrata negli anni Trenta, e dove c'era l'acqua si allarga ora la piazza davanti a Sant'Antonio.
Il Ponte Rosso e James Joyce
Per circa cento anni l'unico ponte sul canale fu il Ponte Rosso, del 1756, che dà il nome alla piazza vicina, sede di un mercato all'aperto e della fontana del Giovannin, del 1753. Sul ponte cammina, dal 2004, la statua di bronzo di James Joyce, con il bastone e un libro sotto il braccio.
Lo scrittore irlandese visse a Trieste per oltre un decennio, dal 1904 al 1920, insegnò inglese alla Berlitz School e diede lezioni private a Italo Svevo, che gli divenne amico.

I palazzi dei mercanti
Lungo le rive si allineano palazzi del Settecento e dell'Ottocento, con il piano terra alto per le merci e portoni larghi abbastanza per le carrozze. All'imbocco sta Palazzo Carciotti, voluto dal commerciante greco Demetrio Carciotti, che si era arricchito vendendo tessuti della Boemia: comprò cinque case e affidò il progetto all'architetto Matteo Pertsch, che lo presentò nel 1798. La sua cupola è il segno più noto del neoclassicismo triestino.
Più avanti, con il suo intonaco a disegni bianchi e rossi, c'è Palazzo Gopcevich, costruito nel 1850 per un armatore serbo e sede del Museo Teatrale Carlo Schmidl.
Le chiese di tre fedi
In fondo al canale lo sguardo si ferma sulla facciata a sei colonne ioniche di Sant'Antonio Taumaturgo, detta Sant'Antonio Nuovo, la più grande chiesa cattolica della città, progettata da Pietro Nobile e cominciata nel 1825; nell'attico ci sono sei statue di santi scolpite da Francesco Bosa nel 1842.
Sulla riva si alza la chiesa serbo-ortodossa della Santissima Trinità e di San Spiridione, opera di Carlo Maciachini del 1869, con le cupole azzurre e i mosaici d'oro in facciata; sorge dove c'era una chiesa più antica, del 1753. Verso le Rive, la comunità greca costruì fra il 1784 e il 1787 la chiesa di San Nicolò. Tanta varietà è figlia della libertà di culto concessa dagli Asburgo a chi veniva a commerciare nel porto.
Domande frequenti
Quando fu costruito il Canal Grande di Trieste?
Fra il 1754 e il 1756, su progetto del veneziano Matteo Pirona, sulle vecchie saline della città.
Dov'è la statua di James Joyce a Trieste?
Sul Ponte Rosso, lungo il Canal Grande, dal 2004.
Quali chiese si trovano vicino al Canal Grande?
Sant'Antonio Taumaturgo in fondo al canale, la chiesa serbo-ortodossa di San Spiridione sulla riva e quella greco-ortodossa di San Nicolò verso il mare.