Brischis, Brišče in sloveno, è una frazione di Pulfero nelle Valli del Natisone, a meno di un chilometro dal capoluogo. Ha meno di cento abitanti, una cinquantina di case fra muri di pietra e orti, una chiesa del 1477 e i resti di una ferrovia di guerra.
Un nome sloveno
Il nome compare nei documenti come Briscà intorno al 1330, Brischa verso il 1500 e «in uilla Brischis» nel 1601. La forma italiana viene da quella slovena: il suffisso -išče è stato reso con -ischis, come per Cepletischis, Platischis o Prapotischis. Toponimi simili si trovano sette volte in Slovenia.
C'è chi ha voluto riconoscere in Brischis la località di Broxas, dove secondo Paolo Diacono Longobardi e Slavi si scontrarono vicino a un ponte sul Natisone; altri la collocano invece a Ponte San Quirino. Il paese faceva parte della Banca di Antro, l'assemblea che riuniva i decani dei villaggi della valle sotto i tigli di Biacis.
San Floriano martire
La chiesa di San Floriano martire sta lungo la via principale e ci si arriva da una breve rampa di gradini. Una lapide ne fissa la costruzione al 1477. Dentro c'è un altare di legno intagliato, forse opera di maestri arrivati dalla vicina Slovenia. Il campanile, come alcune delle case costruite prima del 1919, non è in buone condizioni.
La stazione della ferrovia
Nel 1916, durante la Prima guerra mondiale, fu costruita la ferrovia a scartamento ridotto da Cividale a Sužid, prima solo per usi militari. Aveva una fermata anche a Brischis, fra San Pietro al Natisone e Pulfero. Interrotta alla fine della guerra, fu riaperta il primo agosto 1921 e prolungata fino a Caporetto; nell'estate del 1932 venne chiusa per sempre, per mancanza di soldi. Di quella linea Brischis conserva alcune gallerie.
Già un secolo prima il paese aveva attirato l'attenzione dei militari: nel 1806 il viceré Eugenio scriveva a Napoleone che, per chiudere la valle con un forte, i dintorni di Brischis o di Pulfero inferiore sembravano i luoghi migliori.
Sentieri di pietra e il mulino di Malin
Dietro la chiesa partono antichi sentieri lastricati, fra vecchi casolari protetti da muri. Quando piove forte si riempiono d'acqua e diventano quasi un torrente che scorre fra le case e i prati.
Una borgata del paese si chiama Malin, dal mulino che vi sorgeva, ora abbandonato. Il mulino è antico: già nel 1627 i registri dei battesimi di San Pietro degli Slavi nominano un «Andrea Mlinar di Brischis», cioè un mugnaio.
Domande frequenti
Dove si trova Brischis?
Nelle Valli del Natisone, nel comune di Pulfero, a meno di un chilometro dal capoluogo.
Quanto è antica la chiesa di San Floriano?
Una lapide la data al 1477; all'interno c'è un altare ligneo intagliato.
Che cosa resta della ferrovia a Brischis?
Alcune gallerie della linea Cividale-Caporetto, costruita nel 1916 e chiusa nel 1932.
Perché la borgata si chiama Malin?
Per il mulino che vi sorgeva, documentato già nel 1627.