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Storia di Udine: dal castello di Udene del 983 al mercato dei patriarchi, alla piazza veneziana e alla città dell'Ottocento

La storia di Udine: il castello di Udene nel 983, il mercato del 1223, le cinque cerchie di mura, la piazza di Venezia, Napoleone, l'Austria e l'Italia.

Udine è cresciuta attorno a un colle isolato in mezzo alla pianura friulana, una posizione strategica usata già in età romana e longobarda. Diventò una vera città solo negli ultimi secoli del medioevo, con i patriarchi di Aquileia, e poi capitale del Friuli sotto Venezia.

Il colle e il castello di Udene

Una leggenda racconta che il colle l'abbiano alzato i soldati di Attila, portando la terra con gli elmi, perché il loro re potesse vedere Aquileia bruciare. La storia documentata comincia invece nel 983, quando l'imperatore Ottone II confermò al patriarca di Aquileia cinque castelli, fra cui quello di Udene: è la prima volta che compare il nome.

Fino a gran parte del XII secolo Udine era un castello sul colle, dove vivevano gli ufficiali del patriarca e i soldati di guardia, con alcuni villaggi nella piana. A farla crescere furono due rogge che portavano l'acqua del Torre, attestate nel 1171 e nel 1217, e la canipa patriarcale, i magazzini dove i contadini consegnavano i prodotti dovuti alla Chiesa di Aquileia.

Il mercato dei patriarchi

Vicino al colle passava la strada che collegava Aquileia e i porti ai valichi alpini. Fra XII e XIII secolo il tracciato si spostò fino a lambire la collina, e quel tratto diventò il mercato: si chiama ancora Mercatovecchio, perché qui, come oltralpe, il mercato stava lungo la strada e non in piazza.

Nel 1223 il patriarca Bertoldo di Andechs concesse a Udine il diritto di mercato; nel 1248 lo rinnovò, esentando dalle imposte chi veniva ad abitarci. Nacque il Foro novo, l'attuale piazza Matteotti, e i terreni intorno furono divisi in lotti per chi si impegnava a costruire una casa. Negli anni '70 del Duecento una cinta di mura unì tutto l'abitato al castello, e Udine divenne una Comunità con i suoi consigli, i suoi statuti e i suoi rappresentanti nel Parlamento della Patria.

Nel Trecento i patriarchi preferirono sempre più Udine a Cividale. Bertrando di Saint-Geniès consacrò il duomo nel 1335; fu ucciso nel 1350. L'ultima cerchia di mura, iniziata nel 1340 e finita nel 1440, racchiudeva 1.800.000 metri quadrati e rimase il confine della città fino alla fine dell'Ottocento.

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La città di Venezia

Quando nel 1420 il Friuli passò a Venezia, Udine fu scelta per governare la provincia: era centrale e, con la famiglia Savorgnan, aveva appoggiato la Serenissima, mentre Cividale le era stata ostile. Venezia lasciò quasi intatte le istituzioni, ma affidò all'architettura il compito di mostrare il nuovo potere.

Il nuovo palazzo del Consiglio richiamava il Palazzo Ducale di Venezia; nel 1486-87 una scala coperta lo collegò al castello, sede del Luogotenente. Si demolirono case per aprire la piazza Contarena, l'attuale piazza Libertà, dedicata solo al potere pubblico, con il porticato e la Torre dell'Orologio simile a quella veneziana. Il terremoto del 1511, lo stesso anno della rivolta del giovedì grasso, danneggiò il castello, che fu ricostruito in forme nuove fra il 1517 e il 1567. Dopo Lepanto i luogotenenti riempirono la città di busti, stemmi e archi, per cui si chiamarono artisti come Andrea Palladio.

Le pestilenze fra il 1576 e il 1631 fermarono la crescita. Nel Settecento, quando Udine divenne sede di arcidiocesi nel 1753, ripresero i cantieri del duomo e del palazzo patriarcale, dove lavorarono anche i Tiepolo, e la città arrivò a 15.000 abitanti.

Da Napoleone all'Italia

Con i francesi di Napoleone, nel 1797, furono distrutti quasi tutti i decori che ricordavano Venezia. L'età napoleonica lasciò la strada per Venezia, via Eugenia, l'attuale viale Venezia, e l'ellisse di piazza Primo Maggio; l'Austria il cimitero di San Vito e la ferrovia Venezia-Udine con la stazione, nel 1860.

Dopo l'annessione all'Italia, nel 1866, Udine crebbe fino a 60.000 abitanti negli anni Venti del Novecento. Furono abbattute le mura, arrivarono il canale Ledra, il tram e l'illuminazione elettrica, di cui Udine fu la terza città d'Europa a dotarsi, e il nuovo municipio liberty di Raimondo D'Aronco. Con la Regione del 1963 nacquero la zona industriale e lo Stadio Friuli; dopo il terremoto del 1976 la ricostruzione riportò la gente negli edifici antichi, e l'Università recuperò molti palazzi storici. Il centro medievale, sopravvissuto a un secolo e mezzo di rettifiche, è diventato il bene più prezioso della città.

Domande frequenti

Quando nasce Udine?

Il colle era usato già in età romana e longobarda, ma il nome Udene compare per la prima volta nel 983, in un atto di Ottone II; la città vera e propria si forma fra XII e XIII secolo con i patriarchi di Aquileia.

Perché Venezia scelse Udine come capitale del Friuli?

Perché era centrale e perché, con i Savorgnan, aveva appoggiato la Serenissima nel 1420, mentre Cividale le era stata ostile.

Da dove viene il nome Mercatovecchio?

Dal mercato che fra XII e XIII secolo si teneva lungo la strada ai piedi del colle, prima della nascita del Foro novo, l'attuale piazza Matteotti.