Grado prende il nome dal latino gradus, scalo: era il porto di mare di Aquileia, dove le navi si fermavano prima di risalire il Natissa. Fu il rifugio degli aquileiesi in fuga dai barbari, poi sede di un patriarcato che durò quasi novecento anni, e infine una stazione di bagni.
Lo scalo di Aquileia
Le merci che arrivavano dal Mediterraneo per Aquileia passavano da qui. Il mare davanti all'isola ne conserva la memoria: nei fondali fu ritrovato il relitto della Julia Felix, una nave romana naufragata nel III secolo con il suo carico di anfore. I suoi resti hanno un museo tutto loro, il Museo nazionale di archeologia subacquea dell'Alto Adriatico, sul lungomare di Grado.
I profughi di Attila e il patriarca Paolino
L'isola si riempì di gente nel 452: quando arrivarono gli Unni di Attila, gli aquileiesi e le famiglie dell'entroterra cercarono scampo fra le sue acque. Il vescovo Niceta avviò una prima basilica, dove poi sorgerà Sant'Eufemia.
Nel 568 arrivarono in Friuli i Longobardi, e Paolino, vescovo di Aquileia, trasferì a Grado la sede e le reliquie dei santi. Fu proclamato patriarca: per più di un secolo Grado fu la capitale religiosa della regione. Nel 662 il duca longobardo Lupo assaltò e depredò la città e riportò ad Aquileia il tesoro patriarcale.
Elia e Sant'Eufemia
Il vero costruttore della Grado cristiana fu il patriarca Elia, alla guida della Chiesa di Aquileia dal 571 ma residente a Grado, come Paolino, per sfuggire ai Longobardi. Il 3 novembre 579 riunì in cattedrale un sinodo e dedicò la nuova basilica a Sant'Eufemia, la martire di Calcedonia, per riaffermare la sua fedeltà a quel concilio nella controversia dei Tre Capitoli, che lo tenne per tutta la vita in contrasto con Roma: papa Pelagio II gli scrisse tre lettere, verso il 585, per riportarlo all'obbedienza. La lettera papale che avrebbe riconosciuto a Grado il trasferimento della sede, citata dalle cronache più tarde, è un'aggiunta dei secoli IX-XI, nata dalla lunga lotta fra Aquileia e Grado.

Un'epigrafe a mosaico, ancora nel pavimento del duomo, ricorda che Elia costruì la cattedrale con grande magnificenza sopra un edificio più piccolo e antico. Rinnovò anche la chiesa di Santa Maria delle Grazie e fondò un monastero maschile dedicato a Maria sull'isola di Barbana.
Nel presbiterio di Sant'Eufemia sta la pala d'oro d'argento sbalzato, donata nel 1372 dal nobile veneziano Donato Mazzalorsa. Il campanile è del 1455, e in cima ha un angelo segnavento di rame del 1462.
Il declino e la fine del patriarcato
Nei secoli successivi Venezia crebbe e finì per oscurare l'isola. Dal XII secolo lo stesso patriarca di Grado andò a vivere a Venezia, a San Pietro di Castello. L'8 ottobre 1451, alla morte del patriarca Domenico Michiel, papa Niccolò V con la bolla Regis aeterni soppresse il patriarcato di Grado e la diocesi di Castello, e con i territori di tutte e due creò la diocesi di Venezia, i cui vescovi ereditarono il titolo di patriarca. Sant'Eufemia perse il titolo di cattedrale, e Grado rimase un paese di pescatori sotto Venezia; dal 1797, con il trattato di Campoformido, passò alla casa d'Austria, e ci restò fino al 1918.
I bagni di mare
La rinascita arrivò con l'Austria e con il mare. Nell'estate del 1856 sull'isola soggiornò Ippolito Nievo, che ne trasse la novella «Le maghe di Grado». Il 21 giugno 1873 il medico fiorentino Giuseppe Barellai, che a Viareggio aveva fondato il primo ospizio marino italiano, venne a vedere l'isola con gli amministratori e i medici di Gorizia, e nacque l'Ospizio Marino, dove i bambini poveri malati di scrofola o di rachitismo facevano i bagni gratis.
Il 25 giugno 1892 una legge dell'imperatore Francesco Giuseppe diede a Grado il titolo di stazione di cura: lo stesso anno si costruì un nuovo stabilimento bagni, in legno, e aprì il primo stabilimento europeo per le sabbiature. Nel 1896 l'imprenditore Giacomo Fonzari aprì il primo albergo gradese, e fra il 1900 e il 1902 il barone Leonardo Bianchi fece costruire le cinque Ville Bianchi in stile Liberty, alle spalle della spiaggia. Nel 1914 Grado stava fra le prime stazioni balneari dell'Impero, accanto ad Abbazia, Portorose e Brioni; ci soggiornarono anche Sigmund Freud e Luigi Pirandello. Solo il 14 luglio 1936 l'isola fu collegata alla terraferma, con il ponte girevole che oggi si chiama Ponte Matteotti.
Domande frequenti
Da dove viene il nome Grado?
Dal latino gradus, scalo: l'isola era il porto marittimo di Aquileia, dove le navi si fermavano prima di risalire il Natissa.
Perché Grado divenne sede del patriarcato?
Perché nel 568, con l'arrivo dei Longobardi, il vescovo di Aquileia Paolino vi trasferì la sede e le reliquie dei santi, e fu proclamato patriarca.
Quando fu soppresso il patriarcato di Grado?
L'8 ottobre 1451, con la bolla Regis aeterni di papa Niccolò V, che unì Grado e Castello nella nuova diocesi di Venezia, erede del titolo patriarcale.
Quando Grado diventò una stazione di cura?
Il 25 giugno 1892, con una legge dell'imperatore Francesco Giuseppe; l'Ospizio Marino di Giuseppe Barellai c'era già dal 1873, e il primo albergo aprì nel 1896.