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Storia dell'aviazione in Friuli Venezia Giulia: dalla scuola di volo della Comina alle basi della Grande Guerra, fino all'aeroporto di Ronchi

Storia dell'aviazione in Friuli Venezia Giulia: la Comina nel 1910, Aviano e Gorizia nella Grande Guerra, D'Annunzio, e l'aeroporto di Ronchi dal 1961.

Il Friuli Venezia Giulia ha visto nascere alcuni dei primi campi di volo d'Italia. Pianure aperte e la vicinanza del confine ne hanno fatto una terra di aviatori: dalla scuola della Comina del 1910 alle squadriglie della Grande Guerra, fino all'aeroporto regionale di Ronchi dei Legionari.

La Comina e Aviano, i primi campi

Nel 1910, sulle praterie della Comina, alla periferia di Pordenone, sorse la prima scuola civile italiana di aviazione. L'anno dopo, a poca distanza, l'esercito scelse le praterie di Aviano per una nuova scuola di volo dopo quella romana di Centocelle: terreno piano, niente ostacoli e buone condizioni del cielo. Quello di Aviano, nato nel 1911, è fra i più vecchi aeroporti militari italiani, e la Comina, dove si costruivano anche pezzi di aeroplani, ne diventò una dipendenza.

Anche gli austriaci, dall'altra parte del confine di allora, costruirono nel 1911 un aeroporto a Gorizia, nella Campagna Grande di Sant'Andrea, lungo la strada per Merna.

La guerra nei cieli del Friuli

Durante la prima guerra mondiale Aviano e la Comina furono le basi delle squadriglie da bombardamento italiane, con i Caproni. Da lì partivano le missioni sul fronte dell'Isonzo e sul Cadore, fino a Lubiana nel febbraio 1916 e a Pola nell'agosto 1917. Ad Aviano, il 25 novembre 1916, atterrò con il suo Nieuport anche Francesco Baracca.

Due piloti di Aviano, Pagliano e Gori, volarono più volte con Gabriele D'Annunzio a bordo, che nel Notturno li chiamò «l'eroica coppia alata». Furono abbattuti il 30 dicembre 1917 vicino a Susegana, e nel 1919, su proposta del poeta, la base prese il loro nome, aeroporto «Pagliano e Gori». Dopo Caporetto, alla fine di ottobre 1917, il campo passò agli austro-ungarici, che da lì partivano per bombardare di notte le città italiane.

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Il 9 agosto 1918 D'Annunzio partecipò anche al volo su Vienna: gli SVA dell'87ª Squadriglia «La Serenissima» decollarono dal campo di San Pelagio, vicino a Padova, e sulla capitale austriaca lanciarono migliaia di manifestini tricolori.

Gorizia, l'hangar Gleiwitz e il 4° Stormo

Il campo di Gorizia, messo in disarmo poco dopo la costruzione, fu recuperato negli anni Venti e intitolato a Egidio Grego. Del periodo austriaco resta l'hangar Gleiwitz, una grande aviorimessa lunga più di 66 metri, ricostruita nel 1924 con gran parte della struttura eretta nel 1910 dall'esercito austro-ungarico.

Dopo gli ampliamenti il campo ospitò il 21° Stormo, il 61° Gruppo e il 4° Stormo caccia, che ebbe fra i suoi comandanti il duca Amedeo d'Aosta. Dopo la seconda guerra mondiale Gorizia ebbe anche voli di linea, operati dalla compagnia SISA, fino al 1961, quando furono trasferiti a Ronchi.

Ronchi dei Legionari, dal campo del 1935 allo scalo regionale

Ronchi porta nel nome i legionari di D'Annunzio, che il 12 settembre 1919 partirono da villa Blasig per occupare Fiume. La prima struttura aeroportuale del territorio fu il campo di addestramento del 4° Stormo caccia, nel 1935; nel luglio 1943 vi si ritirò il 17° Gruppo caccia.

Negli anni Cinquanta la zona fu scelta per l'aeroporto civile, che aprì il 2 dicembre 1961 con un Douglas DC-3 della Società aerea mediterranea diretto a Roma. Nel 1967 arrivò il primo volo internazionale, un charter della tedesca LTU da Düsseldorf, e l'anno dopo il sistema ILS per l'atterraggio con poca visibilità. La pista fu portata a 3.000 metri nel 1978, la torre di controllo è del 1982 e l'aerostazione fu ampliata nel 1998.

Dal 2010 l'aeroporto appartiene interamente alla Regione. Il 19 marzo 2018 è stato inaugurato il polo intermodale, con una stazione ferroviaria collegata al terminal da una passerella sopraelevata di 425 metri. Fra il 2007 e il 2016 lo scalo è stato intitolato all'esploratore di origini friulane Pietro Savorgnan di Brazzà.

Domande frequenti

Dove nacque la prima scuola di aviazione in Friuli?

Alla Comina, alla periferia di Pordenone, nel 1910: fu la prima scuola civile italiana di aviazione. L'anno dopo nacque, poco lontano, l'aeroporto militare di Aviano.

Perché l'aeroporto di Aviano si chiama «Pagliano e Gori»?

È intitolato ai due piloti che volavano con D'Annunzio, abbattuti il 30 dicembre 1917 vicino a Susegana: il nome fu dato nel 1919, su proposta del poeta.

Quando aprì l'aeroporto di Ronchi dei Legionari?

Il 2 dicembre 1961, con un volo Douglas DC-3 della Società aerea mediterranea per Roma; dallo stesso anno vi furono trasferiti i voli di linea di Gorizia.