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La storia di Trieste: dalla Tergeste romana alla dedizione agli Asburgo del 1382, dal porto franco di Carlo VI al Territorio Libero e al ritorno all'Italia nel 1954

La storia di Trieste: Tergeste romana, la dedizione agli Asburgo nel 1382, il porto franco del 1719, il 1918, la guerra, il Territorio Libero e il 1954.

Trieste è stata per secoli una piccola città di confine e per due secoli il grande porto di un impero. Romana, poi libero comune sotto la protezione degli Asburgo, nel Settecento porto franco, nel Novecento contesa fra Italia e Jugoslavia: la sua storia spiega la città cosmopolita che è.

Tergeste

La presenza umana sul territorio è antichissima: nel riparo di Visogliano sono stati trovati resti di Homo heidelbergensis. Con l'età del Bronzo arrivarono i castellieri, e il primo nucleo di Tergeste, dal nome con radici venetiche, divenne città con la conquista romana del II secolo a.C. Diventò municipio e raggiunse la sua massima espansione sotto Traiano, con circa dodicimila abitanti; restano il teatro, l'Arco di Riccardo e i resti del colle di San Giusto.

Dal libero comune agli Asburgo

Dopo la caduta di Roma la città passò di mano in mano: Odoacre, Teodorico, i Bizantini. I Longobardi la distrussero, e fu poi dei Franchi. Il governo dei vescovi entrò in crisi attorno alla metà del Duecento, dopo le guerre e le liti soprattutto con Venezia: i vescovi vendettero i loro diritti alla cittadinanza e Trieste divenne un libero comune. Nel 1382 chiese la protezione di Leopoldo III d'Austria: cominciò così il legame con gli Asburgo, che durò fino al 1918, salvo la breve parentesi napoleonica.

Il porto franco

La Trieste moderna nacque nel 1719, quando l'imperatore Carlo VI concesse il porto franco e la libertà di navigazione. Con Maria Teresa, salita al trono nel 1740, la città diventò uno dei principali porti d'Europa e il maggiore dell'Impero. Arrivarono mercanti e lavoratori da ogni parte: veneti, dalmati, istriani, friulani, sloveni, e accanto a loro greci, serbi, ebrei. Fra Settecento e Ottocento Trieste divenne una delle metropoli dell'Impero austriaco; nel 1891 le franchigie doganali furono ristrette alla sola area portuale.

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L'Italia, il fascismo e la guerra

Alla fine dell'Ottocento la difesa del comune autonomo si intrecciò con l'irredentismo. Il 3 novembre 1918 i soldati italiani entrarono in città, e il trattato di Rapallo del 12 novembre 1920 sancì l'annessione. Il fascismo cercò di cancellare ogni attività politica e culturale della popolazione slava, e il 13 luglio 1920 gli squadristi incendiarono l'Hotel Balkan. Con le leggi razziali del 1938 la comunità ebraica fu esclusa dalla vita pubblica.

Dopo l'8 settembre 1943 la regione fu occupata dalla Germania nazista, e la Risiera di San Sabba, un tempo stabilimento per la pilatura del riso, divenne un campo per la deportazione e l'eliminazione di partigiani, ostaggi, detenuti politici ed ebrei.

Il Territorio Libero e il 1954

Alla fine della guerra, nel 1945, Trieste fu occupata dalle truppe jugoslave per oltre quaranta giorni, con arresti ed esecuzioni. Con l'accordo di Belgrado del 9 giugno 1945 la città passò agli angloamericani, e i trattati di pace crearono il Territorio Libero di Trieste, diviso in zona A, sotto amministrazione alleata, e zona B, jugoslava. Con il Memorandum di Londra del 1954 l'amministrazione della zona A passò all'Italia, e il 26 ottobre 1954 le truppe italiane entrarono in città. Il trattato di Osimo del 10 novembre 1975 chiuse la questione dei confini, e dal 1963 Trieste è capoluogo del Friuli Venezia Giulia.

Domande frequenti

Da quando Trieste è stata legata agli Asburgo?

Dal 1382, quando la città chiese la protezione di Leopoldo III d'Austria; il legame durò fino al 1918.

Che cos'è il porto franco di Trieste?

Il privilegio concesso nel 1719 dall'imperatore Carlo VI, che liberò i commerci dai dazi e fece di Trieste il grande porto dell'Impero.

Quando Trieste è tornata all'Italia?

Con il Memorandum di Londra del 1954: il 26 ottobre di quell'anno le truppe italiane entrarono in città.