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La sinagoga di Gorizia: il tempio del 1756 nel vecchio ghetto e il museo Gerusalemme sull'Isonzo

La sinagoga di Gorizia, costruita nel 1756 nel ghetto: il tempio settecentesco al primo piano, il museo Gerusalemme sull'Isonzo e la memoria dei deportati.

La sinagoga di Gorizia sorge in via Graziadio Isaia Ascoli, nella zona dell'antico ghetto ebraico. Costruita nel 1756, è stata luogo di culto fino al 1969; al piano terra ospita il museo Gerusalemme sull'Isonzo, al primo piano conserva il tempio settecentesco.

Dal ghetto al museo

Nel ghetto di Gorizia la preghiera comunitaria si faceva prima in un oratorio provvisorio, eretto nel 1699; nel 1756 lo sostituì la sinagoga, sede definitiva dei riti. La comunità era in prevalenza aschenazita, venuta dall'Europa centrale di lingua tedesca e da quella orientale, e ben integrata nella città.

La deportazione e lo sterminio nei lager fra il 1943 e il 1944 la cancellarono quasi del tutto. Nel 1969, per mancanza di fedeli, la sinagoga fu chiusa e la comunità goriziana venne accorpata a quella di Trieste. L'edificio, ceduto al Comune in stato di semiabbandono, fu restaurato nel rispetto dello stile originale e riaperto; non è più usato per il culto, ma il 23 aprile 2009 vi si è celebrato di nuovo un matrimonio con rito ebraico, il primo dopo oltre sessant'anni.

La facciata e il cortile

L'aspetto attuale viene dalla ristrutturazione del 1894, diretta dall'ingegner Emilio Luzzatto. Come vuole l'architettura religiosa ebraica, l'esterno è semplice: un doppio portale sormontato da un rosone con la stella di David, e sopra le tavole della Legge.

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Nel cortile ci sono una menorah stilizzata donata dallo scultore Simon Benetton e la lapide per gli ebrei deportati da Gorizia il 23 novembre 1943. Il giardino accanto è intitolato a Bruno Farber, il deportato più giovane: aveva tre mesi.

Il museo Gerusalemme sull'Isonzo

Dal 1998 il piano terra ospita il museo Gerusalemme sull'Isonzo, che racconta la storia della comunità ebraica dai tempi biblici alla diaspora, con i riti e le tradizioni. Alcuni pannelli sono dedicati ai goriziani illustri: il glottologo Graziadio Isaia Ascoli, il pittore Vittorio Bolaffio, i rabbini Abramo Vita Reggio e Isacco Samuele Reggio, la giornalista e patriota Carolina Luzzatto. Una sala permanente espone i dipinti di Carlo Michelstaedter, il filosofo autore de «La persuasione e la rettorica», morto a 23 anni.

Il tempio al primo piano

Il primo piano ha conservato l'aspetto del Settecento, con pavimenti di marmo policromo e grandi finestre barocche. Qui sta il tempio, con l'Arca Santa rivolta verso Gerusalemme e sorretta da colonne tortili di marmo nero, la cattedra del rabbino sulla parete opposta e in alto il matroneo, la «Galleria delle donne». Il museo ricorda ogni anno il Giorno della Memoria, la Giornata europea della cultura ebraica e l'anniversario della deportazione.

Domande frequenti

Quando fu costruita la sinagoga di Gorizia?

Nel 1756, nel ghetto della città, al posto di un oratorio provvisorio del 1699; l'aspetto attuale viene dalla ristrutturazione del 1894.

Che cos'è il museo Gerusalemme sull'Isonzo?

Il museo al piano terra della sinagoga, aperto nel 1998, che racconta la storia della comunità ebraica di Gorizia e dei suoi personaggi.

La sinagoga di Gorizia è ancora un luogo di culto?

No: è stata chiusa al culto nel 1969, quando la comunità fu accorpata a quella di Trieste, e da allora è sede del museo.