🏛️ Arte & Cultura · 3 min di lettura

Il Pordenone, Giovanni Antonio de' Sacchis: dagli affreschi di Valeriano e Travesio alla Passione di Cremona, fino alla sfida a Tiziano e alla morte improvvisa a Ferrara

Il Pordenone (1483 ca.-1539): il figlio di un muratore che affrescò le chiese del Friuli, dipinse la Passione di Cremona e sfidò Tiziano a Venezia.

Giovanni Antonio de' Sacchis, detto il Pordenone, è il grande pittore friulano del primo Cinquecento. Cominciò nelle chiese di paese del Friuli occidentale, arrivò a dipingere nei duomi di Treviso e Cremona e a Venezia fu per anni il rivale di Tiziano. Morì a Ferrara nel 1539.

Il figlio del muratore

Nacque verso il 1483-84, con ogni probabilità a Pordenone, figlio del mastro muratore Angelo da Brescia. Nel primo documento che lo riguarda, del maggio 1504, è già un pittore, in società con un collega tedesco, Bartolomeo da Colonia. Vasari lo considerava un autodidatta; gli studi più recenti collocano i suoi inizi vicino a Gianfrancesco da Tolmezzo.

La prima opera datata è il trittico ad affresco di Valeriano, del 1506, con l'arcangelo Michele fra i santi Valeriano e Giovanni Battista, firmato «Zuane Antonio de Sacchis abitante in Spilimbergo». Poco dopo vennero gli affreschi del presbiterio di San Leonardo a Vacile, dove lo stile si fa più libero, e nel 1515 la Madonna della Misericordia per il duomo di Pordenone.

Roma, Treviso e Cremona

Fra il 1517 e il 1519 i documenti tacciono, e tutto fa pensare a un soggiorno a Roma, favorito da Pantasilea Baglioni, governatrice di Pordenone: il pittore lavorò ad Alviano, nel palazzo della famiglia di suo marito. Tornato, nel 1520 firmò gli affreschi della cappella Malchiostro nel duomo di Treviso, impensabili senza Raffaello e Michelangelo; la pala d'altare di quella cappella era di Tiziano.

Lo stesso anno i massari del duomo di Cremona lo vollero per concludere il ciclo della Passione: fra il 1520 e il 1521 dipinse il Giudizio di Pilato, la Salita al Calvario, la Crocifissione e il Compianto, con figure violente e gigantesche che sembrano uscire dalla parete.

Di nuovo in Friuli

Fra un cantiere e l'altro il Pordenone tornava sempre in Friuli. Nel 1524 dipinse le ante d'organo di Spilimbergo, con la Caduta di Simon Mago e la Conversione di Saulo; nel 1527 completò il presbiterio di San Pietro a Travesio, con la Decollazione di Paolo, e la Natività dei Battuti di Valeriano. Per l'altare maggiore del duomo di Pordenone dipinse una pala, pagata dai fedeli fra il 1532 e il 1538. Nel 1534 sua figlia Graziosa sposò Pomponio Amalteo, il suo seguace più fedele, e il re d'Ungheria Giovanni I gli concesse un titolo di nobiltà.

Venezia, Tiziano e la fine

Negli anni Trenta il Pordenone lavorò a Piacenza, in Santa Maria di Campagna, e soprattutto a Venezia, dove il suo successo mise in pericolo perfino Tiziano: nel novembre 1537 i procuratori del Sale proposero di affidare a lui, al posto del Vecellio, la sala del Maggior Consiglio. Il Consiglio dei dieci disse no, ma il Pordenone ebbe comunque altri dipinti per quella sala.

Alla fine del 1538 il duca Ercole II d'Este lo chiamò a Ferrara per disegnare arazzi con storie dell'Odissea. Arrivò il 24 dicembre; il 14 gennaio 1539 era già sepolto in San Paolo. Si parlò presto di avvelenamento, ma le cure ricevute durante la malattia fulminea fanno pensare di no.

Domande frequenti

Chi era il Pordenone?

Giovanni Antonio de' Sacchis, pittore nato verso il 1483-84 a Pordenone, figlio di un muratore: è il maggior pittore friulano del primo Cinquecento.

Dove si vedono le opere del Pordenone in Friuli?

Fra l'altro a Valeriano, Vacile, Travesio, Spilimbergo e nel duomo di Pordenone, con la Madonna della Misericordia e la pala dell'altare maggiore.

Come morì il Pordenone?

A Ferrara, dove era stato chiamato dal duca Ercole II d'Este: arrivò il 24 dicembre 1538 e fu sepolto il 14 gennaio 1539, dopo una malattia fulminea.