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La Pieve di Santa Maria Maddalena di Invillino: dal Col di Zuca al Col Santino e il polittico di Domenico da Tolmezzo

La Pieve di Santa Maria Maddalena sul Col Santino di Invillino, erede della basilica del V secolo, con il polittico di Domenico da Tolmezzo del 1488.

La Pieve di Santa Maria Maddalena è posta sul Col Santino, poco sopra l'abitato di Invillino, nel comune di Villa Santina. È una delle antiche pievi della Carnia, erede di una basilica paleocristiana del V secolo, e al centro del coro conserva il polittico ligneo di Domenico da Tolmezzo.

Dal Col di Zuca al Col Santino

Il Col Santino è erede dell'insediamento che esisteva nel V secolo sul Col di Zuca, il Cuel di Cjuce, dove gli scavi hanno portato alla luce una chiesa paleocristiana: una basilica creata a scopo missionario dalla sede patriarcale di Aquileia. Più tardi fu la Pieve di Santa Maria Maddalena a prenderne il posto in tutto.

La pieve fu costruita tra il VII e il IX secolo, nella riorganizzazione operata dal Patriarcato di Aquileia dopo le invasioni barbariche. Le indagini archeologiche hanno messo in evidenza quattro edifici precedenti quello attuale, collegati prima al castrum e poi al castello: il primo risalirebbe al VII secolo e sarebbe stato dedicato a San Giovanni Battista, e il frammento di una lapide battesimale mostra che già allora la chiesa era battesimale. Nell'XI secolo la Carnia fu spartita in plebanie, e da allora le pievi cominciano a comparire nei documenti.

La chiesa del Quattrocento

La chiesa attuale, a tre navate con impianto romanico, risalirebbe al Quattrocento e sarebbe opera del mastro Stefano del fu Simone di Mena, carpentiere di Venzone. Per costruirla, si dice, furono usate le pietre del castello di Invillino, che il patriarca Nicolò di Lussemburgo fece demolire nel 1352 per castigare uno dei signori del luogo.

Danneggiata gravemente da un sisma nel '700 e poi di nuovo nel '76, è stata restaurata negli anni '90 per ripristinarne l'aspetto più antico. Gli interventi si vedono già nella facciata in pietra a vista, con due momenti costruttivi: la facciata romanica in pietre squadrate, il portale centrale dalle linee neoclassiche e, in alto, le tracce di una bifora tamponata, forse memoria di un antico campanile.

Colonne, stucchi e altari

All'interno le navate laterali sono suddivise da quattro arcate su solide colonne in conglomerato locale, con stucchi neoclassici e pilastri ionici. Colpiscono soprattutto gli altari, ricchi di colori e di oro: su quello di destra c'è la pala di San Giovanni Battista e il Redentore, dipinta nel 1570 da Giovanni Antonio Agostini.

Il polittico di Domenico da Tolmezzo

Al centro del coro spicca il polittico ligneo di Domenico da Tolmezzo, databile al 1488 grazie a una serie di pagamenti. È una finta struttura architettonica su due livelli: in quello inferiore, dentro nicchie dorate, stanno figure intere di santi, con Santa Maria Maddalena al centro e San Lorenzo all'estrema destra; in quello superiore la Madonna con il Bambino fra quattro sante. In cima, dentro la cornice, domina il Creatore vittorioso sul mondo.

La cornice del polittico è fatta come quella di Zuglio, solo più piccola. Quello che si vede nella pieve è una copia: l'originale è conservato nel Museo Diocesano d'Arte Sacra di Udine. La festa patronale è il 22 luglio.

Domande frequenti

Dove si trova la Pieve di Santa Maria Maddalena di Invillino?

La pieve è posta sul Col Santino, poco sopra l'abitato di Invillino, frazione di Villa Santina, in Carnia.

Quanto è antica la pieve di Invillino?

La pieve fu costruita tra il VII e il IX secolo, erede della basilica del V secolo del Col di Zuca; sotto la chiesa attuale, del Quattrocento, gli scavi hanno trovato quattro edifici più antichi.

Dov'è il polittico di Domenico da Tolmezzo della pieve di Invillino?

Il polittico ligneo di Domenico da Tolmezzo, del 1488, è conservato nel Museo Diocesano d'Arte Sacra di Udine; nella pieve, al centro del coro, se ne vede una copia.