La pieve di San Floriano sorge sul monte Giaidêt, nei pressi di Illegio, comune di Tolmezzo, a 735 metri, e domina da una parte la Valle del But e dall'altra la conca di Illegio. Dopo molte ricostruzioni il suo aspetto prevalente è di stile gotico, rinascimentale e settecentesco.
Dal sacello di San Paolo alla pieve sul colle
Le radici della pieve stanno in paese. Nel IV secolo a Illegio i primi cristiani si riunivano in un piccolo luogo di culto dedicato a San Paolo, in una località che la gente chiama ancora con il nome dell'apostolo: gli scavi vi hanno trovato una minuscola aula paleocristiana, con le strutture per il battesimo. Nell'VIII secolo quella chiesa fu rifatta sull'altura dove sta la pieve, che i sondaggi archeologici datano all'VIII-IX secolo.
Sul vicino monte esisteva già una cappella dedicata a San Vito, forse un oratorio privato dei «castellani» di Illegio, i funzionari del patriarca aquileiese che tenevano il luogo in feudo. Anche la pieve, alzata nel IX secolo forse sopra le rovine di una chiesa ancora più antica, del III-IV secolo, portò all'inizio il nome di San Vito. Il primo documento che la nomina è del 1214. Da lei dipendevano Illegio, Imponzo, Salino, Dierico e Paularo: un territorio che arrivava fino ai paesi del Canale d'Incaroio.
Una chiesa rifatta nei secoli
L'aula è a una sola navata, raccolta, e conserva frammenti di affreschi fra il XIII e il XV secolo: i musi di due animali, forse di una Natività, lo stemma dei castellani e due commensali di un Banchetto di Erode del secolo XIV, staccato dalla parete dietro l'altare di sinistra.
Da fuori la parte dell'abside mostra le forme del tardo gotico, del XV secolo, con robusti contrafforti. Sotto la tribuna c'è un battistero in pietra scolpita fra Quattrocento e Cinquecento. Nel secolo XVI si aggiunse la cappella di San Floriano, e sotto il portico d'ingresso resta, assai sbiadito, un grande San Cristoforo affrescato alla fine del Cinquecento. Nel secolo XVIII, infine, furono rifatti il soffitto della navata e aperti i portali a nord e a ovest.
La cappella di Giulio Urbanis
La cappella laterale è interamente dipinta da Giulio Urbanis di San Daniele, con affreschi datati al 1604: l'Annunciazione sull'arco, le Storie di San Floriano alle pareti, i Profeti e le sibille nella volta a crociera, dove il Redentore sta al centro fra angeli e cherubini, e una schiera di santi, da Vito a Gregorio Magno, da Lucia ad Apollonia, Caterina e Barbara. I colori si leggono ancora bene.
Le storie seguono la Passio Floriani, dell'VIII secolo, e formano il racconto più completo della vita del martire di Lorch: Floriano davanti ad Aquilino, gettato nel fiume Enns con una pietra al collo, il corpo vegliato da un'aquila, il miracolo della sorgente con Valeria in ginocchio e la sepoltura. Altre scene del santo, dei secoli XVII-XVIII e più rovinate, sono riemerse con i restauri sulla parete della tribuna.
Gli altari: Carlo da Carona e Domenico da Tolmezzo
Fra i tesori più antichi della pieve ci sono un crocifisso della fine del sec. XII, lavoro di orefici di Limoges, e una pianeta di velluto rosso della fine del Quattrocento. Nell'abside stanno tre altari, e l'opera più preziosa è l'altare ligneo di Domenico da Tolmezzo, eseguito all'incirca nel 1497 e abbellito di numerose statue dipinte e dorate: un polittico su due ordini, quattordici figure in tutto, con la Madonna e il Bambino in alto e San Floriano in basso, ciascuno fra sei santi. Ladri di opere antiquarie hanno depauperato questo altare, e delle quattordici statue ne restano cinque originali: le altre sono copie.
A sinistra c'è l'altare in pietra scolpita e dipinta del 1511, del lombardo di origini friulane Carlo da Carona, dedicato a San Giovanni Battista, che conserva gran parte dei colori originali: in altorilievo vi compaiono i Santi Rocco e Battista, la Pietà e la Madonna con Bambino. A destra c'è un altare del secolo XVIII del cadorino Eugenio Manzani. Il santo della pieve si festeggia il 4 maggio.
Domande frequenti
Dove si trova la pieve di San Floriano?
La pieve di San Floriano sorge sul monte Giaidêt, sopra Illegio, nel comune di Tolmezzo, a 735 metri, fra la Valle del But e la conca di Illegio.
Chi ha affrescato la pieve di San Floriano di Illegio?
La cappella laterale la dipinse Giulio Urbanis di San Daniele: gli affreschi, datati al 1604, mostrano l'Annunciazione, i Profeti e le storie di San Floriano.
Che cosa è successo all'altare di Domenico da Tolmezzo?
Il polittico ligneo del 1497 di Domenico da Tolmezzo fu depredato da un furto: delle quattordici statue restano cinque originali, e le altre sono state sostituite da copie.