La pieve dei Santi Ilario e Taziano sorge nell'abitato di Enemonzo, sull'antica via che percorreva la Valle del Tagliamento, e fa parte delle antiche pievi della Carnia. È una chiesa arcipretale nata fra l'XI e il XII secolo; dopo il terremoto del 1700 fu rimessa a nuovo.
Una pieve dell'XI secolo
L'intitolazione ai Santi Ilario e Taziano, vescovo e diacono, protomartiri aquileiesi, è tipica del secolo XI. Si ritiene che la chiesa risalga ai secoli XI-XII, quando si unì al Capitolo aquileiese dei Santi Felice e Fortunato: fu proprio in quel periodo che, cessate le invasioni ungare, il Patriarcato di Aquileia promosse un programma di riorganizzazione delle pievi.
Con quella nuova divisione delle parrocchie la Chiesa voleva radicarsi meglio nelle vallate. Da qui la pieve reggeva la vita religiosa di Enemonzo e di Raveo.
Il terremoto del 1700 e Luca Milanese
Il terremoto del 28 luglio 1700 danneggiò seriamente l'edificio. La ricostruzione fu affidata al capomastro Luca Milanese, di origine friulana, che mantenne intatta solo la torre campanaria, e il completamento avvenne nel 1733.
La pieve è stata rimaneggiata nel XVIII secolo, e l'interno ha tre navate e un'abside quadrata.
I dipinti e gli affreschi
Il dipinto con la Discesa dello Spirito Santo e i Santi Ilario e Taziano è attribuito al pittore vicentino Alessandro Maganza. Nella pieve si trovano perlopiù opere ottocentesche del pittore udinese Valentino Marani: la Crocifissione e la Beata Vergine del Rosario e San Domenico. Sono ottocenteschi anche la Via Crucis di Antonio Taddio da Raveo e gli affreschi di Domenico Fabris di Osoppo: Resurrezione (1855), nel soffitto della navata, e Cristo nell'orto degli ulivi (1856), nella lunetta dell'abside.
La festa e il Cammino delle Pievi
La festa patronale è il 16 marzo. La pieve è anche una delle mete del Cammino delle Pievi della Carnia: ci si arriva con la sesta tappa, un percorso panoramico che guarda sulla Valle del Tagliamento e su quella del Degano e sui paesini fra i due fiumi. Da qui la tappa seguente porta a Socchieve, attraversando le colline moreniche sulla sinistra del Tagliamento.
Domande frequenti
Quando è nata la pieve di Enemonzo?
La pieve dei Santi Ilario e Taziano risale ai secoli XI-XII, quando il Patriarcato di Aquileia riorganizzò le pievi; l'intitolazione ai due protomartiri aquileiesi è tipica del secolo XI.
Chi ricostruì la pieve dopo il terremoto del 1700?
Dopo il terremoto del 28 luglio 1700 la ricostruzione fu affidata al capomastro Luca Milanese, di origine friulana, che mantenne intatta solo la torre campanaria; il completamento avvenne nel 1733.
Quali opere si vedono nella pieve di Enemonzo?
Nella pieve si vedono la pala della Discesa dello Spirito Santo attribuita ad Alessandro Maganza, gli affreschi di Domenico Fabris del 1855 e del 1856, i dipinti di Valentino Marani e la Via Crucis di Antonio Taddio da Raveo.