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Piazza Unità d'Italia a Trieste: la storia della piazza sul mare e dei suoi palazzi

Piazza Unità d'Italia a Trieste, la più grande piazza d'Europa aperta sul mare: il mandracchio interrato, i palazzi, la fontana e i grandi eventi.

Piazza Unità d'Italia è il salotto di Trieste, e nessuna piazza d'Europa che si apre sul mare è più grande. Sta sotto il colle di San Giusto, fra Borgo Teresiano e Borgo Giuseppino: tre lati sono chiusi da palazzi, il quarto guarda il Golfo di Trieste.

Da piazza San Pietro a piazza Grande

Il primo nome fu piazza San Pietro, preso da una cappella del tardo Medioevo che stava più o meno dove si alza palazzo Modello; per tutti, però, era la piazza Grande. Fino all'Ottocento lo spazio era grande circa la metà di quello attuale, e sul lato verso terra sorgeva il Palazzo Pubblico, detto anche del Magistrato, con una loggia lignea dei primi decenni del 1400, rifatta in pietra nel 1686.

La piazza una volta è stata luogo di processioni, esecuzioni e giostre: è sempre stata il centro della vita quotidiana della città. Dove sorge il Municipio c'era la storica Locanda Grande, teatro dell'assassinio dell'archeologo Johann Joachim Winckelmann nel 1768.

Il mandracchio interrato e la piazza aperta sul mare

Subito dopo la decisione di interrare il vecchio mandracchio, lo specchio d'acqua riservato all'ormeggio di piccole imbarcazioni che delimitava il lato nord ovest della piazza, la piazza fu oggetto di una riprogettazione totale; i relativi lavori avvennero tra il 1858 e il 1863. Vinse il progetto di una piazza spalancata verso l'acqua, chiusa dai palazzi sugli altri tre lati e con il municipio sul fondo: per ottenerla si buttarono giù le mura e le case che allora la separavano dal mare.

La chiesetta di San Pietro fu demolita nel 1863 e il vecchio palazzo del Magistrato lasciò il posto al nuovo Palazzo del Municipio, realizzato tra il 1873 e il 1875 su progetto dell'architetto triestino Giuseppe Bruni. Durante il periodo asburgico la piazza era dotata anche di un giardino; dopo il 1918 la vegetazione fu sostituita da una pavimentazione in pietra.

I palazzi intorno alla piazza

Palazzo Pitteri, costruito nel 1780 da Ulderico Moro, è il palazzo più antico di piazza Unità d'Italia: fu progettato per il mercante Domenico Plenario. Dal 1810 il piano terra ospitò la Società di Minerva, fondata dal giurista Domenico Rossetti, e il palazzo è stato la residenza del compositore Lelio Luttazzi.

Palazzo Stratti fu edificato dall'architetto Antonio Buttazzoni su commissione del commerciante greco Nicolò Stratti. Sotto Palazzo Stratti, dal 1839, c'è il Caffè degli Specchi. Dopo il collasso finanziario del proprietario, l'edificio fu acquisito nel 1846 dalle Assicurazioni Generali, e nel 1872 gli architetti Eugenio Geiringer e Giovanni Righetti ne rifecero la facciata. Sulla balaustra sommitale, nel gruppo scultoreo di Luigi Zandomeneghi, spicca la riproduzione in pietra della locomotiva a vapore fornita da George Stephenson all'Austria nel 1837.

Palazzo Modello fu costruito da Giuseppe Bruni tra il 1871 e il 1873 sul luogo delle vecchie chiese di San Pietro e San Rocco: il nome viene dal fatto che doveva servire da esempio architettonico per la ristrutturazione della piazza. Fu sede del lussuoso Hotel Delorme fino al 1912. È la sede direzionale della multiservizi AcegasApsAmga.

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Completano la piazza il Grand Hotel Duchi d'Aosta, costruito nel 1873, il Palazzo del Governo, già sede della Luogotenenza austriaca e poi della Prefettura, realizzato tra il 1901 e il 1905 su progetto di Emil Artmann, e il palazzo della compagnia di navigazione Lloyd Austriaco, poi Lloyd Triestino, progettato da Heinrich von Ferstel e sede della Regione Friuli Venezia Giulia.

La fontana, la colonna e i pili

Davanti all'ingresso principale del Municipio si trova la Fontana dei Quattro Continenti, costruita tra il 1751 e il 1754 dallo scultore bergamasco Giovanni Battista Mazzoleni per rappresentare una Trieste fortunata, che aveva ricevuto la qualifica di porto franco. Le quattro statue raffigurano i continenti allora conosciuti, ognuno con un animale: l'Europa col cavallo, l'Asia col cammello, l'Africa col leone e l'America col coccodrillo. Nei secoli la fontana ha fatto il giro di quasi tutta la piazza, perché è stata spostata più volte.

Accanto alla fontana si trova la colonna di Carlo VI, eretta nel 1728 in onore della visita dell'imperatore e sormontata dalla sua statua. Sul lato mare, di fronte alla ex Luogotenenza austriaca, si ergono i due pili portabandiera, inaugurati il 24 maggio 1933: su piloni alti 6 metri poggiano antenne di 25 metri che culminano con un'alabarda, simbolo di Trieste, e alla base le statue di Attilio Selva raffigurano gli autieri, i soldati assegnati ai servizi automobilistici.

I giorni della storia in piazza

Il 3 novembre 1918, finita la prima guerra mondiale, il cacciatorpediniere Audace fu la prima nave della Regia Marina a entrare nel porto di Trieste e a ormeggiarsi al molo San Carlo. Quello stesso anno la piazza, che per poco tempo si era chiamata piazza Francesco Giuseppe, prese il nome di piazza Unità, per festeggiare Trieste diventata italiana; nel marzo 1922 anche il molo San Carlo cambiò nome e diventò Molo Audace.

Il 18 settembre 1938 Mussolini, da un palco montato apposta davanti al Municipio, annunciò che le leggi razziali stavano per arrivare; perché non si dimentichi, il 18 settembre 2013 il Comune ha fissato lì una lastra d'ottone. Quando Trieste tornò all'Italia, il 4 novembre 1954, il presidente Luigi Einaudi e il sindaco Gianni Bartoli si affacciarono dal balcone centrale del Municipio sulla piazza in festa, e il 25 aprile 1955 la piazza venne ufficialmente chiamata con l'attuale denominazione di piazza dell'Unità d'Italia. Dopo cinquant'anni, nel 2004, qui si ritrovarono le principali autorità italiane per commemorare gli eventi del 1954, tra le quali il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

Il 9 giugno 1973 in piazza Unità d'Italia fu posto il traguardo dell'ultima tappa del Giro d'Italia, con la vittoria di Marino Basso e il successo finale del belga Eddy Merckx. Il 13 maggio 1981 il via ufficiale della corsa fu dato da piazza Unità d'Italia. In piazza Unità fu officiata anche la Santa Messa da Papa Giovanni Paolo II.

Il restauro del 2001-2005

Tra il 2001 e il 2005 un restauro complessivo ha rinnovato la piazza e le facciate: la pavimentazione in asfalto è stata sostituita da lastre di arenaria, che richiamano i masegni che anticamente lastricavano la piazza, e la Fontana dei Quattro Continenti è tornata davanti all'ingresso principale del Municipio. Sul lato mare un sistema di illuminazione a LED blu incassato nella pietra traccia il perimetro esatto dell'antico specchio d'acqua sepolto.

Il 28 aprile 2005, dopo un mese di una primavera fredda e piovosa, arrivò un sole quasi estivo e le pietre di piazza Unità si sollevarono e si spaccarono, richiamando sulla piazza l'attenzione di un'intera città.

Domande frequenti

Quanto è grande piazza Unità d'Italia a Trieste?

Piazza Unità d'Italia ha un'area totale di 12.280 metri quadrati ed è considerata la più grande piazza d'Europa aperta sul mare.

Come si chiamava prima piazza Unità d'Italia?

In origine si chiamava piazza San Pietro, ma era comunemente conosciuta come piazza Grande; per un breve periodo fu piazza Francesco Giuseppe. Nel 1918 fu denominata piazza Unità, e il 25 aprile 1955 piazza dell'Unità d'Italia.

Qual è il palazzo più antico di piazza Unità d'Italia?

Il palazzo più antico è palazzo Pitteri, costruito nel 1780 da Ulderico Moro per il mercante Domenico Plenario.