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Palazzo Werdenberg a Gorizia: il seminario dei Gesuiti, le logge sul cortile e la Biblioteca Statale Isontina

Palazzo Werdenberg a Gorizia: il seminario dei Gesuiti del Seicento, lo scalone barocco e la Biblioteca Statale Isontina con il fondo Michelstaedter.

Palazzo Werdenberg è un edificio seicentesco nel centro di Gorizia, con la facciata su via Mameli, l'antica via delle Scuole. Costruito per il seminario dei Gesuiti, fu poi ginnasio e dal Novecento è la sede della Biblioteca Statale Isontina, biblioteca pubblica statale che dipende dal Ministero per i beni culturali.

I Gesuiti e il barone Werdenberg

La storia del palazzo si lega a quella dei Gesuiti, il cui insediamento a Gorizia avvenne nel 1615, dopo la cacciata dai territori della Repubblica di San Marco, grazie alla donazione da parte del barone Vito Dornberg della chiesa di San Giovanni con annessa casa, nell'omonima via. Nel 1629 intervenne il barone Verda von Werdenberg, che destinò 22 mila fiorini per il mantenimento in perpetuo di seminaristi poveri.

Nel 1634 fu comprata, sempre con il finanziamento del barone de Werdenberg, una casa più vicina e più ampia dal nobile Ambrogio Sembler, e l'edificio fu ristrutturato intorno alla metà del Seicento dal conte Giovanni Battista Verda de Werdenberg. La struttura arrivò a completamento nel 1649, e il palazzo prende il nome proprio dal suo benefattore.

Il seminario, il ginnasio e i suoi studenti

Gli alunni del seminario avrebbero goduto gratuitamente del vitto, dell'alloggio e della veste talare cerulea con fascia nera e fronzoli azzurri, per il corso di sette anni. Alla struttura era annessa una biblioteca per professori e studenti: circa 1550 volumi della biblioteca sorta in seno al Collegium sono il nucleo fondante della Biblioteca Statale Isontina, e la Historia Collegij Goritiensis ne è la preziosa cronaca manoscritta.

Il palazzo fu sede del seminario dei Gesuiti fino al 1773, quando l'ordine fu soppresso e Maria Teresa d'Austria lo trasformò in un ginnasio statale. Durante l'Ottocento ospitò l'imperiale regio ginnasio superiore, lo Staatsgymnasium, fino al 1914, poi divenuto liceo classico. Fra i suoi studenti ci furono il frate cappuccino Marco d'Aviano, i pittori Vittorio Bolaffio e Sofronio Pocarini, il filosofo Carlo Michelstaedter e il poeta Biagio Marin.

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Tre ordini di logge e lo scalone barocco

Verso via Mameli il palazzo ha una facciata compatta, trafilata da sequenze serrate di finestre, mentre il lato sull'attuale corso Verdi è alleggerito da armoniosi porticati a tre ordini di logge prospicienti il grande cortile interno. Il palazzo mantiene la struttura secentesca, con gli archi a volta in alcuni locali e cantine del pianterreno e del primo piano, e fanno da contorno due giardini, uno dei quali cita l'antico orto botanico dell'imperial regio ginnasio.

Lo scalone è una delle più pregiate opere dell'arte barocca di Gorizia: il soffitto è decorato da motivi in stucco anteriori al 1705, opera probabile di Giovanni Pacassi, padre dell'architetto Nicolò. Dopo i grandi lavori edilizi e impiantistici iniziati alla fine del 1988 e conclusi nel marzo 1995, nel marzo del 2011 è stato ultimato il restauro degli stucchi.

Dalla Studienbibliothek alla Biblioteca Statale Isontina

La biblioteca dei Gesuiti fu riordinata e riaperta nella sede attuale dai Padri Piaristi, dal 1780 al 1810, e subì gravi danni durante l'occupazione francese del 1810. Nel 1822 divenne una delle sei biblioteche degli studi della Monarchia austriaca, la Studienbibliothek, e nel 1825 fu aperta al pubblico. All'inizio della prima guerra mondiale parte delle raccolte fu messa in salvo a Graz; nel 1916 le 108 casse di libri furono portate lontano dal fronte da Emilio Mulitsch, e quanto poté essere salvato fu trasportato a Firenze, alla Biblioteca Laurenziana.

I libri rimasero a Firenze fino al 1919, anno in cui si costituì la nuova Biblioteca di Stato, che da allora gestisce anche la Biblioteca Civica per conto del Comune; nel 1925 prese il nome di Governativa. Altri danni arrivarono con la seconda guerra mondiale; nel 1967 la Biblioteca Popolare Friulana prese il nome che porta tuttora, Biblioteca Statale Isontina.

I fondi, Michelstaedter e la galleria

Il patrimonio conta 426.091 volumi al 31 dicembre 2019, fra cui 41 incunaboli e 934 cinquecentine, e pubblica dal 1923 la rivista Studi goriziani. Le raccolte sono notevoli per i fondi di Giuseppe Domenico Della Bona, nucleo della Biblioteca Civica fondata nel 1888, e di Carlo Michelstaedter, e la biblioteca conserva anche la raccolta di libri dedicata al filosofo.

Una collezione d'arte moderna e contemporanea è collocata nelle logge chiuse con vetrate, e nei sotterranei è ricavata la Galleria d'Arte Mario Di Iorio, dove si tengono mostre e manifestazioni.

Domande frequenti

Perché si chiama Palazzo Werdenberg?

Palazzo Werdenberg prende il nome dal barone Giovanni Battista Verda von Werdenberg, che nel 1629 finanziò i Gesuiti e nel 1634 pagò l'acquisto della casa di Ambrogio Sembler per il seminario.

Che cosa ospita Palazzo Werdenberg?

Palazzo Werdenberg ospita la Biblioteca Statale Isontina, con la Biblioteca Civica, i fondi Della Bona e Michelstaedter e la Galleria d'Arte Mario Di Iorio nei sotterranei.

Chi ha studiato a Palazzo Werdenberg?

Nel seminario e nel ginnasio di Palazzo Werdenberg studiarono, fra gli altri, Marco d'Aviano, Vittorio Bolaffio, Sofronio Pocarini, Carlo Michelstaedter e Biagio Marin.