Il Palazzo Levrini-Stringher, noto anche come Palazzo Pisenti Stringher, sta all'angolo fra via Cavour e corso Mazzini, nel centro di Cividale del Friuli. Databile agli inizi del XVI secolo, ha le facciate coperte da un ciclo di affreschi cinquecenteschi con soggetti sacri e scene profane mitologiche.
Il palazzo all'angolo di corso Mazzini
Il palazzo occupa l'angolo fra via Cavour, sul lato sud, e corso Mazzini, sul lato ovest, e ha tre piani con il sottotetto sopra. Ha subito rimaneggiamenti nel Settecento e ai primi del Novecento.
Sulla facciata sud si apre un portico: gli archi poggiano su tre colonne nel mezzo e, all'angolo, su un pilastro a sezione quadrata. Le murature sono in pietra e laterizio, le aperture riquadrate in pietra, i solai e la struttura del tetto in legno; al piano terra le aperture a vetrina sono incorniciate da elementi decorativi di tipo floreale.
Gli affreschi sotto l'intonaco
Tenendo conto di quando fu costruito il palazzo e di ciò che accadeva a Cividale in quegli anni, gli affreschi, curiosi per come mescolano temi sacri, mitologici e profani, sono stati datati tra il 1515 e il 1520. Lo stile li avvicina al veneto Marco Bello, che lavorò in Friuli fra il 1505 e il 1523.
Alle scene mancano dei pezzi, anche perché nel Settecento, rifacendo la casa, si cambiarono porte e finestre. Alcune cadute di intonaco provocate dal terremoto del Friuli del 1976 hanno poi inaspettatamente fatto scoprire gli affreschi sottostanti: il ciclo è spartito e incorniciato da specchiature a finto marmo, in fantasiose composizioni.

La facciata di corso Mazzini
Il prospetto ovest mostra al centro del primo piano una Madonna con Bambino dentro un'articolata struttura architettonica; a sinistra figurano quattro santi, dei quali si riconoscono San Rocco e San Girolamo, mentre a destra l'affresco è irriconoscibile.
Nella seconda fascia si riconoscono tre fatiche di Ercole: partendo da sinistra, probabilmente Caco ucciso, poi l'Idra e il leone Nemeo.
Venere, Ercole e Piramo su via Cavour
Sul lato di via Cavour, al primo piano e vicino allo spigolo, restano appena le sagome di due figure; sotto, un'iscrizione mutila parla del freddo d'inverno e della calura d'estate. Il riquadro dopo è difficile da capire, e forse mette in figura un proverbio; poi vengono Venere e le tre Grazie, con la cintura magica della dea dell'amore appesa a un albero e le Grazie che stringono i pomi.
Più in alto, a sinistra, c'è Ercole che lotta con Anteo: ne manca un pezzo, ma è la scena conservata meglio di tutte. L'ampia parete fra le due finestre racconta invece la storia di Piramo e Tisbe, presa da Ovidio.
Lo scavo del decumano e la farmacia storica
Nel 1998 uno scavo archeologico nell'edificio posteriore, che fa parte dello stesso complesso, ha mostrato che il luogo è abitato senza interruzioni dall'età romana. In poco più di dodici metri si trovano lacerti di mura dal I secolo d.C., e attraverso vetrate illuminate si vedono la pavimentazione romana di una piccola parte del decumano maggiore della città, mura romane, longobarde, tardo-medievali e rinascimentali, le fondazioni di una torre del XIV secolo e stipiti settecenteschi.
Al piano terreno, in un angolo della farmacia ancora in attività, è stato allestito un museo con reperti dell'arte farmaceutica e sanitaria: una cassetta-valigia per le visite mediche domiciliari del 1790, vasi e vetri dell'Ottocento, un torchio americano in ghisa del 1895 e libri d'epoca, esposti in mobili neogotici floreali del 1880.
Domande frequenti
Chi ha affrescato il Palazzo Levrini-Stringher di Cividale?
Gli affreschi delle facciate del Palazzo Levrini-Stringher sono attribuiti al pittore veneto Marco Bello, attivo in Friuli dal 1505 al 1523, e datati tra il 1515 e il 1520.
Quando sono stati scoperti gli affreschi del Palazzo Levrini-Stringher?
Gli affreschi sono riemersi dopo il terremoto del Friuli del 1976, quando alcune cadute di intonaco hanno fatto scoprire il ciclo cinquecentesco sottostante.
Che cosa si vede nello scavo del Palazzo Levrini-Stringher?
Nello scavo del 1998, sotto l'edificio retrostante, si vedono attraverso vetrate la pavimentazione del decumano maggiore romano e mura romane, longobarde, medievali e rinascimentali.