Palazzo Elti, in via Bini, si sviluppa su tre piani ed è situato nel centro storico di Gemona. Fu per molto tempo la più bella residenza gemonese; distrutto dal terremoto del 1976 e ricostruito, ospita il Museo Civico, l'Archivio storico della Comunità e la Biblioteca Glemonense.
La residenza dei de' Cramis e Federico III
Il palazzo fu edificato dalla famiglia de' Cramis nel XIV-XV secolo, e il loro blasone è ancora leggibile nel portico. Era la più bella residenza gemonese, tanto che nel 1452 vi soggiornò l'imperatore Federico III, diretto a Roma per l'incoronazione.
Alle case medievali si sostituirono palazzi rinascimentali e successivamente barocchi, grazie ai capitali impiegati dalle famiglie nobili e ricche: Palazzo Elti è uno di questi casi.
Gli Elti, mercanti di Salisburgo e conti di Rodeano
Nel 1519 il palazzo fu acquistato da Andrea Helt, della ricca famiglia di mercanti Rauris di Salisburgo, da tempo residente a Gemona, e divenne la sede della dinastia Elti, che per secoli influenzò la vita politica e religiosa della cittadina. Numerosi Elti si distinsero nelle magistrature cittadine, e nella seconda metà del Seicento furono ascritti tra i nobili friulani con il titolo di conti di Rodeano.
L'ascesa sociale della famiglia trovò il suo apice con Riccardo Elti (1621-1693), che ottenne dalla Serenissima il titolo di conte della villa di Rodeano. Il legame fra il casato e le istituzioni religiose di Gemona è documentato dalla committenza del nuovo altare per la cappella del Duomo, nel 1667, la cui pala fu affidata al pittore di origine elvetica Melchior Widmar.
I ritratti di famiglia
Widmar divenne il ritrattista di fiducia degli Elti. Una ricerca storica condotta nel 1896 da Valentino Baldissera, il sacerdote che riordinò l'archivio storico comunale e fondò la biblioteca civica, censì sedici ritratti all'interno del palazzo, dal capostipite Riccardo fino alle alte cariche ecclesiastiche del ramo di San Daniele.

I ritratti degli Elti sono il corpus originale del Museo Civico. Sulle scale che portano al primo piano ci sono il Ritratto di Tommaso Passavolante, quelli di Riccardo Elti, di Santa e Riccardo Elti, di Giorgio Antonio Elti e di Lucina Elti Passavolante con una bambina; sulle scale verso il secondo piano quelli di Felicita Elti di Colloredo-Mels, di Cornelio Elti e di Giulia Passavolante, e al secondo piano il ritratto di don Valentino Baldissera.
Il terremoto e la ricostruzione
Nel 1976 Gemona fu il paese più colpito dal terremoto del Friuli, e il palazzo fu distrutto dalle scosse del 6 maggio e del 15 settembre. Con la ricostruzione fu ripristinato il prospetto principale su via Bini, mantenendo il grande fornice ad arco che immette alla corte interna e le aperture con cornici modanate e mensole lapidee. Il museo fu istituito proprio in seguito a tale opera di ricostruzione.
Dopo il terremoto l'archivio storico e di deposito del Comune fu preso in custodia dall'Archivio di Stato di Trieste; nel 2004 è stato restituito al Comune ed è conservato nel ristrutturato Palazzo Elti, con documenti dal 1327 al 1976.
Museo, archivio e biblioteca
I piani superiori accolgono il Museo Civico, con pitture e sculture di artisti friulani e veneti: il corpus dei ritratti degli Elti si è arricchito con le opere salvate da edifici crollati nel terremoto del 1976, come la chiesa della Beata Vergine delle Grazie e quella di San Giovanni, e con la collezione Fantoni-Baldissera. Fra le opere c'è il dipinto a tempera su tavola raffigurante la Madonna col Bambino di Giovanni Battista Cima da Conegliano.
I volumi adiacenti ospitano l'Archivio storico e la Biblioteca Glemonense, accessibile da via dei Conti, mentre al piano terra gli ambienti voltati sono destinati all'accoglienza e all'informazione. Palazzo Elti è anche sede di mostre temporanee e del locale Ufficio Turistico.
Domande frequenti
Chi costruì Palazzo Elti a Gemona?
Palazzo Elti fu edificato dalla famiglia de' Cramis tra il XIV e il XV secolo; nel 1519 lo acquistò Andrea Helt, mercante di Salisburgo, e divenne la sede degli Elti.
Che cosa ospita Palazzo Elti?
Palazzo Elti ospita il Museo Civico di Gemona, con i ritratti della famiglia Elti e le opere salvate dal terremoto, l'Archivio storico della Comunità, la Biblioteca Glemonense e l'Ufficio Turistico.
Palazzo Elti è stato distrutto dal terremoto?
Sì, Palazzo Elti fu distrutto dal terremoto del 1976 e ricostruito mantenendo il prospetto su via Bini con il grande fornice ad arco; il museo civico nacque dopo la ricostruzione.