Il Palazzo Pretorio di Cividale del Friuli, noto anche come palazzo dei Provveditori veneti, fu costruito su progetto iniziale di Andrea Palladio a chiusura del lato orientale della piazza del Duomo. Fu la sede del governo veneziano sulla città e dal 1990 ospita il Museo Archeologico Nazionale.
Il Palazzo dei Patriarchi sotto il museo
Nell'area posta a ovest del Museo è emerso un complesso abitativo di età tardo romana, del III secolo d.C.; i segni di un incendio riscontrati durante gli scavi hanno fatto avanzare l'ipotesi di un legame con l'assedio degli Avari del 610 d.C., narrato da Paolo Diacono.
Fu Callisto, fra il 737 e il 770 d.C., a portare a Cividale la residenza del patriarca di Aquileia: il palazzo era collegato ad altri edifici, fra cui la basilica di Santa Maria Assunta e il battistero di San Giovanni Battista. Il complesso fu ristrutturato e ampliato dal patriarca Gregorio di Montelongo (1251-1269) e dai suoi immediati successori; la decadenza si acuì con la conquista veneta del 1420. Il terremoto del 1511 lo lesionò, e nel 1533 si stabilì di abbatterlo. Nei locali sottostanti il Museo sono emersi importanti resti relativi al Palazzo dei Patriarchi di età alto e basso medievale, con un pavimento musivo in bianco e nero a quadrati giustapposti.
Palladio e la posa della prima pietra
La Magnifica Comunità pensava al palazzo Pretorio dal 1559, l'anno in cui Venezia staccò l'antica capitale friulana dal resto della Patria del Friuli, dandole un territorio proprio e un provveditore ordinario. Che Andrea Palladio avesse disegnato il palazzo Pretorio di Cividale lo sappiamo da Giorgio Vasari: l'architetto ne fece un modello e assistette alla posa della prima pietra.
Il cantiere però partì solo nel marzo del 1565, quando il provveditore di allora, Michele Bon, riuscì a far trovare i fondi. Il palazzo fu costruito dove prima sorgeva il palazzo patriarcale, e la sua costruzione fu l'affermazione del nuovo potere eretto sulle macerie del complesso dei Patriarchi.
Cinquant'anni di cantiere
Dopo qualche anno il cantiere si fermò e restò chiuso per almeno cinque anni, fino al 1580: a quel punto era finito solo il terzo settentrionale, e si passò a costruire la sezione centrale. Il primo provveditore vi entrò probabilmente non prima del 1585, e non al piano nobile che gli spettava: si adattò al pianterreno, nel lato sud verso il Duomo, nelle stanze destinate al cavaliere.
Il corpo meridionale arrivò al tetto solo nel 1605 o poco dopo, e soltanto dal 1607 tutta la corte poté occupare i propri alloggi, mentre il cantiere proseguiva nel salone e in altre sale. Con le scuderie finite nel 1615 il palazzo si può considerare compiuto; la foresteria venne sistemata in una sala del primo piano solo dal 1618.

La facciata sulla piazza del Duomo
Riconoscere Palladio nell'edificio non è facile. Un indizio però c'è: la base insolita degli archi del portico, in blocchi di pietra bugnati, potrebbe venire da ciò che Palladio aveva studiato dei monumenti romani della Dalmazia, e in particolare dell'anfiteatro di Pola. Secondo alcuni autori ci sono somiglianze con il palazzo Civena di Vicenza. Sembra comunque probabile che l'esecuzione sia avvenuta fuori dal controllo di Palladio e senza particolare rispetto per il progetto originario, del cui modello si ha ancora notizia nel 1580.
Su tutta la facciata si moltiplicano le tracce dei Provveditori che si sono succeduti: lapidi commemorative, stemmi gentilizi, busti, spesso spostati rispetto al posto d'origine; la storia del cantiere si è potuta ricostruire soltanto nel 2011. Nel XIX secolo fu eliminato un poggiolo vicino alle tre finestre del salone al primo piano, che interrompeva la tripartizione della facciata delineata dalle paraste.
Le stanze del provveditore
Il primo piano ospitava l'appartamento del provveditore, un oratorio, le cucine, un grande tinello, la foresteria, il salone e, cuore del potere, la camera delle udienze: qui il provveditore giudicava in appello, chiamava i sudditi e ascoltava suppliche e reclami. Al pianterreno alloggiavano il cavaliere e il personale minore, i «bassi ministri» come i birri; nel mezzanino, in due settori separati, il cancelliere e il vicario.
All'interno del palazzo si trovavano anche le prigioni, nel lato nord del pianterreno: tre celle, per uomini, per donne e una più piccola, accanto alla camera fiscale dove lavorava il camerlengo scelto dalla città. Nell'edificio si riuniva inoltre l'arengo della contadinanza del territorio di Cividale, e in un fabbricato annesso più basso stava l'archivio del reggimento, fatto per lo più dei verbali dei processi e delle sentenze.
Dalla Magnifica Comunità al Museo Archeologico
Nel 1779 Venezia cedette il palazzo alla Magnifica Comunità, che dal 1796 e per trent'anni almeno vi riunì il suo consiglio. Nell'Ottocento divenne sede di vari uffici pubblici e in parte di attività private, come la casa editrice Fulvio Giovanni e poi la Banca Cooperativa di Cividale. Nel Novecento venne abbattuto uno scalone e innalzata la parte del tetto della sezione nord, che fino ad allora appariva disomogenea rispetto al resto.
Il palazzo fu danneggiato dal sisma del 15 settembre 1976 e, restaurato, accolse il Museo Archeologico Nazionale: istituito nel 1817 per iniziativa del canonico ed erudito Michele della Torre Valsassina, a partire dal 1889 il Museo fu dapprima ospitato nelle sale di Palazzo de Nordis, e dal 1990 espone qui le collezioni che vanno dalla protostoria al periodo romanico, con al piano nobile la sezione longobarda.
Domande frequenti
Chi ha progettato il Palazzo Pretorio di Cividale?
Il Palazzo Pretorio di Cividale è attribuito ad Andrea Palladio: Giorgio Vasari testimonia che l'architetto ne fece un modello e fu presente alla posa della prima pietra nel 1565, ma l'esecuzione avvenne fuori dal suo controllo.
Che cosa c'è sotto il Palazzo dei Provveditori veneti?
Nei sotterranei si conservano i resti del Palazzo dei Patriarchi, raso al suolo per la costruzione del Palazzo dei Provveditori Veneti, con un pavimento a mosaico in bianco e nero; a ovest è emerso un complesso abitativo di età tardo romana.
Che cosa ospita il Palazzo Pretorio di Cividale?
Dal 1990 il Palazzo Pretorio ospita il Museo Archeologico Nazionale di Cividale del Friuli, con le collezioni dalla protostoria al periodo romanico e la sezione longobarda al piano nobile.