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Il Palazzo del Governo di Trieste: la Luogotenenza di Emil Artmann, i mosaici di Giuseppe Straka e i saloni della Prefettura

Il Palazzo del Governo di Trieste, costruito tra il 1901 e il 1905 da Emil Artmann in piazza Unità: la loggia, i mosaici di Giuseppe Straka e i saloni.

Fra i grandi palazzi che chiudono piazza Unità d'Italia, a Trieste, quello del Governo è il più giovane. Già sede della Luogotenenza austriaca, ospita la Prefettura e l'abitazione del Prefetto, e si affaccia anche su piazza Verdi e via San Carlo.

Dal palazzo del Capitano Luogotenente al cantiere di Artmann

Qui un tempo c'era il molo del Mandracchio. Quando il bacino fu riempito di terra, nel 1764 l'imperatrice Maria Teresa d'Austria vi fece costruire il palazzo del Capitano Luogotenente, disegnato da Giovanni Fusconi, che ospitava anche gli uffici dell'Arsenale imperiale. Aveva due piani; il terzo arrivò nel 1825.

Nel 1899 il vecchio edificio fu abbattuto, e fra il 1901 e il 1905 al suo posto sorse il Palazzo del Governo, opera dell'architetto viennese Emil Artmann. Come molti degli edifici triestini costruiti vicino al mare, poggia su una piattaforma dello spessore di 160 centimetri sostenuta da 3000 pali in cemento, per contrastare l'instabilità del sottosuolo. Ultimo dei grandi cantieri della piazza, il palazzo fu criticato a lungo: già nel 1910 si parlava di ingrandirlo, e prima della Grande Guerra si arrivò a un progetto, mai eseguito, per abbatterlo.

La loggia e la facciata tra Rinascimento e Secessione

Di pianta quadrangolare con corte centrale, il palazzo presenta esternamente una partizione orizzontale delle facciate: un basamento a bugnato in pietra bianca fino al livello del primo piano, una fascia superiore rivestita da una decorazione a mosaico e la balaustra in pietra della terrazza di copertura. Lo stile mescola il Rinascimento con la Secessione viennese.

Al centro della facciata principale si apre una loggia a due piani, con tre arcate per piano: sotto, colonne e pilastri riprendono il bugnato del basamento; sopra, le colonne sono lisce e hanno capitelli ionici. Sulla balaustra della terrazza sovrastante la loggia stanno gruppi di puttini dal significato allegorico.

I mosaici di Giuseppe Straka

Il mosaico delle facciate lo disegnò il viennese Giuseppe Straka, e fu composto a Innsbruck. Mescola ornamenti e figure: su due file tornano volti di uomini e di donne, simboli dei mestieri e delle attività dell'ingegno, avvolti o legati fra loro da festoni di ghirlande, in un luccichio di tessere d'oro, verdi, azzurre e bianche.

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In origine, fra le teste della fila inferiore, tutto intorno al palazzo si alternavano gli stemmi degli Asburgo. Dopo la prima guerra mondiale questi stemmi furono parzialmente sostituiti con quello della casa Savoia, uno scudo crociato bianco su campo rosso, che si vede sulla facciata principale, mentre sulle facciate laterali l'aquila asburgica è rimasta.

Lo scalone, il salone rosso e la sala da ballo

Al secondo piano si sale per uno scalone di rappresentanza a due rampe; nelle nicchie dei pianerottoli, vasi di porcellana reggono mazzi di fiori fatti di lampadine, che fanno da lampade. Al secondo piano si trovano i saloni di rappresentanza, con pavimenti in parquet di rovere, decorazioni a motivi floreali in stucco, lampadari in cristallo e grandi specchi incorniciati da stucco dorato. In fondo al corridoio d'entrata c'è un quadro di Cesare Sofianopulo del 1946: San Giusto in piedi, in riva al mare, con il vento fra i capelli.

Il salone rosso ha le pareti a righe verticali bianche e rosse; vi stanno vasi dipinti con scene galanti alla maniera rococò, tre nature morte e una Veduta di Venezia nello stile del Canaletto. Nella grande sala da ballo, in corrispondenza della loggia esterna, paraste dal capitello corinzio sostengono la galleria riservata ai musicisti, decorata da elementi geometrici di gusto secessionista.

La sala da pranzo e l'Appartamento del Presidente

Nella sala da pranzo, una serie di dipinti sovrapporta monocromi rappresenta luoghi ed edifici di Trieste e della provincia con l'aspetto che avevano ai primi del Novecento: le chiese di San Giusto, Santa Maria Maggiore e Sant'Antonio Nuovo, l'Arco di Riccardo e il Teatro Romano, il Teatro Verdi e il Castello di Miramare, alcune piazze cittadine e un tratto della ferrovia.

L'Appartamento del Presidente è così chiamato perché è riservato al Presidente della Repubblica quando viene in visita a Trieste. Comprende lo studio del Presidente e la camera da letto con tre quadri del pittore Natale Schiavoni di Chioggia e dei triestini Giovanni Zangrando e Carlo Sbisà.

Domande frequenti

Chi ha progettato il Palazzo del Governo di Trieste?

Il Palazzo del Governo di Trieste fu progettato dall'architetto viennese Emil Artmann e costruito tra il 1901 e il 1905 sul sito del palazzo del Capitano Luogotenente, demolito nel 1899.

Che cosa raffigurano i mosaici del Palazzo del Governo?

I mosaici, disegnati dal viennese Giuseppe Straka e realizzati a Innsbruck, raffigurano teste allegoriche delle attività pratiche e intellettuali tra ghirlande; dopo la prima guerra mondiale gli stemmi asburgici della facciata principale furono sostituiti con lo scudo dei Savoia.

Che cosa ospita il Palazzo del Governo di Trieste?

Il Palazzo del Governo, già sede della Luogotenenza austriaca, ospita la Prefettura di Trieste, l'abitazione del Prefetto, stanze per gli ospiti e l'Appartamento riservato al Presidente della Repubblica.