🏛️ Arte & Cultura · 3 min di lettura

Palazzo della Borsa Vecchia di Trieste: il palazzo dei mercanti, le statue della facciata, la meridiana e l'affresco di Bison

Il Palazzo della Borsa Vecchia di Trieste, di Antonio Mollari (1802-1806): le statue di Bosa, la meridiana di Sebastianutti e l'affresco di Bison.

In piazza della Borsa, a pochi passi da piazza Unità, un palazzo con le colonne doriche e il timpano sembra un tempio antico. È la Borsa Vecchia, costruita per i mercanti del Porto Franco: il tempio degli affari della Trieste asburgica, sede della Camera di Commercio.

Un palazzo per i mercanti

A volere l'edificio fu la Deputazione di Borsa, che nel 1799 comprò un terreno paludoso dove sistemare la sua sede; per fare posto al palazzo venne interrato anche un tratto del Canal Piccolo. Nel 1800 si presentarono due progetti, di Matteo Pertsch e di Antonio Mollari, e la scelta fu lasciata all'Accademia di Belle Arti di Parma, che premiò l'architetto marchigiano.

La prima pietra fu posata il 17 maggio 1802. Il mercante greco Ciriaco Catraro presiedette dal 1802 al 1805 la commissione che sorvegliava i lavori, e il 6 settembre 1806 il palazzo fu inaugurato.

La facciata e le sue statue

La facciata su piazza della Borsa è un pronao di colonne doriche con metope e triglifi, chiuso dal timpano con l'orologio e due figure alate della Fama. Sopra l'ingresso c'è una lapide di marmo bianco con un'iscrizione latina dettata da Labus.

La decorazione fu affidata nel 1805 a tre scultori veneti, Antonio Bosa, Bartolomeo Ferrari e Domenico Banti, e le ultime statue arrivarono solo nel 1820. Nelle nicchie del piano terra stanno i quattro continenti: l'Asia di Banti, l'Africa e l'Europa di Ferrari, l'America di Bosa; in quelle del primo piano Vulcano, di Banti, e Mercurio, di Ferrari. Sulla balaustra del tetto Bosa scolpì il Danubio, il Genio di Trieste, Minerva e Nettuno, e sua è anche la serie di quattro pannelli in altorilievo con le allegorie del commercio, dell'industria e della navigazione.

Palazzo della Borsa Vecchia di Trieste: il palazzo dei mercanti, le statue della facciata, la meridiana e l'affresco di Bison - Arte & Cultura in Friuli Venezia Giulia

La meridiana e l'affresco di Bison

Nella loggia del piano terra, nel 1820, il famoso orologiaio friulano Antonio Sebastianutti tracciò sul pavimento una meridiana lunga 12 metri. La luce entrava da un foro nel muro e segnava il mezzogiorno locale con tale precisione che la meridiana serviva a regolare i cronometri delle navi. Nel 2010 ne è stata aggiunta una seconda all'esterno, sul pavimento di arenaria, pieno di tracce di fossili.

Al primo piano, fra il 1805 e il 1806, Giuseppe Bernardino Bison affrescò la volta della Gran Sala con la proclamazione del Porto Franco di Trieste da parte dell'imperatore Carlo VI.

Dalla Borsa alla Camera di Commercio

Presto il palazzo diventò stretto per i traffici del porto: nel 1844 la Borsa si trasferì nel vicino Palazzo del Tergesteo, e l'edificio di Mollari prese il nome di Borsa Vecchia. Danneggiato nella seconda guerra mondiale, fu restaurato fra il 1949 e il 1955 e di nuovo fra il 1966 e il 1980; le facciate sono state rifatte per l'ultima volta nel 2005. Ospita la Camera di Commercio.

Domande frequenti

Chi progettò il Palazzo della Borsa Vecchia di Trieste?

L'architetto marchigiano Antonio Mollari, il cui progetto fu scelto dall'Accademia di Belle Arti di Parma. Il palazzo fu costruito dal 1802 e inaugurato il 6 settembre 1806.

Che cosa rappresentano le statue della facciata?

Nelle nicchie del piano terra i quattro continenti, al primo piano Vulcano e Mercurio; sulla balaustra il Danubio, il Genio di Trieste, Minerva e Nettuno, tutti di Antonio Bosa.

A che cosa serviva la meridiana della Borsa?

Segnava il mezzogiorno locale con un raggio di luce sul pavimento della loggia, ed era così precisa che vi si regolavano i cronometri delle navi. La fece Antonio Sebastianutti nel 1820.