🏛️ Arte & Cultura · 4 min di lettura

Palazzo Attems Santa Croce a Gorizia: il primo palazzo di Nicolò Pacassi, i Ritter de Zahony e il municipio con il suo giardino

Palazzo Attems Santa Croce a Gorizia, disegnato nel 1740 da Nicolò Pacassi: dagli Attems ai Ritter de Zahony, municipio dal 1907, e il giardino col tempietto.

In piazza del Municipio, nel pieno centro di Gorizia, spicca Palazzo Attems Santa Croce, sede del municipio della città. Realizzato nel 1740 su disegno dell'architetto Nicolò Pacassi, fu dimora degli Attems e poi dei Ritter de Zahony, e alle sue spalle si estende un giardino storico.

Il primo progetto di Nicolò Pacassi

Nel 1740 sul disegno dell'architetto Nicolò Pacassi (1716-1790), all'epoca ventiquattrenne, venne edificato Palazzo Attems Santa Croce. Suo padre era lo scultore goriziano Giovanni Pacassi, e fu Sigismondo d'Attems a prendere sotto la sua ala benefica anche il giovane Nicolò. Fu il primo grande progetto attribuito all'architetto goriziano, che ideerà e realizzerà altri due notevoli palazzi per la nobile famiglia degli Attems.

In origine il palazzo presentava una pianta tripartita, nei modi del palazzo veneto, con al primo piano un salone per feste e ricevimenti, usato anche come disimpegno per le stanze, quattro per ciascun lato. Al piano terra un androne collegava l'esterna piazzetta Santa Croce alla corte interna e al parco, attraverso i quali si sviluppava un passaggio pubblico, in uso fino agli anni Trenta.

Dal Casino Nobile ai Ritter de Zahony

Il palazzo fu dimora degli Attems fino al 1802. Dal 1795 al 1802 alcune sale furono adibite a Casino Nobile, un circolo privato riservato alla nobiltà isontina, e dalle iscrizioni sugli Statuti si evince che il palazzo ospitò la Nobile Società dei Cavalieri di Diana Cacciatrice e la Colonia Accademica degli Arcadi Romano-Sonziaci, a cui prese parte anche Lorenzo da Ponte, librettista di Mozart. Nel 1797 vi soggiornò Gioachino Murat, cognato di Napoleone, suo generale e futuro re di Napoli. Secondo il racconto, fu proprio qui che il conte Attems perse ai dadi lo stabile, che passò ai Torriani.

L'edificio venne completamente modificato da Johann Christoph Ritter de Zahony, subito dopo l'acquisto del 1823: il palazzo assunse uno stile neoclassico e fu costruita una nuova ala a sinistra della corte interna. Nel 1825 vi alloggiarono, ospiti dei Ritter, l'imperatore Francesco I d'Austria con la moglie Caterina Augusta.

Palazzo Attems Santa Croce a Gorizia: il primo palazzo di Nicolò Pacassi, i Ritter de Zahony e il municipio con il suo giardino - Arte & Cultura in Friuli Venezia Giulia

Il Comune compra il palazzo

Il Consiglio Comunale, presieduto dal podestà avvocato Francesco Marani, nelle sedute del 27 e 28 dicembre 1907 deliberò l'acquisto del palazzo con cortili, serra, annessi fabbricati rurali e un parco di oltre due ettari. Il formale passaggio avvenne il 17 marzo 1908, gli uffici amministrativi vennero subito spostati nel nuovo complesso, e il pagamento avvenne in tre rate uguali tra il 1909 e il 1911.

Subito dopo la prima guerra mondiale, sotto la direzione dell'ingegner Riccardo Del Neri, ingegnere capo del Comune, vennero rifatti la facciata, cambiata radicalmente, e l'androne d'ingresso. Nel 1957 fu ultimata l'ala sinistra, dove furono sistemati gli uffici anagrafici e tecnici, e intorno al 1960 vi fu spostata l'attività del Consiglio, che si svolgeva in corso Verdi; la nuova ala a destra della corte interna fu progettata da Renato Fornasari nel 1965. Negli anni Settanta, con la consulenza dell'architetto Guglielmo Riavis, l'androne fu rivestito in pietra d'Aurisina, e Riavis si occupò anche dell'arredamento delle sale al piano nobile.

Che cosa resta del Settecento

Dell'originario Palazzo Attems Santa Croce permangono solamente i tre balconcini sul fronte stradale, la loggia ionica rivolta al giardino e la doppia scalinata d'ispirazione veneta che porta al primo piano; del progetto originale, al primo piano, resta il parquet della Sala Bianca.

La configurazione del corpo scala rivela l'influenza della tradizione architettonica veneta del XVII secolo. Il loggiato che si affaccia sul giardino ha il livello inferiore chiuso da una parete compatta, mentre al livello superiore si apre una loggia scandita da colonne ioniche.

Il giardino e il tempietto

Il giardino, risalente al 1740 e tradizionalmente attribuito a Pacassi, era costruito sul modello del giardino all'italiana, con aiuole di forme geometriche; la prima documentazione, dalla mappa del catasto austriaco, è del 1818. Nell'Ottocento fu sistemato all'inglese, con una collinetta artificiale sovrastata da un belvedere: scomparvero le aiuole geometriche per fare spazio a sentieri curvi fra prati e boschetti irregolari.

Del belvedere rimane solo il tempietto con colonne doriche nell'aiuola circolare in mezzo alla corte d'onore: insieme ad alcune sculture lapidee, fra cui la Diana cacciatrice e il Fauno, è l'elemento decorativo centrale del giardino. Dall'Ottocento spicca la sequoia donata dal feldmaresciallo Gyulai, e qui le coppie di sposi vengono spesso a celebrare le proprie nozze.

Domande frequenti

Chi ha progettato Palazzo Attems Santa Croce?

Palazzo Attems Santa Croce fu realizzato nel 1740 su disegno dell'architetto goriziano Nicolò Pacassi, all'epoca ventiquattrenne: fu il suo primo grande progetto per la famiglia Attems.

Da quando Palazzo Attems Santa Croce è il municipio di Gorizia?

Il Consiglio comunale deliberò l'acquisto nel dicembre del 1907; il passaggio formale avvenne il 17 marzo 1908 e gli uffici amministrativi vennero subito spostati nel palazzo.

Che cosa c'è nel giardino di Palazzo Attems Santa Croce?

Nel giardino del municipio c'è il tempietto neoclassico con colonne doriche, unico resto del belvedere ottocentesco, con le sculture della Diana cacciatrice e del Fauno, e una sequoia donata dal feldmaresciallo Gyulai.