Il Museo Sveviano è il centro di documentazione e di studio sulla vita e le opere di Italo Svevo, pseudonimo dell'industriale triestino Ettore Schmitz. Nato dal fondo donato dalla figlia Letizia, dal 2024 fa parte del LETS, il museo della letteratura di Trieste a Palazzo Biserini.
Un fondo sopravvissuto alla guerra
Il museo esiste grazie all'intuizione di Letizia Svevo Fonda Savio, che alla morte del padre donò al Comune di Trieste il fondo familiare. Sono libri, documenti, arredi e oggetti scampati al bombardamento di Villa Veneziani, la casa della famiglia della moglie Livia, dove Svevo aveva vissuto e dove sorgeva la fabbrica di vernici dei Veneziani.
Per anni il museo è stato ospitato a Palazzo Biserini, presso la Biblioteca civica, e poi in via Madonna del Mare, insieme agli altri musei letterari del Comune.
Il violino, la penna e la libreria ES
Fra gli oggetti più significativi c'è la libreria di Svevo, incisa con il monogramma ES e con una scelta dei suoi volumi originali, davanti alla quale lo scrittore amava farsi fotografare. Accanto ci sono la penna d'oro, il violino su cui si esercitava, lo strumento che amava tanto, e una serie di fotografie di famiglia che mostrano il volto più privato dell'autore.

Il fondo conserva anche manoscritti e lettere. Fra i corrispondenti di Svevo ci sono James Joyce, che gli diede lezioni d'inglese, Eugenio Montale e Giuseppe Prezzolini, e c'è l'epistolario con la moglie Livia.
Il salotto di casa Svevo al LETS
Il 12 settembre 2024 il Comune ha inaugurato il LETS – Letteratura Trieste, nell'antico Palazzo Biserini di piazza Hortis, già sede della Biblioteca civica che Svevo frequentò a lungo. Il nuovo museo nasce dall'unione del Museo Sveviano e del Museo Joyce, completamente riallestiti, a cui si è aggiunto un nuovo museo dedicato a Umberto Saba.
Il nuovo Museo Svevo è pensato come il salotto di casa Svevo: nell'intimità di quella stanza si può ascoltare la voce del violino di Ettore Schmitz e vedere dipinti e disegni di Umberto Veruda, il pittore triestino suo amico fraterno, grazie alla collaborazione con il Museo Revoltella.
Il resto del LETS
Prima di arrivare a Svevo si attraversano l'Edicola della Storia, con un chiosco di giornali al centro, e la Libreria degli Scrittori, la sala principale, dedicata alle autrici e agli autori nati o vissuti a Trieste, da Scipio Slataper a Claudio Magris, da Susanna Tamaro a Boris Pahor. Fra i cimeli c'è il primo libro letto da Magris, una copia de I misteri della Jungla nera di Salgari del 1938, donata da lui stesso. Il Cinematografo delle Storie racconta i libri con brevi book trailer; dopo il Museo Svevo vengono quello di Joyce e quello di Saba.
Domande frequenti
Dove si trova il Museo Sveviano di Trieste?
Dal 2024 le sue collezioni, riallestite, sono nel LETS – Letteratura Trieste, a Palazzo Biserini in piazza Hortis.
Che cosa si vede nel Museo Sveviano?
La libreria di Svevo con il monogramma ES e i volumi originali, la penna d'oro, il violino, le fotografie di famiglia e dipinti dell'amico Umberto Veruda.
Chi ha donato le carte di Italo Svevo al Comune di Trieste?
La figlia Letizia Svevo Fonda Savio, che alla morte del padre donò al Comune il fondo familiare scampato al bombardamento di Villa Veneziani.