🏛️ Arte & Cultura · 4 min di lettura

L'Antiquarium di Camporosso: il Mitreo della dogana romana sulla sella della Valcanale e il busto in bronzo di Selene

L'Antiquarium di Camporosso, a Tarvisio, espone i reperti del Mitreo della stazione doganale romana: la nascita di Mitra, Cautopates e il busto di Selene.

L'Antiquarium di Camporosso, frazione di Tarvisio, si trova nella sede della ex Latteria: un piccolo museo per esporre i reperti più importanti rinvenuti nella zona, a cominciare da quelli del Mitreo legato alla stazione doganale romana. Fu inaugurato il 6 luglio 2013.

Una dogana sulla via per il Norico

La strada romana che partiva da Aquileia risaliva la Valcanale, passava la sella di Camporosso e arrivava a Virunum, allo Zollfeld, una delle città principali del Norico, nell'attuale Carinzia. Lungo il tragitto si pagava il dazio, e il primo posto di controllo in terra norica stava proprio a Camporosso: era la statio Bilachiniensis. Apparteneva al grande distretto doganale dell'Illirico, il Publicum Portorium Illyrici, nato attorno al 10 d.C. e allargato verso la metà del II secolo d.C. a tutte le Alpi orientali.

Nei pressi della stazione si sviluppò un abitato che ebbe un ruolo importante almeno fino alla tarda età imperiale. Nel 1910, lungo la via principale del paese, venne rinvenuto il sarcofago di una bambina dell'epoca di Settimio Severo, esposto nel museo di Villaco: il padre Ermianus era stato schiavo imperiale e scrutator stationis bilachiniensis, cioè controllava la merce e il pagamento del dazio.

Il Mitreo di via del Molino

Verso la fine degli anni Settanta, in via del Molino, vennero fuori per caso pezzi di iscrizioni e di sculture dedicate a Mitra, il dio della luce venuto dal mondo indoiranico. Nell'estate del 1982 Marisa Rigoni, della Soprintendenza Archeologica, guidò lo scavo che riportò alla luce parte di due stanze del santuario: una lunga e stretta, in direzione più o meno nord-sud, esplorata per 10 metri, e un'altra accanto, dove la base di un altare era rimasta al suo posto. I muri erano di sassi di fiume legati con la malta, e i pavimenti in parte di malta e in parte di assi di legno.

Oltre a numerosi manufatti di marmo, lo scavo restituì frammenti di recipienti in ceramica e in vetro, intonaci, ossi di animali interpretabili come resti di pasto, una paletta in ferro per il fuoco, il busto in bronzo di Luna/Selene e un gruppo di 32 monete databili fra il 270 circa e la fine del IV secolo d.C. Quello di Mitra era un culto riservato agli iniziati: univa il cielo e gli astri a virtù come la disciplina e l'aiuto reciproco, e per questo piaceva soprattutto a chi serviva lo Stato, soldati, doganieri, funzionari dell'Impero.

L'Antiquarium di Camporosso: il Mitreo della dogana romana sulla sella della Valcanale e il busto in bronzo di Selene - Arte & Cultura in Friuli Venezia Giulia

L'Antiquarium nella ex latteria

L'idea di un museo in paese nacque subito dopo gli scavi, ma diventò possibile solo quando la Soprintendenza, dal 2000, cominciò a restaurare e schedare buona parte dei reperti. L'Antiquarium, inaugurato il 6 luglio 2013, nasce dal progetto scientifico dell'archeologo Paolo Casari, con la direzione scientifica di Serena Vitri della Soprintendenza per i Beni Archeologici del FVG, ed è limitato a due sale. Vi è esposta una scelta degli oggetti del Mitreo, fra il II e il IV secolo d.C., presentati in modo da farsi capire anche da chi non è del mestiere.

Nella prima sala c'è l'altare funerario che Iulia Aquilina fece fare per la madre, Iulia Calliopena, morta a 70 anni, trovato nel 1972: sul lato sinistro una figura femminile regge uno specchio e una brocca, sul destro un servo svolge un volumen.

Mitra, Cautopates e le iscrizioni dei doganieri

Fra le sculture spiccano la pietra con la scritta che mostra la nascita di Mitra dalla roccia, la petra genetrix, un momento centrale per i fedeli del dio, offerta da uno schiavo imperiale chiamato Eutyches; e la statuetta di Cautopates, rimessa insieme solo in parte, che tiene uno scorpione nella mano sinistra ed è l'immagine del Sole che tramonta e dell'equinozio d'autunno. Una vetrina raccoglie i materiali di piccole dimensioni: una fibula, un frammento di lucerna, recipienti in ceramica e vetro.

Molte iscrizioni raccontano come funzionava la dogana e come cambiò nel tempo. In una, due schiavi, l'amministratore (vilicus) Telesphorus e il controllore (contrascriptor) Amandus, nominano il loro padrone, C. Antonius Rufus: un grande appaltatore privato del dazio, attivo attorno alla metà del II secolo d.C., il cui nome compare anche ad Aquileia e in altri posti di dogana dell'Illirico. Al periodo successivo al passaggio all'esazione diretta da parte dello Stato, negli ultimi decenni del II secolo d.C. sotto Marco Aurelio e Commodo, appartengono le due iscrizioni sul restauro del tempio di Mitra finanziato dallo schiavo imperiale Thallus.

Domande frequenti

Che cosa si vede all'Antiquarium di Camporosso?

All'Antiquarium di Camporosso si vedono i reperti del Mitreo: il monumento con la nascita di Mitra dalla pietra, la statuetta di Cautopates, il busto in bronzo di Selene, le monete e le iscrizioni della stazione doganale.

Che cos'era la statio Bilachiniensis?

La statio Bilachiniensis era la stazione doganale romana di Camporosso, sulla via fra Aquileia e Virunum, nella circoscrizione doganale dell'Illirico.

Quando è stato aperto l'Antiquarium di Camporosso?

L'Antiquarium di Camporosso è stato inaugurato il 6 luglio 2013 nella ex latteria del paese, dopo il restauro dei reperti del Mitreo scavato nel 1982.