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Museo Rurale Fornese: la Casina di Vic, l'ex latteria di Vico a Forni di Sopra

Il Museo Rurale Fornese di Forni di Sopra occupa l'ex latteria sociale di Vico: slitte, ciàspas, la cucina col focolare e le caldaie di rame da 16 quintali.

Il Museo Rurale Fornese si trova a Forni di Sopra, nella Casina di Vic, l'ex latteria sociale di Vico. Il museo, inaugurato nel 2011 e allestito da volontari, racconta la vita rurale dell'alta Val Tagliamento: trasporti invernali, vita in casa, lavoro nei prati e nelle stalle, latte, canapa e lino.

La latteria sociale di Vico

A 907 metri, nell'angolo più alto e più a ovest dell'alta Val Tagliamento, Forni di Sopra ha un capoluogo diviso in due frazioni: Vico, la maggiore, con il municipio, e Cella, con la parrocchiale. Che qui ci fossero i Romani è sicuro: lo dicono le monete trovate scavando in vari punti, e lo dice il nome stesso di Vico, dal latino vicus.

Ogni inverno i Tessitori dei «Forni Savorgnani» passavano la Mauria e si spargevano per l'Europa; d'estate tornavano a casa a raccogliere la materia del loro mestiere, lino e canapa, a cui poi si aggiungeva la lana. Tramontata quell'emigrazione nell'Ottocento, le famiglie allargate vivevano a diretto contatto con fienili e stalle, e dal rapporto con la mucca nacquero malghe e latterie sociali. Monsignor Fortunato De Santa, nato a Forni di Sopra il 9 agosto 1862 da una famiglia della frazione di Vico, nella sua cronistoria dei Forni Savorgnani contava fra le ragioni del miglioramento del paese l'istituzione di quattro floride latterie sociali.

Quella di Vico la costruirono nel 1895 gli stessi fornesi, lavorando senza paga, e fece formaggio fino agli anni dopo il terremoto: chiuse negli anni Ottanta. È un edificio grande, in mezzo al paese; dal lato nord ci sono l'ufficio postale e la sezione del Club Alpino Italiano di Forni di Sopra.

Il museo dei volontari fornesi

Il museo ha aperto nel 2011, nelle stanze restaurate della Casina di Vic. Lo hanno messo in piedi tanti volontari guidati da Alfio Anziutti, con Aurelia Cella, Annaluigia Anziutti, Elvia Schiaulini e Renzo Antoniacomi, e gli oggetti li hanno regalati le famiglie del paese. Chi l'ha allestito ha scelto di rappresentare la durezza del vivere quotidiano di una comunità di montagna, nei suoi vari comparti agricoli e zootecnici, con un angolo dedicato alle fibre tessili per rendere omaggio alla tradizione della tessitura fornese.

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All'edificio è stata regalata anche una giovenca: una mucca di legno scolpita in un grosso tronco di abete, di cui Alfio Anziutti, presidente della Casina di Vic, ha raccontato la storia il giorno in cui è stata consegnata. Il rocchio aveva un diametro di oltre un metro e cinquanta, donato da Giampiero Antoniacomi «Duru» e lavorato da Oscar Puschiasis «Coleto», tutto con il lavoro gratuito dei volontari. Ricorda l'origine del fabbricato, un tempo latteria, e la tradizione del volontariato gratuito per la collettività.

Il museo fa parte della rete museale CarniaMusei, e la vecchia latteria compare nella Mappa Parlante della Carnia e dei suoi Musei, illustrata dall'artista carnico Adriano Fruch per la Fondazione Radio Magica. Il Parco naturale delle Dolomiti Friulane lo elenca fra i suoi musei ed ecomusei, accanto al museo etnografico «Il filo dei ricordi», allestito a Cella nella sala congressi chiamata «Ciasa dai Forness».

Slitte, ciàspas e sci nel corridoio d'inverno

La visita comincia nel corridoio d'entrata al piano terra, sul lato sud, con una scena invernale di slitte che scendono cariche dalla montagna. Fra loro ci sono gli slidons, le grandi slitte da carico con cui si portavano a valle il legname e il fieno. Sono affiancate da vari manufatti, sempre legati al periodo invernale, come pale, slittini e «ciàspas», e poi i diversi tipi di ramponi, di calzature e di sci. La neve chiude le strade e apre altri transiti, e permette l'uso di altri mezzi di trasporto.

Il corridoio finisce davanti alla sede degli Alpini di Forni di Sopra. A destra si apre la butiega dal marangon, la bottega del falegname, con gli attrezzi di un mestiere vecchio di secoli.

Cucina, focolare e sala del latte

Nella stanza dopo si entra in una cucina di famiglia: vicino al fogolâr, il focolare, siedono il vecchio capofamiglia e la nonna con il nipote.

Si passa poi nella grande sala di lavorazione del latte della vecchia latteria, dove stanno le caldaie di rame da 14 e 16 quintali, circondate da attrezzature originali e spesso misteriose, fra cui stampi in legno e zangole. Sui muri, grandi fotografie di una volta raccontano come si viveva, si lavorava e si stava insieme nella valle.

Fieno, campi e fibre tessili

L'ultima stanza è per i lavori della terra: una distesa di attrezzi per fare il fieno, raccogliere le foglie, faticare nei campi, di cui si vedono anche alcuni raccolti, e badare a stalle e fienili.

Le fibre tessili hanno il loro angolo, con i telai a mano e gli strumenti per la cardatura e la filatura della canapa e del lino.

Domande frequenti

Dove si trova il Museo Rurale Fornese?

Il Museo Rurale Fornese si trova a Forni di Sopra, in provincia di Udine, nella frazione di Vico, dentro la Casina di Vic, l'ex latteria sociale del paese.

Che cosa si vede nel Museo Rurale Fornese?

Il Museo Rurale Fornese espone slitte, ciàspas e sci, la bottega di un falegname, una cucina con il focolare, le caldaie di rame da 14 e 16 quintali e gli attrezzi per il fieno, la canapa e il lino.

Che cos'era la Casina di Vic?

La Casina di Vic era la latteria sociale di Vico, costruita alla fine dell'Ottocento con il lavoro gratuito dei fornesi e dismessa negli anni Ottanta.