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Il Museo della Tradizione Mineraria di Cave del Predil: la miniera di Raibl, l'occupazione dei pozzi del 1991 e la frana del 1910

Il Museo della Tradizione Mineraria di Cave del Predil, a Tarvisio: la miniera di piombo e zinco di Raibl dal 1320 al 1991, i minatori e la frana del 1910.

Il Museo della Tradizione Mineraria, a Cave del Predil, frazione di Tarvisio a 900 metri, è un archivio materiale allestito negli ex uffici della direzione dell'impianto. Documenta sette secoli di estrazione di blenda (zinco) e galena (piombo) e fa parte dei Musei Tarvisio con il parco geominerario.

Un paese nato dalla miniera

Cave del Predil, in tedesco Raibl, in sloveno Rabelj e in friulano Rabil, sorge nella Val del Rio del Lago, circondata dal Monte Re, dal Monte Cinque Punte e dalla Cima del Lago. Senza le miniere di piombo e zinco del Monte Re, chiuse nel 1991, il paese non esisterebbe, e da esse viene anche il suo nome italiano. I primi riscontri storiografici sullo sfruttamento del giacimento ai piedi del Monte Re risalgono agli inizi del XIV secolo: nel 1320 il duca Federico il Bello autorizzò a estrarre un gruppo di minatori della zona di Tarvisio. Nel 1456, il Vescovo di Bamberga formalizzò il diritto di scavo concedendolo a Osvaldo Raibl, un possidente locale.

I Rechbach tennero la miniera per secoli, finché nel 1759 l'intero polo estrattivo fu incamerato nei domini degli Asburgo. Nel 1835 le paghe tagliate più volte spinsero i minatori allo sciopero, che finì con 120 licenziamenti. Con la prima centrale idroelettrica, del 1890, le case del villaggio ebbero la luce elettrica fra le prime in assoluto.

Il museo negli uffici della direzione

Il museo ripercorre la storia della miniera nel palazzo che un tempo ospitava gli uffici della direzione, e che accoglieva anche gli spazi ricreativi delle maestranze. La visita parla della valle e dei suoi monti, e attraverso fatti e ricordi racconta la fatica dei minatori e la storia della miniera, di qua e di là del confine sloveno, fino alla battaglia per non farla chiudere.

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L'esposizione procede con fotografie d'epoca e planimetrie dei livelli sotterranei, la cui estensione superava i 120 chilometri. Si vedono da vicino l'evoluzione degli esplosivi, i primi martelli pneumatici e i vagonetti per il minerale grezzo, e modellini in scala spiegano i sistemi di ventilazione, il pompaggio delle acque e l'armatura delle gallerie.

La galleria di Bretto e la frana del 1910

Nel 1898 iniziò la costruzione della galleria di Bretto, per drenare le acque dei livelli più profondi: lunga 4844 metri, fu inaugurata nel 1905. Una sezione specifica dell'allestimento si concentra sulle criticità geologiche e umane del sito, con la cronaca dell'8 gennaio 1910. I minatori si erano spinti anche sotto il villaggio: una parete si spaccò, l'acqua del lago sovrastante penetrò nella miniera, e verso le ore 13 l'ospedale del paese venne inghiottito nel sottosuolo, sprofondando per oltre 150 metri.

Morirono in sette: il medico con la moglie e il figlio, una cuoca, una cameriera, un anziano capoposto dei gendarmi e sua moglie. Nel 1914 il paese li ricordò con un monumento. Nel 1917 la galleria di Bretto diventò una linea ferroviaria, e nelle settimane prima della battaglia di Caporetto gli austro-ungarici vi fecero passare 270.000 militari con 22.000 treni.

Dalla Società delle Miniere alla chiusura del 1991

Nel 1919, con il trattato di Saint-Germain, la miniera passò all'amministrazione italiana e divenne proprietà dello Stato, data in gestione alla Società Anonima Miniere Cave del Predil. Il paese aveva alloggi per gli operai, un cinema-teatro, spacci e l'ospedale; nel 1953 iniziò una crisi da cui la miniera non riuscì a riemergere, e nel 1965 la Regione ne divenne proprietaria. Nel 1968 gli abitanti erano 2100.

Per diciassette giorni consecutivi, nel 1991, i minatori di Cave del Predil occuparono i pozzi sotterranei, ma il 30 giugno la miniera venne chiusa. Da quella vertenza nacque il recupero dell'area: la miniera è diventata il Parco internazionale geominerario di Raibl, visitabile con un trenino elettrico, e accanto al museo minerario c'è il Museo storico militare «Alpi Giulie». All'inizio del percorso verso la miniera sta il monumento Ai Minatori di Raibl del 1948, con il bronzo Il minatore di Piero Brolis.

Domande frequenti

Dove si trova il Museo della Tradizione Mineraria?

Il museo si trova a Cave del Predil, situato a circa 900 metri di altitudine nelle Alpi Giulie, negli ex uffici della direzione della miniera di Raibl, frazione di Tarvisio.

Quando ha chiuso la miniera di Cave del Predil?

La miniera di piombo e zinco di Cave del Predil fu chiusa il 30 giugno 1991, dopo che i minatori avevano occupato i pozzi sotterranei.

Che cosa accadde a Cave del Predil nel 1910?

L'8 gennaio 1910 una parete della miniera si spaccò sotto il villaggio, e verso le ore 13 l'ospedale del paese venne inghiottito nel sottosuolo: morirono sette persone.