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Il Museo della Moda e delle Arti Applicate di Gorizia: il torcitoio da seta del Settecento, gli abiti della Belle Époque e il tesoro delle Orsoline

Il Museo della Moda di Gorizia in Borgo Castello: il torcitoio da seta del Settecento, gli abiti fino agli anni Venti, i merletti e le Orsoline.

Il Museo della Moda e delle Arti Applicate è uno dei Musei Provinciali di Borgo Castello, a Gorizia, accanto al Museo della Grande Guerra. Nato nel 1999, ha l'esposizione permanente nelle case Dornberg e Tasso, e dal 2014 anche in Casa Formentini.

Le case Dornberg e Tasso

Nel Cinquecento Simone Tasso, morto nel 1562, acquistò un fondo in Borgo Castello per la sua residenza, e Vito Dornberg fece costruire la sua casa attigua a quella di Tasso. Più tardi le case furono acquistate da Giovanni Contavalle, fondatore dell'Istituto delle Orfanelle, e nel 1874, per volere della contessa Matilde Coronini, fu costruita una chiesetta al servizio dell'orfanotrofio Contavalle.

Dopo la dismissione del 1969, all'inizio degli anni Ottanta del Novecento l'amministrazione acquistò il complesso, restaurato tra il 1984 e il 1989. Casa Dornberg si sviluppa su quattro piani, con due ingressi ad arco, bifore sui tre piani superiori e un balconcino retto da tre mensoloni di pietra; nel seminterrato c'è un antico forno in pietra.

La seta goriziana e il torcitoio

Il nucleo originario delle raccolte fu costituito all'inizio del Novecento da Giovanni Cossàr, e il museo è nato dalle collezioni tessili e di arti applicate dei Musei Provinciali. La sezione iniziale è dedicata alla produzione, lavorazione e tessitura della seta, attività che nel Goriziano ebbe grande importanza soprattutto nel Settecento, con l'impulso degli imperatori Maria Teresa e Giuseppe II: si realizzavano taffetas, gros de Tours e damaschi.

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Il pezzo più rilevante è il monumentale torcitoio circolare da seta, risalente alla metà del XVIII secolo, considerato il più antico del genere e perfettamente funzionante; accanto c'è l'orditoio a pioli, dove i fili venivano preparati prima del telaio.

Dal Settecento alla Belle Époque

Il percorso fra le case Dornberg, Tasso e Formentini è curato da Raffaella Sgubin. La parte centrale espone la moda europea, dagli abiti andrienne e dai completi maschili settecenteschi agli abiti in linea Impero, fino alle crinoline di metà Ottocento; il periodo più rappresentato è quello tra il 1890 e la prima guerra mondiale, con l'eleganza della Belle Époque mitteleuropea. Gli esemplari provengono da Gorizia e Trieste, ma i capi sono stati confezionati a Vienna, Parigi, Praga e Budapest.

Due abiti degli anni Venti appartennero a Margaret Stonborough Wittgenstein, sorella del filosofo Ludwig e ritratta da Gustav Klimt nel 1905; uno è della maison Callot Soeurs. Il percorso si chiude con il parasole degli anni Venti, e nelle altre sale ci sono le botteghe del calzolaio e del cappellaio, la sartoria ricostruita, i gioielli, i vetri e le ceramiche.

Il patrimonio delle Orsoline

L'ultima sezione è dedicata al patrimonio del Monastero di Sant'Orsola, attivo a Gorizia dal 1672: l'arte del merletto fu introdotta in città proprio quell'anno da due madri Orsoline. La tradizione delle monache riporta per il parato più spettacolare del monastero, dedicato a Sant'Orsola, la provenienza del ricamo da un manto dell'imperatrice Maria Teresa; dalla Fondazione Palazzo Coronini Cronberg viene il prestito del Pizzo Coronini.

Domande frequenti

Dove si trova il Museo della Moda di Gorizia?

Il Museo della Moda e delle Arti Applicate si trova in Borgo Castello a Gorizia, nelle case Dornberg, Tasso e Formentini dei Musei Provinciali, sopra il Museo della Grande Guerra.

Che cos'è il torcitoio del Museo della Moda di Gorizia?

È un torcitoio circolare da seta della metà del Settecento, azionato a mano e ancora funzionante: ricorda la produzione della seta, che nel Goriziano fiorì nel Settecento.

Che abiti si vedono al Museo della Moda di Gorizia?

Si vedono abiti dal Settecento agli anni Venti del Novecento, soprattutto della Belle Époque mitteleuropea, fra cui due abiti di Margaret Stonborough Wittgenstein.