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Il Museo Archeologico Nazionale di Cividale del Friuli: Forum Iulii romana, le necropoli longobarde, la tomba di Gisulfo e gli aurei nel palazzo dei Provveditori

Il Museo Archeologico Nazionale di Cividale del Friuli, fondato nel 1817: il lapidario di Forum Iulii, le necropoli longobarde, la tomba di Gisulfo e gli aurei.

Il Museo Archeologico Nazionale di Cividale del Friuli, fondato nel 1817, ha sede dal 1990 nel Palazzo dei Provveditori Veneti. Al piano terra il lapidario racconta la città romana di Forum Iulii e quella medievale; al piano nobile stanno le necropoli longobarde, con la sepoltura di Gisulfo.

Dal canonico della Torre al palazzo di Palladio

Il museo nacque con Imperial Regio Decreto nel 1817, per iniziativa del canonico Michele della Torre e Valsassina, grazie ai finanziamenti dell'imperatore Francesco I. L'obiettivo era dimostrare con l'archeologia che il municipium di Forum Iulii, citato da numerose fonti antiche, era Cividale e non il centro carnico di Zuglio. In quasi dieci anni di campagne, dal 1817 al 1826, furono individuate grandi aree cimiteriali longobarde, fra cui il sepolcreto di Cella, scoperto tra il 1820 e il 1821, la prima necropoli longobarda scavata in Italia.

La collezione crebbe per tutto l'Ottocento, e fra i suoi direttori ci fu anche il musicista Jacopo Tomadini, dal 1877 al 1883. A partire dal 1889 passò nelle sale di Palazzo de Nordis, dove Alvise Zorzi raccolse l'archivio e la biblioteca del Capitolo di Cividale. Il terremoto del 15 settembre 1976 chiuse il museo, e la collezione fu spostata nel Castello di Miramare a Trieste; e nel 1990 la collezione si trasferì nel Palazzo dei Provveditori Veneti, costruito su progetto iniziale di Andrea Palladio tra il 1565 e il 1615, con la mostra «I Longobardi». Sotto terra restano le rovine del Palazzo dei Patriarchi, abbattuto per far posto a quello dei Provveditori.

Il lapidario di Forum Iulii

Il piano terra racconta la città con le pietre, dal municipium di Forum Iulii alla Civitas Austriae, residenza stabile del patriarca fino al 1238, fino alla dominazione veneziana. I documenti epigrafici dicono che Forum Iulii fu municipium dagli anni Quaranta del I secolo a.C.; le strutture scavate dall'inizio dell'Ottocento sono soprattutto abitazioni private, con pavimenti a mosaico per lo più della prima età imperiale. Bronzetti, iscrizioni e il thesaurus sono riferibili al culto di Ercole, e altre iscrizioni ricordano edifici sacri per la Fortuna Augusta e per Giove. Un percorso dedicato alla città romana espone anche i materiali della necropoli di Borgo di Ponte, del I secolo d.C., trovata al di là del Ponte del Diavolo.

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La seconda sezione raccoglie capitelli, colonnine, plutei e pilastrini dei luoghi di culto cividalesi tra VI e IX secolo, in fasi precise: la rinascenza liutprandea e l'età di Callisto (712-756), l'età di Sigualdo (756-787) e l'età carolingia. Seguono le pàtere e le formelle «veneto-bizantine» dei palazzi medievali, fra l'XI e il XIV secolo, le lastre tombali del cimitero ebraico scavato nella zona detta Giudaica e la collezione di Pietro Cernazai (1804-1858), con lastre funerarie di colombario da Roma e materiali dall'area dalmatica, da Issa, Salona e Iader, giunta al museo dopo l'asta del 1900.

Le necropoli longobarde e Gisulfo

Il piano nobile è dedicato all'archeologia funeraria longobarda: nelle sale 1-7 si segue per quasi due secoli, dall'arrivo nel 568 a Forum Iulii, capitale del primo ducato d'Italia, l'evoluzione dei costumi funerari e dell'artigianato. Le necropoli individuate attorno alla città sono cinque, Cella/San Giovanni, San Mauro, Gallo, Santo Stefano e Piazza della Resistenza, per ben oltre 500 tombe: guerrieri con spatha, scramasax, lancia e scudo, dame con fibule, ciondoli in cristallo di rocca e collane in pasta vitrea.

Nel salone centrale, con l'allestimento inaugurato nel 2012, è stato ricreato un settore della necropoli sulla collina di San Mauro, scavata dal 1994 al 1998: i corredi di dieci sepolture stanno sulle sagome nella posizione di rinvenimento. Fra i reperti più preziosi ci sono la tomba di Gisulfo, unica sepoltura «principesca» pervenuta integra in Italia, con la sua crocetta in lamina d'oro, la pace del duca Orso e la croce astile da Invillino.

Gli aurei longobardi e i bronzi di Zuglio

Il museo custodisce anche 56 monete auree longobarde, acquistate dalla Cassa di Risparmio delle Provincie di Udine e Pordenone e lasciate in comodato: una collezione seconda solo a quella del British Museum. Dal foro romano di Iulium Carnicum, l'odierna Zuglio, vengono i bronzi arrivati già all'inizio dell'Ottocento, e poi nel 1939, dopo gli scavi del 1937-1938; ricomposti e restaurati, furono riesposti nel 1994: le iscrizioni per le statue di Gaio Bebio Attico, che ebbe importanti incarichi sotto Claudio, un clipeo bronzeo con figura di togato e il ritratto di un personaggio illustre di Iulium Carnicum.

Domande frequenti

Dove si trova il Museo Archeologico di Cividale?

Il Museo Archeologico Nazionale di Cividale del Friuli ha sede dal 1990 nel Palazzo dei Provveditori Veneti, in piazza del Duomo, costruito su progetto iniziale di Andrea Palladio.

Che cosa si vede nel Museo Archeologico di Cividale?

Al piano terra il lapidario romano e medievale di Forum Iulii, al piano nobile le necropoli longobarde con la tomba di Gisulfo, la ricostruzione della necropoli di San Mauro, gli aurei longobardi e i bronzi di Zuglio.

Chi ha fondato il Museo Archeologico di Cividale?

Il museo fu fondato nel 1817 dal canonico Michele della Torre e Valsassina, con il finanziamento dell'imperatore Francesco I, per dimostrare che Cividale era l'antica Forum Iulii.