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Il Monastero di Santa Maria in Valle a Cividale: dalla Gastaldaga longobarda alle suore Orsoline

Il Monastero di Santa Maria in Valle a Cividale del Friuli sorge sulla Gastaldaga longobarda: monache benedettine fino al 1810, poi suore Orsoline fino al 1999.

Il Monastero di Santa Maria in Valle è un complesso monastico femminile di Cividale del Friuli, in provincia di Udine, sorto nell'VIII secolo sull'area della Gastaldaga longobarda. Il monastero fu abitato dalle monache benedettine e poi dalle suore Orsoline fino al 1999, e racchiude il chiostro e il Tempietto Longobardo.

La Gastaldaga sopra il Natisone

Il monastero sorge nel perimetro orientale della città, nel Borgo Brossana, a ridosso della sponda destra del Natisone e della cinta muraria romana, nei pressi di Porta Brossana. Il luogo, nella località chiamata «Valle», è uno sperone roccioso che scende a precipizio sul fiume Natisone. L'area, chiusa da alte mura e protetta dallo scoscendimento, era collegata alla porta che si apriva a est, e per questo aveva una grande importanza strategica.

Sotto i Longobardi l'area di Valle rientrava nella Gastaldaga, il territorio amministrato dal gastaldo regio, cioè dal funzionario che rappresentava il re longobardo nel ducato. Gli Avari avevano distrutto la città nel 610; dopo, i Longobardi alzarono una nuova fortificazione e vi posero la sede che rappresentava il governo del re, il quale risiedeva a Pavia. Gli scavi della zona hanno portato alla luce murature tardoromane e paleocristiane, coperte più tardi da edifici dell'alto Medioevo.

Nell'VIII secolo, all'interno della Gastaldaga, sorse la cappella palatina della corte del re: la vollero con ogni probabilità Astolfo, duca del Friuli fra il 744 e il 749 e poi re dei Longobardi fino al 756, e la moglie Giseltrude. È quello che tutti chiamano Tempietto Longobardo; più tardi le monache ne fecero il loro oratorio, dentro il monastero, finché non passò al Comune di Cividale del Friuli.

Piltrude, Salt e le prime monache

Verso la fine dell'VIII secolo, accanto all'antica chiesa di San Giovanni Battista, fu eretto un monastero femminile dove si ritiravano le giovani nobildonne longobarde: da quel convento prese vita il Monastero di Santa Maria in Valle. La tradizione ne attribuisce la fondazione a Piltrude, prima badessa del monastero di Salt, nel territorio di Povoletto, e madre dei tre nobili longobardi che lo avevano fondato. Un'altra tradizione assegna l'iniziativa a una regina: Tassia, moglie di Ratchis, o Giseltrude, moglie di Astolfo.

Il monastero crebbe quando dal vicino cenobio di Salt vi si trasferì una comunità di monache benedettine, che portò a Cividale il culto di Piltrude. Con un diploma dell'anno 830 gli imperatori carolingi Lotario e Lodovico II diedero al patriarca di Aquileia la giurisdizione sul monastero di Santa Maria in Valle. A cavallo tra il IX e il X secolo il cenobio accorpò anche il Tempietto, che fino ad allora dipendeva dalla Gastaldaga e che assunse la nuova denominazione mariana.

Badesse, reliquie e terremoti

Le figure di stucco rimaste nella cappella sono sei, ma in origine dovevano essere dodici: le altre, sistemate a gruppi di tre sulle pareti vicine, crollarono forse per un terremoto, fra il 1222 e l'anno seguente. A partire dal 1242 la badessa Gisla de Pertica riuscì a far rifare il tetto e le volte. Nello stesso 1242 fu rinvenuta una cassa «multum antiqua et modo extraneo fabricata» che conteneva reliquie, come attesta un documento del 1533, l'Inventio reliquiarum. I resti di Piltrude furono messi in relazione con le reliquie individuate nel XIII secolo durante alcuni lavori di sistemazione del presbiterio, e quella scoperta rafforzò il legame fra il suo nome e la fondazione del monastero.

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Per le monache, la badessa Margherita della Torre fece aggiungere nell'oratorio una cantoria in legno, e tra il 1371 e il 1402 furono innalzati gli stalli lignei e sopraelevato il pavimento. I resti attribuiti a Piltrude stavano in origine in un sarcofago montato nel Medioevo con pezzi scultorei longobardi databili all'VIII secolo; furono poi spostati sotto l'altare, in una cassetta di legno che varie ricognizioni avevano già esaminato, l'ultima nel 1968.

Chiostro, chiesa e stanze della clausura

Il monastero ha subito molte aggiunte e restauri dovuti a invasioni e terremoti che lo hanno danneggiato anche in maniera grave, e la fisionomia che conserva prese forma a partire dal 1511 circa. Al piano terra l'organizzazione degli spazi ruota attorno alla stanza della Santissima Comunione e al perimetro dei chiostri. Al primo piano, nell'ala settentrionale, si apre il matroneo, uno spazio rialzato dal quale le religiose seguivano le funzioni senza entrare nella navata. Il coro delle monache, ridisegnato alla fine del Seicento, occupa il settore nord del complesso; al secondo piano ci sono due piccole cappelle con altare, dedicate alla Beata Vergine e al Sacro Cuore di Gesù.

La chiesa di San Giovanni Battista era il primitivo edificio sacro dei Longobardi; il suo aspetto è dovuto alla ricostruzione settecentesca. Quasi ai piedi dell'altare maggiore, a metà Settecento, furono rinvenute sepolture longobarde con ricco corredo, composto fra l'altro da una decina di crocette auree e da altri oggetti preziosi.

Oltre il portale, di fianco al refettorio, si apre il chiostro grande, dalla forma storta, simile a un trapezio scaleno; il portico, dipinto da Francesco Colussi nel 1795, ha archi a tutto sesto e volte a crociera che poggiano su colonnine tonde di pietra. Dal lato sud affiorano i muri più vecchi, che in parte racchiudono il Tempietto Longobardo. Il chiostro ha ospitato molte manifestazioni, tra cui alcuni spettacoli del Mittelfest e i Corsi Internazionali di Perfezionamento Musicale.

Soppressione, Orsoline ed educandato

Il patrimonio del monastero crebbe tra il Cinquecento e il Settecento grazie a lasciti testamentari. Con i decreti napoleonici del 1810 l'istituzione monastica venne formalmente soppressa e i beni furono incamerati dal demanio. Nel 1825 fecero ritorno le monache benedettine; poi subentrarono le suore Orsoline, venute da Gorizia, che istituirono l'educandato femminile e si occuparono della formazione di generazioni di collegiali e studentesse esterne fino alla fine del XX secolo. Per l'educandato un'area del monastero fu destinata all'istruzione, e il complesso cambiò in modo importante, mentre una parte del convento continuò a ospitare la clausura.

Nel 1891 le suore Orsoline donarono il Tempietto Longobardo al Comune di Cividale del Friuli, che lo aprì al pubblico nel 1893: i visitatori vi entravano da piazza San Biagio, lungo il passaggio pensile a strapiombo sul Natisone costruito in quell'occasione. Nel 1899 una raccolta di beni pervenne al Regio Museo dal soppresso monastero delle benedettine di Santa Maria in Valle, tra cui 15 manoscritti.

Nel corso del Novecento la comunità si ridusse a due sole religiose stabili, e nel 1999 l'attività religiosa del Monastero di Santa Maria in Valle terminò definitivamente. Dentro il monastero resta il piccolo vigneto che fu delle suore Orsoline, che vissero e gestirono le scuole nel complesso, con il panorama sul fiume.

Nel 2001 il Comune di Cividale acquistò il complesso del monastero per un progetto di valorizzazione dell'area, con l'obiettivo di iscriverla nella Lista del patrimonio mondiale dell'UNESCO, e con un nuovo sistema di accessi: nel 2008 il portone d'ingresso del monastero si aprì al pubblico che veniva a visitare la cappella palatina, attraverso spazi che per lungo tempo erano stati riservati esclusivamente alle suore. Parte del monastero, il chiostro e la Sala del Refettorio, è visitabile assieme al Tempietto Longobardo.

Domande frequenti

Dove si trova il Monastero di Santa Maria in Valle?

Il Monastero di Santa Maria in Valle si trova a Cividale del Friuli, nel Borgo Brossana, sulla sponda destra del fiume Natisone, nei pressi di Porta Brossana.

Chi ha fondato il Monastero di Santa Maria in Valle?

La tradizione attribuisce la fondazione a Piltrude, badessa del monastero di Salt; un'altra tradizione la attribuisce a Tassia o a Giseltrude. Il monastero fu eretto verso la fine dell'VIII secolo.

Si può visitare il Monastero di Santa Maria in Valle?

Il chiostro e la Sala del Refettorio del Monastero di Santa Maria in Valle si visitano insieme al Tempietto Longobardo, entrando dal portone aperto al pubblico nel 2008.