🏛️ Arte & Cultura · 6 min di lettura

La leggenda del Ponte del Diavolo di Cividale: il patto per un ponte in una notte, il masso nel grembiule della madre di Satana e l'animale che beffò il diavolo

La leggenda del Ponte del Diavolo di Cividale: il patto con Satana, il masso portato dalla madre nel grembiule e il cane, o il gatto, che beffò il diavolo.

Il Ponte del Diavolo di Cividale del Friuli deve il nome a un racconto popolare: per il loro ponte sul Natisone i cividalesi si sarebbero accordati con il diavolo, promettendogli l'anima del primo passante. Lui lo alzò in una notte, ma fu beffato con un animale.

Un cantiere che non finiva mai

Le due sponde erano unite, almeno dal Duecento, da un passaggio in legno, che le piene del fiume spazzavano via di continuo. La passerella fu sostituita dopo diversi tentativi inconcludenti dal manufatto in pietra progettato da Iacopo Dugaro da Bissone, che firmò il contratto con il Comune l'11 dicembre 1441; il cantiere partì nel 1442 e lo guidò lui fino alla morte, nel 1445, poi passò al suo collaboratore Erardo da Villaco. L'armatura venne smontata nel 1453, anche se il cantiere andò avanti quasi fino al Cinquecento.

La leggenda fu alimentata verosimilmente proprio dalle tormentate vicissitudini costruttive del manufatto. La gola del Natisone ha pareti calcaree strette e quasi verticali, e il ponte, alto 22,50 metri, poggia su un macigno naturale collocato nel letto del fiume, che rende disuguali le due arcate, di 22 e 19 metri.

Il patto e la notte del cantiere

Si racconta che un tempo i cividalesi si radunarono per decidere come gettare fra le due rive del Natisone un ponte di pietra che reggesse. Discussero a lungo senza cavarne niente, finché chiamarono il Diavolo: lui si disse pronto a costruirlo, a patto di avere l'anima di chi ci fosse passato per primo. L'assemblea accettò le condizioni del Diavolo che in una sola notte edificò la struttura; la notte del cantiere, secondo il racconto, fu segnata da un forte maltempo.

Ci mise mano anche la madre di Satana: portò nel grembiule un enorme sasso e lo lasciò cadere in mezzo alla corrente, ed è lì che si appoggia il pilone centrale. Un'altra variante, molto raccontata, vuole che il diavolo abbia solo dato una mano, sistemando di persona il grande masso al centro.

Il cane, il gatto o il maiale

All'alba il Diavolo venne a riscuotere. Secondo uno dei racconti, mentre in città ci si chiedeva chi dovesse pagare, da Borgo di Ponte arrivò di corsa un gruppo di bambini che rincorreva, gridando, un cagnolino spaventato: il cane passò per primo, e al Diavolo toccò la sua anima. In altre il primo a passare fu un animale spinto sul ponte apposta: le diverse versioni della leggenda parlano di animali diversi, cani, gatti e persino maiali, e nelle varianti cividalesi è un gatto. E c'è chi, allora, giurò di aver sentito salire dal fiume versi strani, come grugniti: era il Diavolo.

La leggenda del Ponte del Diavolo di Cividale: il patto per un ponte in una notte, il masso nel grembiule della madre di Satana e l'animale che beffò il diavolo - Arte & Cultura in Friuli Venezia Giulia

Imbrogliato, il Diavolo avrebbe voluto buttare giù il ponte, ma in certe versioni i cividalesi lo misero in fuga mostrandogli una croce. In un'altra versione le campane delle chiese di San Martino, San Domenico e del Duomo risuonarono insieme, e un esorcista asperse le pietre con acqua benedetta; in un'altra variante il diavolo, sconfitto, pietrificò l'animale per la rabbia.

Il racconto di Gigi Mosolo e il Pit de Madone

C'è poi un racconto più lungo, che Gigi Mosolo, fra i custodi della memoria di Cividale e per molti anni giornalista del Gazzettino, ha trascritto come l'aveva sentito da ragazzo, negli anni Cinquanta e Sessanta. Diretto a Cividale, il diavolo passò attraverso il monte Forato, vicino a Sella Nevea e al rifugio Gilberti, e ci lasciò il suo segno; sulla strada trovò tre angeli ribelli, che gli riferirono che in città serviva un ponte sul Natisone. Quando fece giorno si mise in attesa sulla sponda est, con il sacco spalancato per metterci dentro l'anima; ma l'arciprete del duomo era sceso di buon mattino a vedere i lavori e, soddisfatto, aveva benedetto l'opera con l'acqua santa.

Nello stesso racconto la Madonna poggiò il piede a terra una sola volta, in un luogo che da allora si chiama Pit de Madone, il piede della Madonna, e raggiunse per prima la sommità dove sorge il santuario di Castelmonte. Il diavolo, sopraffatto dalla vergogna, si rifugiò sul vicino monte Špik e sprofondò in una voragine.

Il contadino dei fagioli e la maledizione

Fra le raccolte di racconti popolari del Cividalese c'è anche una versione di sapore rurale, che lascia da parte il cane e il gatto. Qui furono i maggiorenti del clero a commissionare il ponte al diavolo, e al momento di pagare ricorsero a un inganno: un contadino, nutrito per tre giorni soltanto di legumi, fu fatto sedere all'ingresso del ponte, e il diavolo, venuto a prendere l'anima promessa, fu ricacciato in modo tutt'altro che nobile. Umiliato e senza il potere di abbattere il ponte, avrebbe lanciato una maledizione: «Ogni anno mi darete un'anima».

Il Buco del Diavolo e il ponte del 1918

In quasi tutte le versioni, cacciato dalla città, il Diavolo fuggì verso i rilievi orientali, inabissandosi in una cavità nei boschi alle spalle del Santuario di Castelmonte, che porta il nome di Buco del Diavolo. Il ponte e la sua storia hanno ispirato artisti e scrittori, fra cui Gabriele D'Annunzio. Il 27 ottobre 1917, durante la disfatta di Caporetto, il ponte fu fatto saltare dall'esercito italiano nel tentativo di rallentare l'avanzata del nemico.

Fu prontamente ricostruito nella stessa forma e inaugurato il 18 maggio 1918, mantenendo la struttura antica grazie ai rilievi eseguiti anni prima dall'ingegnere cividalese Ernesto de Paciani. Cent'anni dopo, nel 2017, il piano stradale e i parapetti sono stati coperti da un enorme dipinto anamorfico di 570 mq, «La voce dell'effimero apparente», che faceva vedere il ponte com'era subito dopo l'esplosione.

Domande frequenti

Perché si chiama Ponte del Diavolo?

Il Ponte del Diavolo di Cividale prende il nome da una leggenda popolare: i cividalesi avrebbero chiesto al diavolo di costruire il ponte in cambio dell'anima del primo che vi fosse passato, e lo beffarono facendovi passare un animale.

Chi ha portato il masso del Ponte del Diavolo?

Secondo la leggenda il grande masso su cui poggia il pilastro centrale fu portato nel suo grembiule dalla madre di Satana; secondo un'altra versione lo collocò il diavolo stesso.

Che cos'è il Pit de Madone?

Nel racconto raccolto da Gigi Mosolo è il luogo dove la Madonna poggiò il piede una sola volta prima di raggiungere la sommità di Castelmonte.

Chi ha costruito davvero il Ponte del Diavolo?

Il progetto in pietra fu di Iacopo Dugaro da Bissone, con contratto dell'11 dicembre 1441; dopo la sua morte, nel 1445, i lavori passarono a Erardo da Villaco, e nel 1453 fu tolta l'armatura.