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L'arte lignea carnica e la scuola di Domenico da Tolmezzo: le ancone di Zuglio e Invillino, i polittici di Antonio Tironi e gli affreschi di Gianfrancesco

Domenico da Tolmezzo e la scuola tolmezzina: l'ancona della pieve di San Pietro a Zuglio, i polittici di Antonio Tironi e gli affreschi di Gianfrancesco.

Fra la fine del Quattrocento e gli inizi del Cinquecento le pievi della Carnia commissionarono una vasta produzione di altari e ancone in legno policromo. Il suo principale esponente fu Domenico da Tolmezzo, capo della scuola di Tolmezzo, autore dell'ancona della pieve di San Pietro a Zuglio.

Un tempo di crisi e di altari votivi

Tra la fine del Quattrocento e gli inizi del Cinquecento la Carnia e l'intero Friuli furono attraversati da una sequenza di crisi: le ripetute incursioni ottomane, culminate nelle devastazioni del 1499, le guerre di confine tra la Repubblica di Venezia e l'Impero Asburgico, le ondate di peste e il terremoto del 1511. Questa instabilità alimentò una forte spinta devozionale tra le comunità montane, che reagirono commissionando una vasta produzione di altari e ancone lignee votive per le pievi locali.

I committenti erano perlopiù parroci e priori di estrazione rurale. Le ancone erano scandite da pinnacoli, motivi a fiamma e intagli vegetali, e i polittici e gli altari a portelle, i flügelaltar, impiegavano essenze lignee locali levigate e laccate con colori accesi. Fra i maggiori artisti carnici del tempo stanno Domenico da Tolmezzo, Giovanni Martini, Antonio Tironi e Giovanni Antonio Agostini.

Domenico da Tolmezzo, dalla Val Degano a Udine

Domenico da Tolmezzo, che nei documenti compare anche come Domenico Mion, Mioni o di Candido, era nato in Val Degano nel 1448; morì a Udine nel 1507. Il padre, Candussio Mioni, faceva il calzolaio e il pellicciaio; anche il fratello Martino intagliava il legno. Ancora ragazzo Domenico si spostò a Udine e per sei anni imparò il mestiere nella bottega di Giovanni di Francia, il Francione, pittore e intagliatore. Nel 1469 sposò Romea Pollame, dalla quale ebbe sei figli; dal 1496 al 1501 fu membro del consiglio della comunità di Udine, e nel 1501 deputato dell'ordine popolare.

È ritenuto il capofila della «Scuola di Tolmezzo», artisti friulani della seconda metà del Quattrocento che univano le novità del Rinascimento veneto a quanto restava del gotico veneziano. Fu anche pittore: del 1479 è la pala della Madonna con Bambino e Santi, custodita nei Civici musei del Castello di Udine. Fu anche cartografo, con la veduta in prospettiva del monte San Simeone del 1481, e architetto: suo è il progetto del campanile di San Cristoforo a Udine, del 1497. Alla sua morte il nipote Giovanni Martini ereditò la bottega di famiglia.

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Le ancone di Zuglio e di Invillino

La sua opera più complessa fu l'ancona monumentale per la Pieve di San Pietro sopra Zuglio, dei primi anni Ottanta del Quattrocento: un apparato disposto su tre registri sovrapposti, con i Padri della Chiesa alla base, San Pietro e gli Apostoli al centro, e la Vergine col Bambino nel registro superiore. Cinque sculture lignee dell'altare, ritrovate nel 2016 dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, sono esposte presso il Civico Museo Archeologico di Zuglio nella mostra permanente «La Forza dell'Arte».

Restano di lui anche i santi Leonardo e Matteo, superstiti dell'altare di Dilignidis (1486), l'altare di Terzo per San Giovanni e i polittici di Illegio e di Invillino, entrambi del 1497. Domenico rifiniva le sculture a pennello, cesellando labbra e ciglia direttamente sul legno, e nei secoli le ridipinture hanno spesso cancellato i rapporti tonali originari: accadde all'altare della pieve di Santa Maria Maddalena a Invillino, a lungo disconosciuto dalla critica proprio a causa di tali manomissioni.

Antonio Tironi e i polittici di Paluzza e Paularo

Parallelamente all'attività della bottega tolmezzina, la scultura lignea carnica si evolse con l'arrivo del bergamasco Antonio Tironi. Attivo a cavallo del secolo, Tironi aggiornò l'intaglio locale introducendo volumetrie più plastiche e aprendo la strada al Rinascimento friulano.

A Tironi vengono ricondotti l'altarolo della chiesa di Trava, nel comune di Lauco, e due polittici. Il primo, a Paluzza, è strutturato su nove sculture inserite tra paraste e decori a foglie; il secondo, a Paularo, è una macchina d'altare che ospita una quindicina di figure intagliate su tre livelli, divenuta un modello per gli intagliatori del secolo successivo.

Gianfrancesco da Tolmezzo e gli affreschi

Accanto all'intaglio, la Carnia ebbe una scuola di affresco guidata da Gianfrancesco da Tolmezzo, Gianfranco del Zotto, nato a Socchieve nel 1450 e morto nel 1511, considerato l'iniziatore della scuola di pittura tolmezzina. Le opere del periodo iniziale risentirono dell'influenza del suo maestro Dario da Treviso, del Bellunello e di Mantegna; il suo linguaggio pittorico, influenzato dai modelli veneti, è connotato da un grafismo aspro e severo, con spesse linee di contorno e un tratteggio chiaroscurale rapido.

Fra i suoi cicli di affreschi ci sono quelli della chiesa di San Lorenzo a Forni di Sotto, del 1492, e della chiesa di San Martino a Socchieve, del 1493; per San Martino iniziò nel 1509 anche la pala d'altare, lasciata incompiuta nel 1511 e terminata da un altro pittore nel 1513. Suoi cicli dipinti si trovano a Barbeano, in Sant'Antonio (1490), a Provesano, con la Crocifissione di San Leonardo (1496), a Castel d'Aviano, in San Gregorio (1497), a Forni di Sopra, in San Floriano (1500), e a Ragogna, in Santa Maria di Pignano (1502). Nel 2011 Palazzo Frisacco a Tolmezzo ospitò l'esposizione «Gianfrancesco da Tolmezzo e il suo tempo», per i 500 anni dalla morte.

Domande frequenti

Chi era Domenico da Tolmezzo?

Domenico da Tolmezzo, nato in Val Degano nel 1448 e morto a Udine nel 1507, fu pittore e scultore, considerato il capo della scuola di Tolmezzo; è l'autore dell'ancona lignea della pieve di San Pietro a Zuglio.

Dove si vedono le sculture di Domenico da Tolmezzo?

Cinque sculture lignee dell'altare della pieve di San Pietro, ritrovate nel 2016, sono esposte presso il Civico Museo Archeologico di Zuglio; la pala della Madonna con Bambino e Santi del 1479 è nei Civici musei del Castello di Udine.

Chi era Gianfrancesco da Tolmezzo?

Gianfrancesco da Tolmezzo, nato a Socchieve nel 1450 e morto nel 1511, fu il pittore che guidò la scuola di affresco carnica, con i cicli di San Lorenzo a Forni di Sotto e di San Martino a Socchieve.