Coccau, in tedesco Goggau e in sloveno Kokovo, è una frazione di Tarvisio in Valcanale, a 672 metri. Dal 1919, con il Trattato di Saint Germain, è il valico di frontiera con l'Austria, e la sua chiesa di San Nicolò fu la prima chiesa fortezza della Valcanale.
Cocoleum, Bamberga e gli Asburgo
Il nome compare per la prima volta come Cocoleum, villaggio della Valcanale, nel documento con cui l'imperatore Enrico II, nei primi anni dell'anno 1000, donò vasti territori della Carinzia superiore e della Valcanale al principato vescovile di Bamberga. Poco o niente si sa sulla reale origine del toponimo: secondo alcuni deriverebbe dallo slavo kakava, «luogo pietroso, luogo sterile». I documenti del 1260-1264 nominano la villa di Coccau come un piccolo borgo.
Fino al 1745 Coccau fu una filiale della parrocchia di Santa Maria di Goriach, sottoposta all'autorità dell'abbazia di Arnoldstein; era soggetta all'arcidiacono di Villaco e apparteneva al patriarcato di Aquileia fino alla sua soppressione nel 1751. La parrocchia nella sua entità civilmente riconosciuta risale al 1754, e comprende Boscoverde, San Antonio e Rutte. Civilmente Coccau dipese da Bamberga fino al 1759, anno in cui la Valcanale venne ceduta alla casa d'Austria, sotto il comando dell'imperatrice Maria Teresa. La parrocchia passò poi a Gorizia, nel 1783 a Gurk, dopo la prima guerra mondiale di nuovo all'arcidiocesi di Gorizia e dal 30 giugno 1933 alla diocesi di Udine; nell'agosto 1986 è stata aggregata a quella di Tarvisio.
La via verso il Norico e il confine del 1919
L'orografia della Valcanale ha reso Coccau un passaggio obbligato fin dall'antichità. I boschi vicini all'abitato celano i resti della via romana che collegava Aquileia con la provincia transalpina del Norico, con tracce della massicciata in pietra segnate dai solchi dei carri.
Il 10 settembre 1919, con la firma del Trattato di Saint Germain, la linea doganale tra il Regno d'Italia e la Repubblica Austriaca venne spostata dal corso del torrente Pontebbana all'abitato di Coccau, e la frazione divenne valico di frontiera, sulla direttrice Venezia-Vienna. Dal confine di Tarvisio-Coccau parte l'itinerario della Ciclovia Alpe Adria, che segue la vecchia ferrovia Pontebbana attraverso la Valcanale fino a Venzone.
San Nicolò, la prima chiesa fortezza
Una leggenda, scritta il 3 novembre 1850 nel libro storico della parrocchia dal parroco Andreas Glantsching, racconta di un ricco viandante, Nicolò Koggau, sorpreso da due banditi dove ora sorge la chiesa: fece voto di costruire una cappella se avesse proseguito felicemente il viaggio, e la costruì nell'anno 815; il santo del suo nome divenne il patrono dell'altare, e il suo cognome il nome della località. Secondo i documenti, la chiesa risalirebbe invece all'XI secolo, fra il 1007 e il 1040, gli anni in cui fu vescovo di Bamberga Eberhard I.

Fu la prima chiesa fortezza della Valcanale: poteva contenere tutta la popolazione del paese durante gli assedi e le incursioni, ed era dotata di feritoie, una delle quali è ancora ben visibile. Alla seconda metà del Trecento risalirebbero gli affreschi della Passione di Cristo, dalla Flagellazione alla Resurrezione. In principio la chiesa era una semplice sala rettangolare; il presbiterio a più lati e il campanile arrivarono dopo, verso la metà del XV secolo. Sulla parete destra un'Adorazione dei Magi di mano tedesca, di fine Quattrocento o inizio Cinquecento, ha sullo sfondo il Monte Goriane, che si trova sopra Coccau. A ritrovare gli affreschi fu un prete di Parenzo, Eugenio Bollesi, nel settembre del 1940.
La battaglia del 1478
Sabato 26 luglio 1478 i turchi di Iskender Pascià, passati il Predil e Tarvisio, arrivarono fino a Coccau. Lì li aspettavano 3000 contadini della lega, comandati da un tale Mathiasch. Dopo i racconti dei fuggitivi del Predil di questi 3000 contadini, nella notte tra sabato e domenica, ne scapparono 2600; ai rimanenti 400 si aggiunsero solo 130 contadini e 70 minatori, e 600 uomini attesero i turchi sulla sommità di Coccau. Circondati, i contadini ebbero la peggio in poco tempo: metà di loro morì sul posto, e si salvarono in pochi.
Negli anni ’90, mentre si restaurava la chiesa, sotto il campanile è saltata fuori una cripta con le ossa di circa trecento persone: potrebbero essere i caduti della battaglia del 27 luglio 1478 nella piana di Coccau. Nel 1918 in paese vivevano 509 persone, nel 1936 erano scese a 409.
Bunker del Vallo Alpino, Maja e Krampus
Negli anni Trenta del Novecento il regime fascista chiuse il confine settentrionale con la linea difensiva del Vallo Alpino del Littorio: il valico fu militarizzato con lo sbarramento avanzato di Porticina e lo sbarramento arretrato di Coccau, e nei boschi restano blocchi di calcestruzzo, trincee, casermette e ostacoli anticarro a «denti di drago». Le opere furono coinvolte nelle fasi dell'occupazione tedesca successive all'armistizio dell'8 settembre 1943.
A maggio Coccau innalza ancora con passione la Maja, il tronco di un abete privato della corteccia, simbolo di fertilità: vi provvedono di solito i giovani diciottenni o di leva, e le ragazze coetanee ornano la cima e la corona di rami. All'inizio di dicembre, con San Nicolò, sfilano invece i Krampus, spiriti silvestri ricoperti di pelli, con maschere cornute, campanacci e catene, e nella sfilata di Coccau arrivano figuranti anche dai vicini comuni austriaci e sloveni.
Domande frequenti
Dove si trova Coccau?
Coccau è una frazione di Tarvisio, in Valcanale, a 672 metri, sul confine con l'Austria: dal 1919, con il Trattato di Saint Germain, è valico di frontiera.
Che cosa si vede nella chiesa di San Nicolò a Coccau?
La chiesa di San Nicolò, la prima chiesa fortezza della Valcanale, conserva una feritoia, gli affreschi trecenteschi della Passione di Cristo e un'Adorazione dei Magi con sullo sfondo il Monte Goriane.
Che cosa successe a Coccau nel 1478?
Nel luglio 1478 circa 600 uomini, contadini e minatori, attesero sulla sommità di Coccau i turchi di Iskender Pascià e furono sopraffatti; sotto il campanile della chiesa è stata trovata una cripta con i resti di circa trecento persone.