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Ermacora e Fortunato, i patroni del Friuli: la leggenda di san Marco, le reliquie fra Grado e Aquileia e i santi nel Duomo di Udine

Ermacora e Fortunato, protomartiri di Aquileia e patroni del Friuli-Venezia Giulia, si festeggiano il 12 luglio: la leggenda di san Marco e le reliquie.

Il 12 luglio il calendario liturgico celebra Ermacora e Fortunato, patroni principali del Friuli-Venezia Giulia, dal 2001 per atto ufficiale. L'agiografia altomedievale fissa il loro martirio per decapitazione nel I secolo d.C.: la tradizione vuole Ermacora primo vescovo di Aquileia, scelto da san Marco, e Fortunato suo diacono.

La leggenda di Marco e del primo vescovo

Il racconto tradizionale sostiene che l'evangelista Marco, su mandato diretto di san Pietro, sia sbarcato ad Aquileia per diffondere il cristianesimo. Secondo la tradizione fu san Marco, nell'anno 50, a indicare Ermacora come primo vescovo dei cristiani di Aquileia, e fu san Pietro a consacrarlo a Roma; un racconto dell'VIII-IX secolo lo vuole un pagano convertito dallo stesso Marco. Fortunato sarebbe stato il suo diacono, ed Ermacora lo avrebbe designato come suo successore dal fondo di una prigione.

La leggenda racconta anche la predicazione di Ermacora, il battesimo delle quattro vergini aquileiesi Tecla, Eufemia, Erasma e Dorotea, e la vista resa in carcere ad Alessandra. Davanti al prefetto Sebaste, che pronunciò la condanna a morte, i due subirono assieme il martirio per decapitazione ad Aquileia, secondo la tradizione nell'anno 70; i loro corpi furono poi condotti al sepolcro.

La storia dietro la tradizione

L'indagine storiografica moderna ha smantellato questa cronologia: i dati documentali escludono la cristianizzazione di Aquileia nel I secolo, e i primi riscontri certi sulla diocesi aquileiese risalgono tra la fine del III e l'inizio del IV secolo. Ermacora e Fortunato furono reali vittime delle persecuzioni imperiali, ma verosimilmente sotto Diocleziano, all'inizio del IV secolo. La loro venerazione è molto antica: li nomina già, nel V secolo, il Martirologio geronimiano. Nessuna fonte paleocristiana, da san Girolamo fino agli atti dei primi concili, fa invece menzione del passaggio dell'evangelista Marco nell'alto Adriatico.

La genesi della leggenda marciana risponde a precise dinamiche geopolitiche innescate nel VI secolo. A partire dal 553 la diocesi di Aquileia entrò in aperto contrasto con il papato durante lo Scisma dei Tre Capitoli, innalzando il proprio vescovo al rango di Patriarca. Papa Pelagio I sfidò il clero aquileiese a dimostrare l'origine apostolica della propria sede, e una linea di successione diretta da Pietro, attraverso Marco, poneva Aquileia sullo stesso piano gerarchico di Roma. Alla corte di Carlo Magno, intellettuali d'area friulana come Paolo Diacono e il patriarca Paolino d'Aquileia consolidarono la narrazione; nell'827, durante il Concilio di Mantova, il clero aquileiese sfruttò nuovamente la tradizione marciana per rivendicare la propria giurisdizione contro la vicina diocesi di Grado, sostenuta dall'Impero Bizantino.

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Le reliquie fra Aquileia, Grado e Udine

La Basilica di Aquileia è dedicata alla Vergine e ai santi Ermacora e Fortunato: il culto è stato consolidato dal patriarca Poppone, che nel 1031 dedicò ai due santi la Basilica Patriarcale dopo la dedicazione mariana. Nella Cripta degli Affreschi, dipinta nel XII secolo, le volte illustrano l'intero ciclo marciano, dalla missione affidata da Pietro a Marco fino alla decapitazione di Ermacora e Fortunato.

Nel VI secolo i corpi e le reliquie lasciarono la basilica di Aquileia per quella di Sant'Eufemia a Grado, e Aquileia le riebbe soltanto alla fine del Quattrocento. Il beato Bertrando, intanto, aveva fatto costruire un'arca per contenere le reliquie dei santi Ermacora e Fortunato, destinata alla Basilica di Aquileia, che divenne invece il suo sarcofago nel 1353, e sta nel Battistero del Duomo di Udine. Quando nel 1751 il patriarcato di Aquileia fu soppresso, una parte finì a Gorizia e un'altra a Udine.

I patroni nel Duomo di Udine

Nel Duomo di Udine, nella pala di Giovanni Martini, del 1501, a fianco di San Marco si distinguono fra gli altri Sant'Ermacora e Sant'Antonio abate. Negli anni Venti del Cinquecento Giovanni Antonio de Sacchis, detto il Pordenone, dipinse le storie dei due santi, patroni della città, fra cui Il battesimo delle quattro vergini aquileiesi e La deposizione dei santi Ermacora e Fortunato.

Il patriarca Daniele Dolfin decise la costruzione della cappella dei Santi Ermacora e Fortunato a proprie spese, e affidò la realizzazione dell'altare a Francesco e Simone Perioto; la pala del Tiepolo, del 1736, ritrae i due santi, protomartiri aquileiesi e patroni del Patriarcato. Il pulpito del duomo, ideato da Giuseppe Torretti nel 1741, ha sul parapetto tre bassorilievi con alcuni passi della vita del santo aquileiese: la predicazione di sant'Ermacora, il battesimo delle vergini Tecla, Eufemia, Dorotea ed Erasma e il martirio dei due santi. All'altare dei patroni il vescovo Emmanuele Lodi offrì una croce pettorale, donatagli nel 1844 dall'imperatore Ferdinando I d'Austria.

Nomi, paesi e un editore

I friulani li chiamano Macôr e Fortunât, gli sloveni Mohor in Fortunat. Il nome Ermacora è poco comune e si trova soprattutto in Friuli e in Slovenia, cioè nelle terre dell'antico Patriarcato di Aquileia; in tedesco suona Hermagor, e dal friulano Macôr vengono cognomi come Macoretti, Macorini, Macorutti, Macoratti e Macorig. Oltre che del Friuli-Venezia Giulia, i santi sono protettori dell'arcidiocesi di Gorizia e dell'arcidiocesi di Udine, e di località come Aquileia, Arta Terme, Buja, Grado, Pocenia, Remanzacco, Roveredo di Varmo, Savogna e Udine; all'estero, fra le altre, di Hermagor in Austria, e sono coprotettori dell'arcidiocesi di Lubiana.

Porta il nome del santo anche la più antica casa editrice slovena, la Mohorjeva družba, cioè Società di Ermagora, nata nel 1851 per iniziativa del vescovo Anton Martin Slomšek e del filologo Anton Janežič. A Chions, nella parrocchia di San Giorgio martire, nacque nel 1887 la Confraternita dei Santi Ermacora e Fortunato, che teneva anche una scuola privata e fu sospesa nel 1967.

Domande frequenti

Quando si festeggiano i santi Ermacora e Fortunato?

I santi Ermacora e Fortunato sono festeggiati assieme il 12 luglio; sono i protettori del Friuli-Venezia Giulia con atto ufficiale del 2001.

Chi erano Ermacora e Fortunato?

Ermacora e Fortunato furono reali vittime delle persecuzioni imperiali, ma verosimilmente sotto Diocleziano; la tradizione fa di Ermacora il primo vescovo di Aquileia, scelto da san Marco, e di Fortunato il suo diacono.

Dove sono le reliquie dei santi Ermacora e Fortunato?

Le reliquie, trasferite nel VI secolo a Grado e restituite ad Aquileia alla fine del XV secolo, nel 1751 furono divise in parte fra Gorizia e Udine.