Un grandioso ciclo di affreschi adorna la cripta costruita sotto l'altare maggiore della Basilica di Aquileia. Costruita nel IX secolo per custodire le reliquie dei martiri aquileiesi Ermacora e Fortunato, è interamente affrescata con un ciclo del XII secolo che unisce le arti cristiane d'Oriente e d'Occidente.
Le reliquie dei martiri e il patriarca Massenzio
La cripta nacque con i lavori del patriarca Massenzio, all'inizio del IX secolo, come custodia per le reliquie dei santi aquileiesi. A partire dall'811 Massenzio, grazie all'appoggio di Carlo Magno, iniziò l'opera di ristrutturazione degli antichi edifici, e la cripta aveva la funzione di cappella destinata ad accogliere le spoglie dei martiri e alla loro celebrazione.
Sant'Ermacora, ricordato in compagnia di Fortunato, è il protomartire di Aquileia e il primo vescovo della comunità; secondo la tradizione fu giustiziato nel 305, durante la persecuzione di Diocleziano. La cripta massenziana è del IX secolo e venne costruita per conservare le reliquie dei Santi Martiri della Chiesa aquileiese: Ermacora, Fortunato, Crisogono, i fratelli Canziani e altri.
Tre navatelle sotto il presbiterio
All'origine era un ambiente quadrato a tre navate, di cui restano molti capitelli: creata probabilmente già all'inizio del IX secolo, nell'XI secolo la cripta assume le forme attuali. Fu allora, in epoca popponiana, che si aggiunse l'abside e si costruì la volta a crociera sorretta da sei colonne che dividono l'ambiente in tre navatelle.
Vi si accede da una porta arcuata, i cui stipiti sono sostenuti da due leoni, che si apre nel basamento di destra del presbiterio, vicino alla gradinata che porta al presbiterio.
Le Storie di Ermacora sulla volta
Nella seconda metà del XII secolo un grandioso ciclo di affreschi di stile bizantino-veneto arricchì la cripta, con gli interventi del patriarca Ulrico di Treven. Vennero decorate le pareti, gli ingressi e le volte del soffitto, colonne comprese, e questi affreschi ripetono vivamente i modi bizantini.

Sulla volta diciannove scene con le Storie di Ermacora raccontano le origini del cristianesimo ad Aquileia. Una di queste raffigura San Pietro mentre, seduto a sinistra, riceve San Marco, colto in atteggiamento riverente, e lo invia ad Aquileia: secondo la tradizione fu Marco a fondare la prima comunità cristiana della città. Un'altra scena mostra San Pietro che consacra Ermacora alla presenza di Marco. Nel Medioevo il legame della città con l'evangelista non fu mai messo in dubbio, anche per ragioni politiche di contrapposizione con Venezia.
La Passione, la Madonna in trono e i cavalieri
Nelle quattro lunette sono raffigurate le scene della Passione di Cristo e la Morte di Maria: sulle pareti ci sono la Crocifissione, la Deposizione, la Sepoltura di Cristo e la dormizione della Vergine. Nella volta centrale c'è la Madonna in trono col Bambino fra i simboli degli Evangelisti, l'Uomo, il Leone, il Bue e l'Aquila, e Cristo in trono fra gli angeli.
Una folla di 32 santi, composti e in posizione frontale, spicca nei piedritti e fa da cornice alle volte, e i pennacchi sono ornati da altre figure di santi. Sui pennacchi sono rappresentate figure di Santi e sullo zoccolo scene di contenuto cavalleresco ed allegorico: fra queste uno scontro fra un cavaliere occidentale e uno orientale, che si volta all'indietro mentre punta l'arco.
Il restauro di Opera Est
Il restauro della Cripta degli Affreschi della Basilica Patriarcale di Aquileia, iniziato nel 2015, è giunto al termine dopo quattro anni, nell'anniversario dei 2200 anni dalla fondazione della città. Il lavoro è stato compiuto dalla società triestina Opera Est, di cui è titolare Claudia Ragazzoni, con la direzione tecnica di Elisabetta Francescutti, ed è stato finanziato dalle tre fondazioni bancarie regionali: Fondazione Friuli, Fondazione Ca.Ri.Go e Fondazione CRTrieste.
Domande frequenti
Quando fu costruita la Cripta degli Affreschi di Aquileia?
La Cripta degli Affreschi fu costruita all'inizio del IX secolo con la ristrutturazione voluta dal patriarca Massenzio, per custodire le reliquie dei martiri Ermacora e Fortunato; nell'XI secolo assunse le forme attuali.
Di quando sono gli affreschi della cripta?
Il ciclo di affreschi, di stile bizantino-veneto, risale alla seconda metà del XII secolo, con gli interventi del patriarca Ulrico di Treven.
Che cosa raccontano gli affreschi della Cripta di Aquileia?
Sulla volta diciannove scene raccontano le Storie di Ermacora e le origini del cristianesimo ad Aquileia; nelle lunette ci sono la Passione di Cristo e la Morte di Maria, nei piedritti 32 santi.