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L'Ipogeo celtico di Cividale: la cavità scavata a colpi d'ascia sul Natisone, i tre mascheroni e un enigma che gli studiosi non hanno ancora risolto

L'Ipogeo celtico di Cividale del Friuli: ambienti scavati nella roccia sul Natisone, tre mascheroni e le ipotesi fra tomba celtica, carcere e cisterna.

L'Ipogeo celtico è una serie di ambienti sotterranei scavati nella roccia sotto il centro di Cividale del Friuli, sulla sponda destra del Natisone. Si trova in via Monastero Maggiore, fra il Ponte del Diavolo e il Tempietto Longobardo. Nessuno sa con certezza a che cosa servisse.

Sette metri sotto la città

Una ripida scaletta scende a circa sette metri di profondità fino a una camera centrale. Da lì partono tre cunicoli, che a loro volta portano in ambienti più piccoli, su livelli diversi: un piccolo labirinto che alcune guide descrivono a forma di K.

Tutto è stato ricavato a colpi d'ascia nella roccia dell'argine. Sulle pareti si aprono, a varie altezze, piccole nicchie e stretti bancali; ci sono anche panchine primitive scolpite nella pietra. La roccia è porosa e umida, e l'acqua trasuda dalle pareti fino a bagnare il pavimento.

I tre mascheroni

La parte più famosa dell'ipogeo sono i tre mascheroni ricavati nella roccia: due all'altezza degli ingressi del corridoio centrale e di quello più a destra, il terzo in una posizione più nascosta. Accanto ci sono tre pilastrini decorativi, ottenuti anch'essi con tecniche arcaiche.

I volti ricordano le cosiddette têtes coupées, i mascheroni celtici diffusi nei complessi funerari della Francia meridionale, dove avevano la funzione di ritrarre il defunto. È anche per questo che il luogo ha preso il nome di ipogeo «celtico».

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Tomba, carcere o cisterna?

Le interpretazioni sono molto diverse. La più diffusa vede nell'ipogeo una camera funeraria dell'età celtica: le nicchie, secondo alcuni studiosi, dovevano contenere degli ossuari. Nella roccia si riconoscono però due modi diversi di lavorare la pietra: l'ascia, più antica, e il piccone, con cui in epoca tardo romana o longobarda furono scavati quelli che sembrano loculi.

Altri pensano che l'ambiente sia stato usato in età romana o longobarda come carcere; uno studio del 1949 lo presentava come l'ipogeo «detto Carceri longobarde». Per la vicinanza al fiume c'è chi ha ipotizzato una cisterna d'acqua, e c'è chi ha parlato di un bagno rituale ebraico. La datazione, per ora, non è precisabile.

Visitare l'ipogeo

L'ipogeo si visita con le visite guidate organizzate dal Comune, che partono dall'Informacittà di piazza del Duomo. La discesa ha molti scalini, per cui il sito non è accessibile a chi ha difficoltà motorie, e l'ambiente stretto può non essere adatto a chi soffre di claustrofobia. Servono scarpe comode e poco scivolose. Le guide illuminano i mascheroni con le torce, con una luce radente che li fa emergere dalla roccia.

Domande frequenti

Che cos'è l'Ipogeo celtico di Cividale?

Un insieme di ambienti sotterranei scavati a colpi d'ascia nella roccia sulla sponda destra del Natisone, a circa sette metri di profondità, con nicchie, bancali e tre mascheroni scolpiti.

A che cosa serviva l'Ipogeo celtico?

Non si sa con certezza: le ipotesi principali sono una camera funeraria celtica e un carcere di età romana o longobarda; qualcuno ha pensato anche a una cisterna o a un bagno rituale ebraico.

Come si visita l'Ipogeo celtico?

Con le visite guidate del Comune di Cividale, che partono dall'Informacittà in piazza del Duomo; la discesa ha molti scalini e sono consigliate scarpe comode.