L'impresa di Fiume fu l'occupazione della città di Fiume da parte di militari ribelli guidati da Gabriele D'Annunzio, dal settembre 1919 al dicembre 1920. Partì dal Friuli, da Ronchi di Monfalcone, che da allora porta il nome di Ronchi dei Legionari.
Una città contesa
A Fiume vivevano insieme cittadini di lingua italiana, la maggioranza, e di lingua croata, prevalenti nelle campagne. Finita la guerra, l'Italia chiese di annettere la città, anche se il Patto di Londra del 1915 l'aveva assegnata alla Croazia; il Consiglio nazionale fiumano aveva proclamato l'annessione all'Italia fin dal 29 ottobre 1918.
Nel luglio 1919 gli scontri fra la popolazione e le truppe interalleate portarono la Conferenza di pace di Parigi a sciogliere il Consiglio e ad allontanare le truppe italiane. Fra queste c'erano i Granatieri di Sardegna, che lasciarono Fiume il 25 agosto e si fermarono a Ronchi di Monfalcone.
La partenza da Ronchi
Da Ronchi i granatieri si rivolsero a D'Annunzio, chiedendogli di mettersi alla loro testa e di occupare la città. Il poeta arrivò con alcuni ufficiali, fra cui il tenente Guido Keller; il comandante dei granatieri, il maggiore Carlo Reina, accettò di guidare la colonna, e gli autocarri per le truppe furono requisiti. All'alba del 12 settembre 1919 la colonna si mise in viaggio, entrò a Fiume e proclamò da sola l'annessione all'Italia.

La Reggenza del Carnaro
L'occupazione durò sedici mesi. A Fiume arrivò come capo di gabinetto l'ex sindacalista Alceste De Ambris, e prese corpo l'idea di un piccolo Stato autonomo. Il 12 agosto 1920 D'Annunzio proclamò la Reggenza del Carnaro, con tutti i poteri civili e militari, e l'8 settembre fu promulgata la Carta del Carnaro, la costituzione scritta da De Ambris e rielaborata dal poeta.
Rapallo e il Natale di sangue
Con il trattato di Rapallo del 12 novembre 1920, firmato a Villa Spinola, l'Italia e il Regno dei Serbi, Croati e Sloveni fecero di Fiume uno Stato libero e indipendente. D'Annunzio non lo riconobbe. Il generale Enrico Caviglia schierò le truppe attorno alla città e mandò un ultimatum; il poeta rifiutò ogni trattativa.
A fine dicembre l'esercito italiano sgomberò la città con la forza: fu il Natale di sangue. Le batterie della corazzata Andrea Doria colpirono anche il palazzo del Governo, sede del comando di D'Annunzio, che il 31 dicembre rimise i poteri a un governo provvisorio. La questione di Fiume si chiuse solo nel 1924, con gli accordi di Roma che la riconobbero all'Italia.
Domande frequenti
Da dove partì l'impresa di Fiume?
Da Ronchi di Monfalcone, dove si erano acquartierati i Granatieri di Sardegna: la colonna partì all'alba del 12 settembre 1919, e il paese si chiama da allora Ronchi dei Legionari.
Che cos'era la Reggenza del Carnaro?
Lo Stato autonomo proclamato da D'Annunzio a Fiume il 12 agosto 1920, dotato della Carta del Carnaro, la costituzione scritta con Alceste De Ambris.
Come finì l'impresa di Fiume?
Con il Natale di sangue del 1920: dopo il trattato di Rapallo l'esercito italiano sgomberò la città con la forza, e il 31 dicembre D'Annunzio rimise i poteri.