Al Museo Archeologico Nazionale di Cividale del Friuli si conserva il Codex Forojuliensis, l'Evangeliario Forogiuliese: un libro dei Vangeli in latino del VI secolo. Contiene Matteo, Luca e Giovanni; il Vangelo di Marco, creduto scritto di mano dell'evangelista, fu staccato e diviso fra Praga e Venezia.
Un evangeliario del VI secolo
Il codice è di origine ravennate e arrivò nel territorio di Aquileia verso la metà del IX secolo, al tempo del patriarca Teodemaro (851-872), che vi lasciò la sua firma. Da quel momento fu uno dei libri liturgici più importanti della Chiesa aquileiese.
Prima di essere smembrato fu custodito con ogni probabilità nel monastero di San Canzian d'Isonzo, dove servì da Liber vitae, il libro dei viventi: sui margini firmarono pellegrini e fedeli arrivati da mezza Europa, oltre millecinquecento nomi che raccontano l'Europa dei Carolingi in viaggio.
Il Vangelo di Marco diventa una reliquia
Fra il XII e il XIII secolo il blocco del Vangelo di Marco venne tolto dal resto dell'evangeliario, di cui nella sua posizione restano solo le pagine d'inizio e di fine. Da allora ebbe una vita propria: lo veneravano come un autografo dell'evangelista, e dava forza alla tradizione antichissima che vedeva in san Marco, discepolo di Pietro, il primo a portare il Vangelo nella regione dell'alto Adriatico.

Proprio la fama di reliquia ne causò la divisione. Nel 1354 Carlo IV di Boemia, diretto a Roma per ricevere la corona imperiale, chiese al fratellastro Nicolò di Lussemburgo, allora patriarca di Aquileia, alcune pagine del Vangelo per la cattedrale di Praga; i documenti di quella consegna, con i sigilli del patriarca e la firma del re, esistono ancora. La parte rimasta la prese Venezia: dopo la conquista del Friuli, il 24 giugno 1420, la portò nella basilica di San Marco, a segnare la sottomissione di Aquileia alla Serenissima.
Il fondo dei codici di Cividale
L'evangeliario è il pezzo più antico del Fondo Codici del museo, una raccolta di manoscritti che va dal V al XVII secolo: vi si trovano anche esemplari miniati come i salteri di Egberto e di Santa Elisabetta. Per il museo il codice documenta l'origine del Capitolo della chiesa di Cividale.
Le tre parti riunite ad Aquileia
Nell'autunno del 2026 la Fondazione Aquileia ha riunito per la prima volta dopo circa sette secoli le tre parti superstiti del Vangelo di Marco, tutte originali: i fogli di Cividale, quelli del Capitolo metropolitano di San Vito di Praga e la teca-reliquiario veneziana. La mostra, a Palazzo Meizlik, le ha messe accanto alle formelle della Cattedra eburnea di San Marco di Grado e ai documenti praghesi del 1354.
Domande frequenti
Dove si trova il Codice Forogiuliese?
Al Museo Archeologico Nazionale di Cividale del Friuli, che conserva i Vangeli di Matteo, Luca e Giovanni. Il Vangelo di Marco è diviso fra Praga e Venezia.
Perché il Vangelo di Marco fu diviso?
Era venerato come autografo dell'evangelista: nel 1354 Carlo IV ne chiese alcune pagine per Praga, e nel 1420 Venezia portò il resto nella basilica di San Marco.
Che cos'è il Liber vitae dell'evangeliario?
Sono i nomi scritti sui margini del codice da pellegrini e fedeli di mezza Europa, oltre millecinquecento, quando il libro era custodito probabilmente a San Canzian d'Isonzo.