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Il Santuario della Madonna Missionaria di Tricesimo: la statua pellegrina del dopoguerra e l'altare degli emigranti

Il Santuario della Madonna Missionaria a Tricesimo: la statua della Peregrinatio del 1946, i ciottoli della facciata e l'altare degli emigranti.

Sul colle morenico di Tricesimo, di fronte al castello, sorge il Santuario della Madonna Missionaria. È una chiesa moderna, nata dopo la Seconda guerra mondiale per accogliere una statua della Madonna che aveva girato i paesi del Friuli, e meta di pellegrini e di tanti emigranti friulani.

La statua che girava i paesi

Nel dicembre 1946 l'Arcidiocesi di Udine avviò la Peregrinatio Mariae: una statua di legno della Madonna fu portata di comune in comune, per ridare coraggio a un Friuli di campagna segnato dalle distruzioni e dai lutti della guerra. Finito il viaggio, la statua trovò casa sulla collina di Tricesimo.

Dal castello al santuario

Nel 1948 la Curia di Udine aveva acquistato dall'ultimo discendente dei conti Valentinis il castello di Tricesimo, per farne un luogo di ritiro e di esercizi spirituali. All'inizio la statua fu custodita lì, ma i pellegrini erano sempre di più e servì un vero luogo di preghiera. Negli anni Cinquanta, sui resti della parte settentrionale del fortilizio, fu costruito il santuario su progetto dell'architetto Pietro Zanini.

L'edificio moderno, così diverso dalle mura medievali accanto, suscitò a lungo polemiche. La facciata a capanna è rivestita di ciottoli di fiume, una tecnica povera tipica del Friuli di quegli anni, e sopra i portali c'è l'immagine della Madonna, accompagnata da un grande crocifisso dorato.

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Una Madonna nel fascio di luce

Dentro, la chiesa ha una sola navata, illuminata dalle vetrate colorate. Nel presbiterio la statua della Madonna Missionaria, con il Bambino in grembo e una colomba bianca nella mano destra, è sempre colpita da un fascio di luce che scende dall'alto. Il santuario è affidato ai padri Stimmatini, arrivati a Tricesimo da Gemona, che accanto alla chiesa allestiscono una mostra di oggetti africani e un mercatino per le missioni.

Un ricordo per chi è partito

Fra i pellegrini ci sono sempre stati molti emigranti friulani, e a loro è dedicato un altare. Ricorda chi, fra la fine dell'Ottocento e il secondo dopoguerra, ha dovuto lasciare le campagne per cercare lavoro all'estero, in Germania, in Venezuela, in Australia e in tanti altri paesi. In aprile il piazzale del santuario è il punto di partenza della Motobenedizione, un raduno di motociclisti che raccoglie fondi per cause sociali.

Il castello accanto

Il castello di Tricesimo, costruito su una collina morenica prima del XIII secolo, fu dei Prampero, poi dei Montegnacco e dal 1627 dei conti Valentinis, che lo trasformarono in villa. Delle tre cerchie di mura, abbattute al passaggio di Napoleone, resta una cinta merlata con sei torri agli angoli. Dopo il terremoto del 1976 fu restaurato e ospita la Casa diocesana di esercizi spirituali.

Domande frequenti

Perché si chiama Madonna Missionaria?

Per la statua che, dal dicembre 1946, fu portata in pellegrinaggio nei paesi del Friuli con la Peregrinatio Mariae e poi trovò posto a Tricesimo.

Chi ha progettato il santuario?

L'architetto Pietro Zanini; il santuario fu costruito negli anni Cinquanta accanto al castello.

Che cos'è l'altare degli emigranti?

Un altare dedicato ai friulani che hanno lasciato la loro terra per cercare lavoro all'estero, molti dei quali venivano in pellegrinaggio al santuario.