🏛️ Arte & Cultura · 3 min di lettura

Italo Svevo a Trieste: la casa natale, il Tergesteo, le vernici Veneziani, le lezioni di Joyce e la statua di piazza Hortis

I luoghi di Italo Svevo a Trieste: la casa natale di via Mazzini, l'Unionbank al Tergesteo, la Berlitz School con Joyce e la statua di piazza Hortis.

Ettore Schmitz nacque a Trieste il 19 dicembre 1861 e firmò i suoi libri come Italo Svevo, un nome che teneva insieme la cultura italiana e quella tedesca. La sua città entra in tutti e tre i romanzi come un personaggio, e le sue tracce si seguono strada per strada.

La casa natale ritrovata

Svevo veniva da una famiglia ebrea benestante: il padre Francesco aveva una vetreria, la madre era Allegra Moravia. Per decenni tutte le biografie hanno indicato come casa natale un edificio di via dell'Acquedotto, l'attuale via XX Settembre, dove c'era anche una targa. Nel 2020 però alcune ricerche hanno trovato il suo nome nel registro delle nascite della comunità ebraica, al numero 27 dell'attuale via Mazzini, e la targa è stata spostata.

A dodici anni fu mandato a studiare materie commerciali e lingue nel collegio di Segnitz, in Baviera; tornato a Trieste nel 1878, frequentò l'Istituto Revoltella.

Il Tergesteo e la Biblioteca Civica

Nel settembre 1880 entrò nella filiale triestina della Unionbank di Vienna, al Palazzo Tergesteo, dove lavorò per quasi vent'anni. Quei luoghi finirono nei libri: Alfonso Nitti, protagonista di Una vita, fa l'impiegato di banca, e Zeno incontra il futuro suocero proprio nella Galleria Tergesteo.

Dopo l'ufficio passava le serate alla Biblioteca Civica, a leggere i classici e a scrivere. Pubblicò a sue spese Una vita nel 1892 e Senilità nel 1898, ma la critica li ignorò quasi del tutto.

Italo Svevo a Trieste: la casa natale, il Tergesteo, le vernici Veneziani, le lezioni di Joyce e la statua di piazza Hortis - Arte & Cultura in Friuli Venezia Giulia

Le vernici Veneziani e le lezioni di Joyce

Il 30 luglio 1896 sposò la cugina Livia Veneziani, e nel 1899 lasciò la banca per dirigere l'azienda di famiglia della moglie, che produceva vernici per le carene delle navi. I viaggi d'affari lo portavano in Francia, Austria, Germania e Inghilterra, e l'inglese gli serviva: così si iscrisse alla Berlitz School di via San Nicolò, dove insegnava un giovane irlandese, James Joyce.

Fra i due nacque un'amicizia. Joyce lesse i due romanzi e incoraggiò Svevo a riprendere a scrivere. Durante la guerra Svevo si avvicinò alla psicanalisi, fino a tradurre La scienza dei sogni di Freud, e nel 1923 uscì, ancora a sue spese, La coscienza di Zeno. Fu Joyce a fargli mandare il libro ai critici francesi Valery Larbaud e Benjamin Crémieux, che ne decretarono il successo in Europa; in Italia arrivò nel 1925 il saggio di Eugenio Montale su L'Esame.

La statua di piazza Hortis

Svevo morì il 13 settembre 1928 a Motta di Livenza, due giorni dopo un grave incidente d'auto. Già nel 1931 la città gli dedicò un busto nel Giardino Pubblico, e dal 2004 in piazza Hortis c'è la statua di bronzo a grandezza naturale di Nino Spagnoli, lo stesso scultore di Joyce e Saba: Svevo cammina con il cappello e un libro in mano verso la Biblioteca Civica Attilio Hortis. In quello stesso Palazzo Biserini, dal 12 settembre 2024, c'è il LETS, il museo della letteratura della città, dove sono confluite, riallestite, le raccolte del Museo Sveviano.

Domande frequenti

Dove nacque Italo Svevo?

A Trieste, il 19 dicembre 1861. Le ricerche del 2020 hanno trovato la sua nascita registrata al numero 27 dell'attuale via Mazzini, e non in via XX Settembre come si era sempre detto.

Dove Svevo conobbe James Joyce?

Alla Berlitz School di via San Nicolò, dove Joyce insegnava inglese e dove Svevo si iscrisse per perfezionare la lingua che gli serviva negli affari.

Dove si trova la statua di Italo Svevo?

In piazza Hortis, a Trieste, davanti alla Biblioteca Civica: è la statua in bronzo di Nino Spagnoli, del 2004.