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Il Duomo Dogale di Palmanova: il campanile tozzo per sfuggire ai cannoni e la Pala delle Milizie

Il Duomo Dogale di Palmanova, sulla Piazza Grande: la facciata con il Redentore, San Marco e Santa Giustina, il campanile basso e la Pala delle Milizie.

Sulla Piazza Grande di Palmanova, al centro della fortezza a stella voluta da Venezia, si affaccia il Duomo Dogale, dedicato al Santissimo Redentore. Chi lo guarda nota subito una stranezza: accanto a una chiesa imponente sta un campanile basso e tozzo, costruito così per ragioni militari.

Una chiesa per la città fortezza

Il duomo fu cominciato nel 1603, quando la fortezza era già in parte costruita; nel 1615 il progetto fu cambiato, e per problemi di denaro e di struttura i lavori finirono solo nel 1636. Chi l'abbia disegnato non è certo: alcune fonti pensano a Vincenzo Scamozzi, l'architetto della città, altre lo attribuiscono alla cerchia di Baldassare Longhena, ma a costruirlo fu l'Ufficio delle Fortificazioni di Venezia.

Oltre al Redentore, patrono di Palmanova, il duomo onora San Marco e Santa Giustina, la patrona della città, festeggiata ogni anno con una grande fiera.

La facciata e i provveditori

La facciata, di pietra bianca e grigia, è divisa in due ordini. Sotto la scandiscono grandi semicolonne; sopra, tre nicchie ospitano le statue del Redentore al centro e dei santi Marco e Giustina ai lati, accompagnate dal leone di San Marco. Cartigli di pietra ricordano i provveditori veneti e la famiglia Donà delle Rose, che governarono la fortezza.

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Il campanile che non doveva superare il tetto

Il campanile, sul lato sinistro della chiesa, fu autorizzato da Venezia nel 1776 con una condizione precisa: non doveva essere più alto del tetto del duomo. Una torre slanciata sarebbe servita all'artiglieria nemica, appostata fuori dai bastioni, come punto di riferimento per prendere la mira. Ne uscì il campanile tronco, la curiosità più raccontata di Palmanova.

Santi soldati nella Pala delle Milizie

Dentro c'è un'unica, grande navata con il soffitto a capriate di legno, pensata per accogliere tutta la guarnigione. L'opera più famosa è la Pala delle Milizie, dipinta nel 1641 da Alessandro Varotari, detto il Padovanino, su commissione della famiglia Gradenigo. Riunisce i santi protettori dei soldati: San Teodoro armato con lo stendardo della vittoria, Santa Barbara, patrona degli artiglieri, appoggiata a un cannone, e San Michele Arcangelo in combattimento, sotto lo sguardo di San Bartolomeo e San Girolamo.

Le altre opere

Lungo le pareti ci sono le stazioni della Via Crucis, dipinti a olio attribuiti alla bottega di Giambattista Tiepolo, e una Madonna con il Bambino in legno, del Cinquecento, legata alla bottega di Domenico da Tolmezzo. In sacrestia una galleria raccoglie i ritratti di alcuni dei provveditori generali che governarono la città. Anche il lampadario ha una storia curiosa: prima di illuminare la navata era nel teatro cittadino Gustavo Modena.

Domande frequenti

Perché il campanile del Duomo di Palmanova è così basso?

Venezia ne permise la costruzione nel 1776 a patto che non superasse il tetto della chiesa, perché una torre alta avrebbe fatto da riferimento ai cannoni nemici.

Che cos'è la Pala delle Milizie?

Un dipinto del 1641 di Alessandro Varotari, il Padovanino, con i santi protettori dei soldati: San Teodoro, Santa Barbara e San Michele Arcangelo.

A chi è dedicato il Duomo Dogale?

Al Santissimo Redentore; in facciata ci sono anche le statue di San Marco e di Santa Giustina, patrona di Palmanova.