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Il Duomo di Muggia: la facciata trilobata in pietra bianca, il rosone della Madonna e il campanile di trachite

Il Duomo dei Santi Giovanni e Paolo a Muggia, consacrato nel 1263: la facciata trilobata del Quattrocento, il rosone, la Trinità del portale e il campanile.

Il Duomo dei Santi Giovanni e Paolo chiude un lato di piazza Marconi, il cuore di Muggia. Consacrato nel Duecento, deve il suo aspetto al Quattrocento veneziano: una facciata di pietra bianca con il coronamento a tre lobi e un grande rosone, diventata il simbolo della cittadina. Poco lontano, fra le calli di impronta veneziana, c'è la chiesa di San Francesco, costruita dai frati minori nel 1388 e quasi rifatta nel 1411.

La pieve del 1263

La chiesa fu costruita sui resti di un edificio sacro più antico, a tre absidi, risalente all'incirca all'anno Mille; per sistemarla si dovette colmare il dislivello del terreno. Il vescovo di Trieste Arlongo dei Visgoni la consacrò il 29 dicembre 1263, dedicandola ai santi Giovanni e Paolo, patroni di Muggia, che si festeggiano ancora in giugno.

L'impianto era romanico, ma due secoli dopo, quando la città si era ormai data a Venezia, la chiesa fu rinnovata a fondo, fra il 1444 e il 1467.

Una facciata a tre lobi

In quegli anni la facciata fu rifatta e rivestita di lastre di pietra bianca, nello stile gotico veneziano. La sua particolarità è il coronamento a tre lobi, che nasconde la forma a spioventi del tetto dietro di sé. Nel 1865, perché era fuori piombo, la parte dal rosone in su fu rifatta e abbassata di mezzo metro.

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In basso due finestre gotiche alte e sottili affiancano il portale, sopra il quale una lunetta ad arco inflesso racchiude un altorilievo della Santissima Trinità in trono adorata dai santi Giovanni e Paolo.

Il rosone e le tre lapidi

Al centro della facciata si apre il rosone, che incornicia un tondo con la Madonna con il Bambino. Attorno ci sono tre lapidi che raccontano i lavori: quella in alto ricorda l'inizio della nuova facciata sotto il vescovo Nicolò, forse della famiglia Aldegardi; quella a destra il podestà Pietro Dandolo, che la vide finita nel 1466-1467; quella a sinistra il grande restauro del 1865.

Una torre di trachite e pietra

A fianco della chiesa sale il campanile, su base quadrata, alto 35 metri e diviso in quattro piani. Gli spigoli sono segnati da cornici di trachite euganea, una pietra vulcanica scura che risalta sul bianco della chiesa, e l'ultimo piano, quello delle campane, si apre con bifore. Il suo aspetto spoglio fa pensare che sia nato come torre di guardia, e secondo alcune fonti risale anch'esso al Duecento.

L'interno a tre navate

Dentro, la chiesa ha tre navate divise da pilastri. Negli anni '30 del Novecento, dopo i consolidamenti e i restauri, furono tolti gli altari barocchi laterali per riportare l'aula alla sua semplicità medievale; lungo la navata centrale è riemerso un frammento di un affresco del Trecento che un tempo la occupava. L'altare maggiore di pietra fu consacrato nel 1877 dal vescovo Giorgio Dobrila.

Sulla cantoria in controfacciata c'è l'organo a canne Mascioni opus 939, costruito nel 1971, con due manuali, pedale e sedici registri.

Domande frequenti

A chi è dedicato il Duomo di Muggia?

Ai santi Giovanni e Paolo, patroni della città; fu consacrato il 29 dicembre 1263 dal vescovo di Trieste Arlongo dei Visgoni.

Quando fu costruita la facciata trilobata?

Fra il 1444 e il 1467, quando Muggia apparteneva a Venezia; la parte alta fu rifatta nel 1865.

Che cosa raffigura il rosone?

Al centro c'è un tondo con la Madonna con il Bambino, circondato da tre lapidi che ricordano i lavori della facciata.