Il Duomo di Gorizia è la cattedrale dei santi Ilario e Taziano, patroni della città, e sta in Corte Sant'Ilario, alle spalle di piazza Cavour. Fuori è sobrio, dentro barocco; quella che si vede è in gran parte la chiesa rifatta dopo le cannonate del 1916 e riaperta nel 1928.
Da pieve a cattedrale
La chiesa compare per la prima volta nei documenti nel 1296. Era una pieve piccola, e con ogni probabilità la sua struttura più antica fu costruita nei primi decenni del Trecento, quando Gorizia era appena diventata città. Verso la fine del XIV secolo la popolazione era cresciuta e l'edificio non bastava più: lo si allargò in forme gotiche, e i lavori si chiusero nel 1525.
Ai primi del Quattrocento vi fu unita la cappella di Sant'Acazio, fatta costruire dai conti di Gorizia. Fra il 1688 e il 1702 arrivarono due navate nuove, in stile barocco, e la tribuna dell'organo. Nel 1752 Venezia e gli Asburgo si accordarono per chiudere il Patriarcato di Aquileia: Gorizia diventò sede di un arcivescovo metropolita e la chiesa prese il titolo di cattedrale. Con quel passaggio le arrivò una buona parte del tesoro di Aquileia, e le famiglie nobili della città fecero a gara per dedicarle altari.
Le bombe del 1916 e la facciata di Karaman
Nell'agosto del 1916, durante la Sesta Battaglia dell'Isonzo, l'artiglieria italiana martellò a lungo Gorizia, e la cattedrale fu gravemente danneggiata. La ricostruzione del dopoguerra cercò di rimettere insieme secoli di interventi diversi, e la chiesa tornò al culto nel 1928.
La facciata a capanna, chiusa in alto da un pezzo di timpano, la ridisegnò nel 1924 l'architetto Emilio Karaman, seguendo le idee di Max Fabiani. Due lesene inquadrano il portale e sostengono una statua della Vergine dell'Ottocento; sulle porte di legno dei tre ingressi sono applicate teste di bronzo dei dodici Apostoli. Sul fianco sud resistono pezzi più antichi: un angelo di pietra del Quattrocento e una meridiana tracciata nel 1778 da Giuseppe Barzellini. Il campanile cinquecentesco aveva una cupola; nel 1865 prese l'attuale punta a piramide, e nel 1920 la cella delle campane fu aperta con le bifore.

Dentro: il pulpito, l'altare e la pala di Tominz
I crolli della Grande Guerra hanno cancellato gli affreschi, ma la navata conserva l'aria barocca e asburgica della città: è il barocco austriaco del Friuli orientale, diverso da quello di scuola veneziana. Il pulpito della navata centrale è del 1711, e la data si ricava da un gioco di numeri romani nascosto nella scritta "Largo ILLustrIssIMae nobILItatIs Dono".
L'altare maggiore lo costruì fra il 1705 e il 1707 l'architetto Giovanni Pacassi, con marmi scolpiti da Pietro Baratta. Sulla parete dell'abside domina la grande pala del 1823 di Giuseppe Tominz: la Vergine con i santi Ilario e Taziano, chiamati a proteggere Gorizia. Fra gli oggetti da non perdere ci sono anche alcuni busti di legno dorato dei santi e due reliquiari del Quattrocento; nel Tesoro del Duomo è custodita la Bibbia di Aquileia, in cinque volumi, scritta fra il XII e il XIII secolo, che un tempo apparteneva al tesoro di Cividale.
Sant'Acazio e la tomba vuota dell'ultimo conte
In fondo alla navata destra si entra nella cappella di Sant'Acazio, l'unico pezzo della chiesa gotica rimasto in piedi sul lato ovest. La volta è dipinta con affreschi della fine del Quattrocento: i quattro Evangelisti e un coro di angeli che suonano.
Lì accanto, nella cappella del Santissimo Sacramento, c'è il cenotafio di Leonardo, l'ultimo conte di Gorizia, con la sua figura scolpita nella pietra. Lo realizzò nel 1497 il lapicida Vito, ma il conte non vi è mai stato deposto: morì a Lienz, in Tirolo, il 12 aprile 1500, e lì fu sepolto. Poco prima aveva firmato un patto di successione con Massimiliano I, e con la sua morte la Contea di Gorizia passò agli Asburgo.
Dal Duomo, a piedi, si sale al Castello di Gorizia, che domina la città dall'alto.
Domande frequenti
Quando è stato costruito il Duomo di Gorizia?
La prima notizia della chiesa è del 1296; la pieve fu allargata in stile gotico fra la fine del XIV secolo e il 1525, ebbe due navate barocche fra il 1688 e il 1702 e diventò cattedrale nel 1752.
Chi è sepolto nel cenotafio del Duomo di Gorizia?
Nessuno: l'ultimo conte di Gorizia, Leonardo, morì a Lienz il 12 aprile 1500 e fu sepolto lì, mentre nel Duomo resta la sua pietra tombale scolpita nel 1497 dal lapicida Vito.
Che cosa vedere dentro il Duomo di Gorizia?
Il pulpito del 1711, l'altare maggiore di Giovanni Pacassi, la pala di Giuseppe Tominz nell'abside, la cappella di Sant'Acazio con gli angeli musicanti e il cenotafio del conte Leonardo.
Dove si trova il Duomo di Gorizia?
In Corte Sant'Ilario, alle spalle di piazza Cavour, in zona a traffico limitato: in auto si arriva dal raccordo A34 Villesse-Gorizia e si parcheggia vicino a Corso Italia o a Piazza Vittoria.