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Dante Alighieri e Cividale del Friuli: la tradizione del soggiorno, il «ce fastu» e il Codice de Claricini

Dante e il Friuli: la tradizione del soggiorno presso il patriarca Pagano della Torre, il «ce fastu» del De vulgari eloquentia e il Codice de Claricini.

Dante è stato davvero in Friuli? Una tradizione racconta che all'inizio del Trecento il patriarca di Aquileia Pagano della Torre lo avrebbe ospitato a Tolmino; i legami sicuri, però, sono altri: una parola friulana nelle sue opere e i codici della Commedia nati o conservati qui.

La tradizione di Tolmino

Nei primi decenni del Trecento Dante viveva in esilio e passava da una corte all'altra. Secondo il racconto che si tramanda, fra le sue tappe ci sarebbe stato anche il Friuli, ospite del patriarca Pagano della Torre nella zona di Tolmino. Nessun documento dell'epoca la conferma.

Proprio la leggenda del soggiorno è il punto di partenza di uno studio di Maiko Favaro, pubblicato nel 2017, che racconta come i friulani hanno guardato a Dante dal Risorgimento in poi.

Il «ce fastu» nel De vulgari eloquentia

Il legame più concreto è una frase. Nel De vulgari eloquentia, il trattato in cui passa in rassegna le parlate d'Italia, Dante prende in giro gli abitanti di Aquileia e dell'Istria con l'espressione «ce fastu?», cioè «che fai?». Il linguista Giovan Battista Pellegrini l'ha messa in relazione con la ballata Soneto furlan, dove torna lo stesso «ce fastu».

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Il Codice de Claricini

A Cividale la Commedia ha una storia tutta sua. Nel 1466 il conte Nicolò de Claricini fece realizzare in città un manoscritto miniato del poema, conosciuto come Codice de Claricini. La famiglia de Claricini Dornpacher coltivò a lungo lo studio di Dante: per volontà di Giuditta de Claricini il codice andò alla Biblioteca Civica di Padova, insieme alla ricca raccolta di libri danteschi della famiglia.

La Fondazione de Claricini Dornpacher ha messo in programma per Dante una mostra dei sei codici della Commedia realizzati o conservati in Friuli, un convegno con l'Università di Udine e dei concerti.

I codici friulani al Museo Archeologico

Dal 16 settembre al 30 novembre 2021 il Museo Archeologico Nazionale di Cividale ha ospitato la mostra dei codici friulani della Commedia. Fra i pezzi esposti c'era anche l'edizione stampata a Venezia da Aldo Manuzio nel 1502, Le terze rime, che appartiene alla Biblioteca Bartoliniana di Udine.

Domande frequenti

Dante è stato a Cividale?

Non ci sono documenti che lo provino. Una tradizione racconta che il patriarca Pagano della Torre lo ospitò a Tolmino all'inizio del Trecento, ma resta una leggenda.

Che cosa significa «ce fastu»?

Vuol dire «che fai?». Dante la cita nel De vulgari eloquentia per descrivere la parlata di Aquileia e dell'Istria.

Che cos'è il Codice de Claricini?

Un manoscritto miniato della Commedia realizzato a Cividale nel 1466 per il conte Nicolò de Claricini, lasciato poi alla Biblioteca Civica di Padova.