Nel centro storico di Grado, in una piazzetta chiusa fra le case, sopra una colonna di pietra si alza una croce di ferro con due traverse. È la croce patriarchina, e la colonna che la regge è uno dei resti del portico che stava davanti alla basilica di Sant'Eufemia.
Campo Patriarchi
La piazza si chiama Campo Patriarchi perché fu il luogo delle assemblee e dei riti della grande istituzione che aveva sede a Grado: il patriarcato. Si apre accanto alla basilica di Sant'Eufemia, la chiesa del VI secolo che fu la cattedrale dei patriarchi gradesi.
La colonna del quadriportico
Davanti alla basilica c'era un quadriportico, un cortile circondato da portici sui quattro lati, sostenuto da colonne. È andato perduto secoli fa, ma le sue fondamenta si riconoscono nelle lastre di pietra meno scura del sagrato. Una di quelle colonne è rimasta in piedi al centro del campo; negli anni recenti vi è stata posta la croce, sopra un basamento a tre gradoni.
Una croce a due traverse
La croce patriarchina si distingue dalla croce latina per una seconda barra, più corta, posta sopra quella principale. È un segno diffuso nell'iconografia greco-bizantina e dell'Europa orientale, ed era la croce che spettava ai patriarchi: sulla colonna di Grado ricorda l'autorità della sede patriarcale sull'isola.
I patriarchi di Grado
La storia che quella croce richiama comincia nel 568, quando il vescovo di Aquileia Paolino, in fuga dai Longobardi, portò a Grado la sede e le reliquie dei santi. Il patriarca Elia fece costruire Sant'Eufemia, consacrata forse nel 579. Dal 1105 i patriarchi presero a risiedere a Venezia, e nel 1451 il titolo gradese fu soppresso con la nascita del patriarcato di Venezia.
Domande frequenti
Che cos'è la croce patriarchina di Grado?
Una croce di ferro con due traverse posta su una colonna del perduto quadriportico di Sant'Eufemia, in Campo Patriarchi: ricorda i secoli in cui Grado fu sede di patriarchi.
Perché la croce patriarchina ha due traverse?
È la forma di croce che spettava ai patriarchi, diffusa nell'iconografia greco-bizantina e dell'Europa orientale: alla barra principale se ne aggiunge una più corta, sopra.
Dove si vedono le tracce del quadriportico?
Sul sagrato di Sant'Eufemia: le fondamenta del portico si riconoscono nelle lastre di pietra meno scura della pavimentazione.