Il 25 giugno 2011 Cividale del Friuli è entrata nella lista del Patrimonio mondiale dell'UNESCO, alla testa del sito seriale «I Longobardi in Italia: i luoghi del potere (568-774 d.C.)». A Cividale il riconoscimento riguarda due zone vicine: la Gastaldaga, con il Tempietto longobardo, e il complesso episcopale.
Da Forum Iulii alla prima capitale dei Longobardi
La città romana la fondò, forse nel 56 a.C., Gaio Giulio Cesare, che allora governava la Gallia Cisalpina e l'Illirico: da lui prese il nome di Forum Iulii, e da quel nome viene la parola Friuli. Negli ultimi secoli dell'impero, un po' in disparte, restò al riparo dalle invasioni.
Tutto cambiò nel 568, quando i Longobardi arrivarono dalla Pannonia guidati dal re Alboino. Il primo territorio che conquistarono fu quello di Forum Iulii, e Alboino ne fece la capitale del primo ducato longobardo d'Italia, forte e quasi indipendente al confine orientale, lasciandola al nipote Gisulfo. Nel 610 la città fu messa a sacco e bruciata dagli Avari, che il re Agilulfo aveva chiamato per dare una lezione al duca Gisulfo II, troppo ribelle.
Nel 737 un'altra svolta: il patriarca di Aquileia Callisto trasferì la sua sede da Cormons a Cividale e ne allontanò il vescovo di Zuglio. Il duca Pemmone e altri nobili lo fecero imprigionare, ma il re Liutprando prese le difese del patriarca, confermò il trasferimento, tolse il ducato a Pemmone e al suo posto nominò il figlio Ratchis. Da quel momento in città convivevano il potere del re e quello della Chiesa, e l'arte conobbe una stagione felice, quella che gli studiosi chiamano rinascenza liutprandea. Il nome di Cividale arrivò più tardi, da Civitas Austriae, la città d'oriente.
La Gastaldaga e il Tempietto
Il cuore del potere stava vicino a porta Brossana, sopra il Natisone, dentro le mura: era la Gastaldaga, dove lavorava il gastaldo, che amministrava a Cividale i beni del re, residente a Pavia. Dentro questo recinto fu costruito, nel terzo quarto dell'VIII secolo, il Tempietto longobardo, detto anche Oratorio di Santa Maria in Valle: la cappella palatina voluta dai sovrani Astolfo e Giseltrude, che solo fra il IX e il X secolo passò al monastero che porta lo stesso nome. Per questo è di una qualità così alta, e nel cantiere lavorarono artisti di culture diverse.
Il Tempietto è la testimonianza di architettura longobarda più importante rimasta in Italia. Dentro c'è una sola sala coperta da una volta a crociera, seguita da un presbiterio più basso diviso in tre navate; in origine le pareti erano coperte di stucchi e di marmi di vari colori. La parete dell'ingresso conserva la sua meraviglia: sopra la porta un arco di stucco traforato disegna tralci di vite con i grappoli, e sulla stessa parete sei sante di stucco con l'aureola, alte quasi due metri, si staccano dal muro con un rilievo profondo. Portano abiti alla greca, e nei loro volti gli studiosi riconoscono l'eco della scultura omayyade di quegli anni, segno che nel cantiere lavorarono anche artigiani venuti dal Vicino Oriente. Nella lunetta sopra la porta si vede ancora, molto rovinato, un Cristo fra gli arcangeli Michele e Gabriele.

Il Tempietto conserva anche porzioni di affreschi bassomedievali, fra cui quello con Maria Maddalena e Santa Sofia con le figlie Fede, Speranza e Carità, del XII-XIII secolo, e nell'aula un coro ligneo del XIV secolo. Nel 1891 le suore orsoline lo donarono al Comune di Cividale del Friuli, che lo aprì al pubblico nel 1893; dopo un lungo ciclo di restauri conservativi, il Tempietto ha ritrovato la sua luce nel 2025.
Il complesso episcopale e il Museo Cristiano
La seconda parte del sito è il complesso episcopale rinnovato da Callisto: la basilica di Santa Maria Assunta, il battistero di San Giovanni Battista e il palazzo patriarcale. Del palazzo restano le fondamenta sotto l'attuale Museo Archeologico Nazionale, dove si scende a vederle insieme ai resti di case tardoromane; del giardino di quel palazzo faceva parte il pozzo di Callisto, che si incontra ancora camminando verso il monastero.
Il battistero di San Giovanni, a pianta ottagonale, è riemerso negli scavi del 1906 sul sagrato del duomo. Le due opere che custodiva sono arrivate fino a noi e stanno nel Museo Cristiano e Tesoro del Duomo, al quale si entra dal duomo.
L'altare di Ratchis e il battistero di Callisto
L'altare di Ratchis è l'unica opera longobarda che racconti in pietra una storia della Bibbia. Sul lato anteriore Cristo siede in trono dentro una mandorla che quattro angeli sostengono; sui fianchi si vedono la Visitazione e l'Adorazione dei Magi, con figure piatte e ogni spazio pieno di decorazioni. Lungo il bordo superiore corre la dedica, un tempo dorata su un fondo rosso di minio: dice che Ratchis lo offrì in memoria del padre Pemmone, e permette di datarlo fra il 737 e il 744, negli anni in cui era duca del Friuli o appena diventato re. Il restauro recente ha fatto riemergere parte dei colori originali.
Il battistero di Callisto, o tegurio, era un'edicola a otto lati che faceva da tetto al fonte battesimale: otto archetti di marmo, sette originali e uno rifatto, poggiano su colonne con capitelli a foglie d'acanto, assai simili a quelli del Tempietto, e un'iscrizione ricorda che lo volle il patriarca. In uno dei lati del parapetto è stata murata la lastra dedicata a Sigualdo, il patriarca che venne dopo Callisto, con i simboli dei quattro Evangelisti agli angoli e una croce al centro.
Domande frequenti
Da quando Cividale del Friuli è patrimonio UNESCO?
Dal 25 giugno 2011, come città capofila del sito seriale «I Longobardi in Italia: i luoghi del potere (568-774 d.C.)».
Quali luoghi di Cividale fanno parte del sito UNESCO?
L'area della Gastaldaga, con il Tempietto longobardo e il monastero di Santa Maria in Valle, e il complesso episcopale, con i resti del palazzo patriarcale e del battistero di Callisto.
Che cos'è il Tempietto Longobardo di Cividale?
È la cappella palatina della Gastaldaga, costruita nel terzo quarto dell'VIII secolo per volere di Astolfo e Giseltrude e famosa per le sei sante di stucco della parete d'ingresso.
Dove si vedono l'altare di Ratchis e il battistero di Callisto?
Nel Museo Cristiano e Tesoro del Duomo, a cui si accede dal duomo di Cividale.
Perché i Longobardi scelsero Cividale?
Perché il territorio della romana Forum Iulii fu il primo che conquistarono entrando in Italia nel 568: Alboino ne fece la capitale del primo ducato e la affidò al nipote Gisulfo.