Coccau è una frazione di Tarvisio, in Valcanale, vicino al confine con l'Austria. Su una piccola altura sopra il paese sta la chiesa di San Nicolò, un edificio medievale di pietra chiara: fu la prima chiesa fortezza della valle, e dentro custodisce il suo ciclo di affreschi più bello.
Il viandante Nicolò Koggau
La tradizione racconta che un ricco viandante diretto in Italia, un certo Nicolò Koggau, fu sorpreso da due banditi proprio in questo punto. Promise di costruire qui una cappella se fosse riuscito a proseguire illeso, e mantenne la promessa: era l'815. La cappella prese il nome del santo del viandante, e il paese il suo cognome. La storia fu scritta il 3 novembre 1850 dal parroco Andreas Glantsching nel libro storico della parrocchia.
I documenti dicono altro: la chiesa sarebbe nata come semplice cappella nell'XI secolo, fra il 1007 e il 1040, quando era vescovo di Bamberga Eberhard I, signore della valle.
Una chiesa per difendersi
In caso di pericolo la chiesa poteva ospitare tutta la gente del paese, e dall'interno ci si difendeva attraverso le feritoie: una si vede ancora sulla parete sinistra. Durante i restauri è stata trovata una cripta con i resti di circa trecento persone, che si collegano alla battaglia del 27 luglio 1478 nella piana di Coccau, quando la gente del posto affrontò i turchi di Iskender Pascià.
Verso la metà del XV secolo si aggiunsero il presbiterio a cinque lati, con i contrafforti di pietra, e il campanile, che ha alla base la sacrestia. La facciata a spioventi ripidi ha un portale di pietra con sopra due piccole finestre. Dentro c'è un'aula unica con il soffitto piatto; il presbiterio, un gradino più in alto e coperto a crociera, si apre dietro un arco acuto dipinto a conci di due colori, e il pavimento è a losanghe bianche e nere.
La Passione e i Magi
Gli affreschi furono scoperti nel settembre 1940 dal sacerdote Eugenio Bollesi di Parenzo e liberati dalla calce a partire dal 23 giugno 1958, in un restauro voluto dal parroco don Lauro Minin. Uniscono modi italiani e d'oltralpe, e hanno confronti in Carinzia e in Slovenia.
I più antichi, del Trecento, stanno sopra l'ingresso e sulla parete sinistra: la Passione di Cristo, dalla Flagellazione alla Resurrezione, il profeta Daniele con un cartiglio e ciò che resta di un'Ultima Cena, dimezzata dall'apertura di una finestra. Sulla parete destra un pittore di mano tedesca dipinse, all'inizio del XVI secolo, una grande Adorazione dei Magi: sullo sfondo si riconosce il monte Goriane, che sta proprio sopra Coccau. Altre pitture del XV secolo, stese a secco, coprono l'arco trionfale.
Le statue di legno
Fra gli arredi ci sono due statuette di legno di san Nicolò, una del Trecento e una del XVI secolo, le sculture di Giovanni Nepomuceno e di Ignazio di Loyola nell'abside e un crocifisso molto antico. Altri restauri sono seguiti negli anni '90, quando fu scoperta la cripta, e nel 2004.
Domande frequenti
Perché la chiesa di San Nicolò a Coccau è detta chiesa fortezza?
Perché poteva accogliere tutta la popolazione durante gli assedi e aveva feritoie per difendersi dall'interno.
Quando è stata costruita la chiesa?
Secondo i documenti nell'XI secolo, fra il 1007 e il 1040; la leggenda la fa risalire all'815.
Che cosa raffigurano gli affreschi?
La Passione di Cristo del Trecento sulla parete sinistra e una grande Adorazione dei Magi, con il monte Goriane sullo sfondo, sulla parete destra.
